Stagione Gravel 2026
Tutti i protagonisti e i nuovi “Dream Team”
Il 2026 è iniziato col turbo. Se pensavate che gennaio e febbraio fossero mesi di solo fondo e rulli, i risultati arrivati dall’Australia e dalla Spagna ci dicono l’esatto contrario.
Il circus del gravel mondiale ha già acceso i motori e, con l’avvicinarsi della Santa Vall (domani e domenica) e delle prime tappe della UCI Gravel World Series, è tempo di fare il punto su chi dominerà i sentieri quest’anno.
Tra nuovi materiali, passaggi di squadra clamorosi e il ritorno di grandi campioni, ecco la nostra guida ai rider da tenere d’occhio.
Il “Super Team” Specialized e il Re Keegan
La notizia dell’inverno è stata senza dubbio la creazione della corazzata Specialized Off-road. Quest’anno la casa di Morgan Hill ha deciso di fare sul serio, schierando una formazione che fa paura.
Keegan Swenson: Il “King” americano, Campione del Mondo Marathon in carica, debutta a Santa Vall con i nuovi colori. Swenson abbandona la tradizione della BWR Arizona per testarsi subito in Europa. Nuova bici, nuovi compagni (Beers e Schmidt), ma lo stesso motore inesauribile che lo ha reso quasi imbattibile negli States.
Matt Beers: Il tre volte vincitore della Cape Epic sarà la spalla (e il rivale) di Swenson. I due correranno insieme in Sudafrica tra poche settimane, ma nel gravel “puro” Beers ha già dimostrato di saper battere l’amico in volata, come visto alla Lauf Gravel Worlds lo scorso anno.
Mads Würtz Schmidt: L’ex WorldTour e Campione Europeo Gravel 2025 porta l’esperienza della strada nel fango. Con le vittorie alla Traka 200 e in diverse tappe UCI, Mads è l’uomo da battere nelle gare veloci e tecniche.
La carica delle specialiste: Rosa, Sofia e Karolina
Il settore femminile non è mai stato così competitivo. Il livello si è alzato in modo esponenziale e le strategie di squadra iniziano a pesare quanto le gambe.
Rosa Klöser (Canyon-SRAM): Dopo aver dominato la Gravel Earth Series 2025, la tedesca riparte da Santa Vall. Rosa è la perfetta sintesi della ciclista moderna: fortissima su strada, ma con un feeling tecnico sullo sterrato che le ha permesso di vincere l’Unbound 2024.
Sofia Gomez Villafañe: Se c’è Sofia sulla linea di partenza, il podio è quasi prenotato. La regina della Life Time Grand Prix debutta alla Santa Vall per la prima volta. Sarà interessante vedere come si integrerà con le nuove compagne di team, la leggenda Annika Langvad e Geerike Schreurs.
Karolina Migoń (PAS Racing): La vincitrice dell’Unbound 200 e della Traka 360 torna per la sua terza Santa Vall. La polacca è sinonimo di costanza: 14 piazzamenti nelle prime 11 posizioni l’anno scorso. È lei la “metronoma” del gruppo.
I “Privateers” e i ritorni attesi
Non c’è solo il WorldTour del gravel. Il fascino di questa disciplina vive anche di grandi ritorni e avventure solitarie.
Simon Pellaud: Lo svizzero si mette in proprio. Niente kit Tudor quest’anno, ma una campagna da privateer con bici Cervélo e abbigliamento Assos. Il suo obiettivo? La Transcordilleras in Colombia (1.000 km sulle Ande) prima di puntare tutto sulla Life Time Grand Prix.
Carolin Schiff: La notizia più bella è il ritorno di Carolin. Dopo sei mesi di stop forzato a causa della RED-S, la vincitrice di due edizioni della Traka torna a Santa Vall per ritrovare ritmo e salute. Il gravel ha bisogno della sua classe.
Filippo Colombo: Attenzione al cross-country! Lo svizzero di Scott-SRAM debutta alla “The Ceder” in Sudafrica. Dopo aver vinto la Cape Epic con Nino Schurter, il gravel potrebbe essere il suo nuovo terreno di conquista.
Gli “Outsiders” di lusso e i volti nuovi
Non solo i soliti noti: la griglia di partenza di questa stagione è un mix esplosivo di ex professionisti su strada e specialisti del fango.
Lachlan Morton: L’uomo simbolo dell’avventura ha già iniziato l’anno col botto vincendo la Rock Cobbler 13.0 sul percorso “Boulder”. Quest’anno sembra intenzionato a difendere il suo status di icona del bikepacking e delle gare endurance più dure.
Thomas De Gendt: Sì, avete letto bene. Il “re delle fughe” del WorldTour ha appeso la bici da strada al chiodo (o quasi) per tuffarsi nel gravel con il Powerplus Gravel Team. La sua presenza a Santa Vall è una delle più attese: quanto peseranno i suoi watt nel fuoristrada?
Michael Woods: Il canadese, scalatore purissimo, si presenta con un nuovo setup tecnico. Vedere come uno specialista delle pendenze estreme si adatterà ai settori veloci e mossi del gravel spagnolo sarà uno dei temi caldi di febbraio.
Magnus Bak Klaris: Il danese è il campione in carica della Gravel Earth Series. L’anno scorso ha vinto quasi tutto quello che c’era da vincere in Europa (Santa Vall, The Rift, Megre). È il riferimento assoluto per chi vuole scalzare i “pro” della strada dalle posizioni che contano.
Il fronte Americano e le nuove gerarchie femminili
Oltre alle favorite, ci sono atlete che stanno ridisegnando la geografia del gravel mondiale:
Lauren De Crescenzo: La scienziata del watt (LDC LLC p/b Argonaut) rimane fedele alle corse USA. Ha già vinto la Homegrown Gravel in Georgia e punta dritta alla sua quinta stagione nella Life Time Grand Prix con la sua nuova Argonaut. È la regina del “fondo regolare” e delle cronometro solitarie nella polvere.
Cecily Decker (PAS Racing): Un talento in ascesa verticale. Seconda assoluta nella scorsa Life Time Grand Prix, aprirà il suo 2026 alla The Mid South in Oklahoma, una gara che promette fango e spettacolo.
Axelle Dubau-Prévot: Fresca dal debutto su strada negli Emirati con la EF Education-Oatly, la campionessa francese gravel è una delle rider più polivalenti. L’anno scorso ha dominato la Nedbank Gravel Burn in Sudafrica e ora punta a confermarsi tra le migliori a Santa Vall.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane?
Il calendario entra nel vivo. Se questo weekend gli occhi sono puntati sulla Santa Vall e su The Ceder, il 22 febbraio la carovana si sposterà a Castellón in Spagna per la UCI World Series e in Colombia per la Transcordilleras.
Le bici sono pronte, i copertoni sono stati scelti (molti pro punteranno su sezioni da 42 o 45mm viste le condizioni variabili) e la polvere sta per alzarsi.
E voi, per chi fate il tifo quest’anno? Fatecelo sapere nei commenti!



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