Wiggins AI
Un altro ex pro combina le sue capacità con quelle dell' IA!
Ciao a tutti, amici di Gravelnews.it!
Se c’è una cosa che abbiamo imparato seguendo il ciclismo in tutte le sue sfaccettature – dal fango del ciclocross alle lunghe distanze del bikepacking, passando per le polverose strade gravel – è che la tecnologia non sta ferma un secondo. E oggi la notizia che scuote il mondo del training arriva direttamente da una leggenda: Sir Bradley Wiggins.
L’ex maglia gialla e campione olimpico ha appena annunciato il lancio della sua nuova creatura: Wiggins AI, una piattaforma di coaching basata sull’intelligenza artificiale che promette di democratizzare l’accesso a un allenamento di livello professionistico.
Un Coach Pro alla portata di tutti?
Wiggins non ha mai nascosto la sua passione per la precisione tecnica e la preparazione meticolosa (chi ricorda i tempi del Team Sky e i “marginal gains”?). Con questa nuova app, l’obiettivo è chiaro: portare quella stessa metodologia che lo ha portato sul tetto del mondo direttamente nei nostri smartphone.
Ma di cosa si tratta esattamente? Wiggins AI non è semplicemente un contenitore di tabelle preimpostate. L’intelligenza artificiale analizza i nostri dati (potenza, frequenza cardiaca, sonno e recupero) per adattare il piano di allenamento in tempo reale. Se una notte dormite male o se una sessione di interval training è stata troppo dura, l’app ricalcola il carico per i giorni successivi.
Perché ci interessa
Sebbene “Wiggo” sia il simbolo del ciclismo su strada e dei velodromi, la tecnologia alla base di Wiggins AI strizza l’occhio a chiunque cerchi la performance, indipendentemente dal terreno.
Questa tecnologia non è certo un’esclusiva per gli stradisti puri, anzi. La vera forza di un sistema simile sta proprio nella sua capacità di adattarsi alle diverse anime del ciclismo moderno: pensate a chi prepara una stagione Marathon o XC, dove azzeccare il picco di forma e gestire i recuperi tra una tappa di Coppa e l’altra fa tutta la differenza del mondo.
Allo stesso modo, chi vive per il Gravel Racing troverà pane per i suoi denti: la versatilità dell’intelligenza artificiale è l’ideale per calibrare quegli sforzi costanti e infiniti richiesti da gare iconiche come la Unbound o le nostre Marathon sterrate nazionali.
E non dimentichiamoci del bikepacking: anche se l’obiettivo non è il podio ma l’avventura, avere uno strumento che monitora con precisione la fatica accumulata può essere la chiave per capire quando è il momento di godersi una giornata ‘easy’ e quando invece il corpo ne ha ancora per spingere verso la prossima meta
Il tocco di Sir Bradley
Wiggins ha dichiarato che questo è un “giorno importante” per lui. Dopo gli anni difficili post-ritiro, vederlo tornare protagonista nel mondo dell’innovazione ciclistica è una ventata di aria fresca. Non è solo un software: c’è la sua filosofia dietro, quella ricerca della perfezione che ha caratterizzato la sua carriera.
L’app si inserisce in un mercato già affollato (penso a TrainerRoad, TrainingPeaks o Join), ma avere il “sigillo” di un vincitore del Tour de France e un motore AI così evoluto potrebbe davvero spostare gli equilibri.
Cosa ne pensate? Siete pronti a farvi urlare (virtualmente) nelle orecchie da un’intelligenza artificiale con l’accento britannico o preferite ancora il vecchio e caro “metodo a sensazione”?



