Quattro tendenze da Girona
Traka 2026: i 4 trend tech che stanno cambiano il gravel
La Traka di Girona si conferma ogni anno molto più di una gara: è il termometro dello stato di salute del gravel racing europeo, la vetrina dove i grandi costruttori portano le proprie novità e dove le scelte tecniche dei professionisti anticipano quello che il mercato assorbirà nei mesi successivi. L’edizione 2026, disputata lungo le strade sterrate e i sentieri della Costa Brava, ha restituito un quadro preciso e per certi versi sorprendente. Quattro tendenze, in particolare, emergono con chiarezza dall’analisi della dotazione tecnica dei partecipanti.
SRAM detta moda, Shimano insegue
Il primo dato che salta agli occhi è la netta predominanza dei gruppi SRAM. In un contesto di gara su strada quello tra il marchio americano e Shimano è storicamente un duello equilibrato, con Campagnolo a fare la parte del terzo incomodo. Nel gravel, però, la bilancia pende in maniera decisa verso SRAM, e non soltanto per ragioni di prestazione pura.
I gruppi Shimano GRX, nella versione RX825 a due corone e nell’RX827 monocorona, sono prodotti tecnicamente validi, con cambiate precise, frenata potente ed ergonomia curata. Il problema di Shimano non è la qualità, ma la velocità di risposta alle esigenze di questo specifico segmento.
L’RX827 Di2 wireless a 1x, ad esempio, è arrivato sul mercato nell’estate del 2025, con circa un anno di ritardo rispetto al concorrente SRAM Red XPLR AXS. E non si tratta soltanto di tempistiche: rispetto alla proposta americana, il gruppo Shimano conta una corona in meno al pacco pignoni (12 contro 13), non dispone di un cambio posteriore a montaggio diretto e non ha ancora un powermeter nativo integrato.
La conseguenza pratica è visibile nelle scelte di molti corridori: chi corre con Shimano spesso monta configurazioni ibride, attingendo a componenti di altri gruppi stradali o a marchi terzi per ottenere la soluzione desiderata.
Il caso di Rob Britton, protagonista della Traka 560 con la Factor Sarana, è emblematico: cambio posteriore e cassetta XTR abbinati a pedivelle Easton, misuratore di potenza Sigeyi e una mono-corona aerodynamics di terze parti, il tutto completato da comandi Shimano Ultegra stradali al posto dei GRX.
C’è poi una questione di estetica e coerenza progettuale. I gruppi SRAM Red, Force e Rival XPLR AXS presentano un design premium con dettagli ricercati, pedivelle in carbonio sulle versioni più alte, deragliatori e cassette in bicromia, che trasmettono un senso di modernità immediatamente percepibile.
Campagnolo, con i nuovi Record e Super Record 13, offre qualcosa di simile. I componenti GRX, al contrario, mantengono una finitura uniformemente nera o grigia, priva di quella raffinatezza estetica che Shimano riserva ai suoi gruppi di punta come il Dura-Ace Di2 R9200 o lo XTR Di2 M9200. La linea GRX Limited in argento lucido aveva dimostrato che il potenziale c’è, ma la casa giapponese sembra poco propensa a trasformare quella parentesi in una direzione strategica.
Con SRAM e Campagnolo ormai stabilmente presenti nel gravel racing con proposte a 13 velocità dall’ottimo rapporto qualità-prezzo, Shimano ha davanti a sé un recupero importante da fare.
Il gravel è un mercato premium, e questo è un bene
La Traka è anche una vetrina di biciclette dal valore di mercato considerevole, alcune ben oltre i diecimila euro. È lecito chiedersi chi compri questi prodotti, ma osservare l’evento dall’interno dissolve rapidamente ogni dubbio: esiste una fascia di appassionati disposti a investire cifre importanti nel proprio progetto ciclistico, e la loro presenza è tutt’altro che marginale.
Sarebbe semplice e un po’ pigro liquidare questa tendenza come un segnale di elitarismo. La realtà che si percepisce a Girona, una città che intorno all’hub Eat Sleep Cycle ha costruito una scena ciclistica vivace, inclusiva e di grande qualità è che chi spende in biciclette, kit e iscrizioni alle gare alimenta un ecosistema economico che dà lavoro a professionisti, artigiani, negozianti e organizzatori. Il gravel, con il suo modello di partecipazione allargata che affianca i corridori d’élite ai cicloamatori di ogni livello, si sta dimostrando uno dei segmenti dove l’industria del ciclo trova la vitalità che altrove fatica a mantenere.
Aero e pneumatici XC: il matrimonio che cambia le regole
La tendenza più rilevante sul piano tecnico riguarda la categoria delle biciclette stesse. Almeno cinque costruttori hanno portato alla Traka 2026 prototipi o nuovi modelli di bici gravel a profilo aerodinamico con una clearance per pneumatici compresa tra i 50 e i 55 millimetri: Canyon, Ridley, Factor, Felt e Argon 18.
La nuova Canyon Grail CFR, avvistata in gara prima del lancio ufficiale, si presenta come una versione evoluta dell’Endurace CFR stradale, con un telaio quasi identico ma con una clearance aumentata di circa 20 millimetri sull’anteriore e sul posteriore.
Ridley ha schierato un prototipo RS2 che prende ispirazione esplicita dalla Noah Fast 3.0, la sua bici da corsa su strada a vocazione aerodinamica, ed è stata allestita con pneumatici Vittoria Peyote da 2.25 pollici (circa 57 mm).
Factor ha portato addirittura due biciclette: la Sarana, più orientata all’endurance, e un prototipo racing con una forcella a traforo ispirata alla Factor One stradale.
Parallelamente, la scelta dei pneumatici ha preso una direzione precisa: molti corridori hanno abbandonato i copertoni specificamente dedicati al gravel per montare pneumatici da cross-country mountain bike. L’intero team Canyon All-Terrain Racing ha gareggiato con gli Schwalbe Thunder Burt da 2.1 pollici; Rob Britton, vincitore dell’Unbound XL 2025 nella versione estesa, ha fatto la stessa scelta; Rosa Maria Klöser ha vinto la Traka 360 femminile su Continental Dubnital da 50 millimetri. Gomme con un’impronta e una struttura profondamente influenzate dalla cultura del fuoristrada, montate su bici con telai che mettono l’efficienza aerodinamica al centro del progetto.
Non tutti i vincitori hanno però seguito questo schema. Sofía Gómez Villafañe ha vinto la Traka 200 femminile con la Specialized S-Works Crux nella versione tradizionale, non aerodinamica, con pneumatici Specialized da 50 millimetri montati su ruote Roval Terra Aero CLX. Lo stesso vale per Mads Würtz Schmidt, primo nella Traka 360 maschile. Lukas Pöstlberger, vincitore della Traka 200 uomini, ha invece scelto gli Schwalbe G-One RX Pro da 45 millimetri nonostante la sua Rose Backroad FF potesse ospitarne di più larghi.
La direzione del mercato, ad ogni modo, è chiara: aerodinamica e pneumatici di grande sezione saranno il paradigma dominante nel gravel racing dei prossimi anni.
La forcella ammortizzata nel gravel
L’ultima tendenza è, in un certo senso, una non-tendenza. Nonostante il gravel stia attingendo a piene mani dalla tecnologia della mountain bike — soprattutto sul fronte dei pneumatici — le forcelle ammortizzate rimangono una rarità nel peloton.
Tra i professionisti, soltanto Rob Britton ha affrontato la Traka 560 con una forcella a sospensione, nello specifico una Fox 32 Taper-Cast Factory con 40 millimetri di escursione. Lael Wilcox, quarta nella 560 femminile, ha invece gareggiato con la Specialized Diverge e il suo sistema Future Shock integrato nel cannotto di sterzo, una soluzione ibrida che non è tecnicamente una forcella tradizionale ammortizzata.
Al di là di questi due casi, le bici con sospensioni erano quasi assenti, sia tra i professionisti sia tra i cicloamatori. Il motivo è probabilmente culturale prima ancora che tecnico: il gravel è una disciplina nata e cresciuta nel solco della tradizione stradale, con corridori che hanno spesso un background su bici rigide con manubrio a goccia. La sospensione aggiunge peso, complessità e resistenza aerodinamica a macchine che molti preferiscono mantenere semplici ed efficienti. La sensazione di guida, per chi proviene dalla strada, deve restare vicina a quella di una bici da corsa con pneumatici molto larghi.
Eppure il mondo del ciclismo si muove in fretta, e quello del gravel racing ancora di più. In un settore che nel giro di pochi anni ha abbracciato l’elettronica, i pneumatici XC e l’aerodinamica, non è detto che la sospensione resti a lungo una curiosità di nicchia.








