Factor Sarana
La nuova gravel race nasce per l’ultra-distanza
Factor allarga la propria gamma gravel a tre modelli e introduce la Sarana, una piattaforma pensata in modo specifico per l’ultra-distance racing. La novità del marchio britannico si affianca alla Ostro Gravel, telaio aero per le competizioni del calendario UCI, e alla più versatile Aluto, completando un trittico che intercetta segmenti distinti di un movimento ormai frammentato. La Sarana, presentata in concomitanza con la partenza della Traka 560 a Girona, rappresenta la risposta dell’azienda di Norfolk a un fenomeno in piena espansione: gare misurate non più in ore ma in giorni, dove l’autosufficienza, la gestione dell’affaticamento e l’affidabilità meccanica contano tanto quanto la velocità di punta.
Tre anni di sviluppo con Rob Britton
Il progetto affonda le radici nel 2023 e nasce dal lavoro congiunto con Rob Britton, ex professionista su strada e vincitore con record dell’Unbound XL 2025, la prova da 560 chilometri delle pianure del Kansas. Il canadese, già ambasciatore Factor, ha guidato lo sviluppo come tester e co-progettista, sottoponendo i prototipi alle condizioni estreme della British Columbia per mesi. “Non stavamo cercando di rendere più semplice la lunga distanza, stavamo cercando di renderla più veloce” ha sintetizzato Graham Shrive, chief engineer del marchio, descrivendo la filosofia del progetto. Una visione che si traduce in un telaio nato senza compromessi verso le geometrie più rilassate tipiche delle bici da bikepacking.
Lo stesso Shrive ha rivelato che il primo telaio era stato concepito per pneumatici da 52 millimetri, ma è stato scartato e ridisegnato tre volte prima di raggiungere la configurazione definitiva, con un passaggio ruota oggi spinto fino a 57 millimetri (2,2 pollici) anteriore e posteriore. Si tratta di una delle clearance più ampie del segmento, capace di accogliere coperture XC da mountain bike e di lasciare comunque spazio per l’evacuazione del fango, dettaglio decisivo nelle prove americane su strade in terra che si trasformano rapidamente in collante.
Architettura del telaio e lavoro sul carbonio
Sul piano costruttivo la Sarana adotta un monoscocca in fibra di carbonio con lay-up direzionale: fibre ad alto modulo nelle zone di trasmissione della potenza, intorno al movimento centrale e ai foderi bassi, strati intermedi calibrati per assorbire le sollecitazioni a fatica e gestire il comfort sui terreni accidentati. La filosofia non è quella del comfort tradizionale, bensì quella della preservazione dell’efficienza nelle ore avanzate di gara, quando la dispersione energetica su fondi sconnessi diventa un problema metabolico oltre che meccanico.
Il retrotreno è il vero elemento distintivo. Factor ha adottato un sistema a balestra (leaf-spring) ottenuto attraverso foderi alti molto ribassati e un tubo sella leggermente offset, soluzione che genera flessione verticale controllata senza compromettere la rigidità laterale. La curvatura del tubo sella consente inoltre di mantenere foderi bassi corti, fissi a 425 millimetri su tutte le taglie, pur ricavando lo spazio necessario alla maxi-clearance. Il tubo orizzontale ospita un vano interno per attrezzi e nutrizione, mentre il tubo obliquo è stato dimensionato per integrarsi con le borse aerodinamiche prodotte da Post Carry, dotate di cuciture termosaldate e di sistema di fissaggio a viti che evita le cinghie tradizionali.
Sul davanti il lavoro aerodinamico è meno marcato che sulla Ostro Gravel: il tubo di sterzo presenta un profilo aerodinamico troncato con sagomatura a clessidra ispirata alla bici da strada Monza, ma il marchio non rivendica numeri specifici di guadagno aero. La logica è quella di favorire il flusso intorno alle borse anteriori piuttosto che inseguire prestazioni da bici da crono.
Geometria e compatibilità con la sospensione
La geometria è uno dei punti di maggiore caratterizzazione del progetto. Sulla taglia 56 il telaio dichiara uno stack di 593 millimetri e un reach di 408-410 millimetri, valori volutamente vicini a quelli della Ostro Gravel per preservare il DNA racing del marchio. L’angolo di sterzo è 71,5 gradi, il drop del movimento centrale è 80 millimetri, il trail di 65 millimetri (variabile in funzione della copertura) e l’interasse di 1.040 millimetri sulla taglia 56. Sono cinque le misure disponibili: 49, 52, 54, 56 e 58 centimetri.


Il telaio è stato concepito per accogliere indifferentemente una forcella rigida in carbonio o un’unità ammortizzata da 30 millimetri di escursione, senza alterazioni sensibili nella geometria. Britton ha optato in gara per la Fox 32 Taper-Cast Factory da 40 millimetri, mentre il listino prevede di fabbrica abbinamenti con la RockShox Rudy XPLR. È prevista la compatibilità con reggisella telescopico grazie al diametro 30,9 millimetri e al collarino esterno, una scelta che facilita l’adozione di unità leggere con corsa generosa. La trasmissione è esclusivamente monocorona, con possibilità di montare corone fino a 52 denti, movimento centrale T47a, dropout UDH e dischi fino a 180 millimetri.
Le ruote Black Inc Forty Six
Insieme alla bicicletta Factor ha presentato anche il nuovo set di ruote gravel Black Inc Forty Six. Il cerchio in carbonio ha profilo da 46 millimetri, larghezza interna di 27 e larghezza esterna di 33, dimensioni studiate per ottimizzare l’aerodinamica con coperture larghe. La struttura impiega raggi in acciaio piatti e nippli in ottone, scelte che rispondono alla logica di affidabilità sulle prove più lunghe.
Le bici di serie sono fornite con coperture Continental nelle nuove versioni Dubnital, sostitutive delle ormai dismesse RaceKing intorno alle quali era stato originariamente pensato il progetto.
Prezzi, allestimenti e disponibilità
Le configurazioni complete partono da 7.699 sterline, equivalenti a circa 8.900 euro al cambio attuale, e arrivano fino a 9.999 sterline, ossia all’incirca 11.550 euro per gli allestimenti top di gamma. Sono disponibili anche le opzioni frameset, con o senza forcella ammortizzata, per chi voglia personalizzare l’assemblaggio. La gamma colori prevede due opzioni dichiaratamente sobrie, in linea con l’identità endurance del progetto. Il distributore ufficiale per il mercato italiano resta Beltrami TSA.
Una bici per un segmento ben definito
La Sarana non si propone come gravel polivalente. È un attrezzo specialistico, costruito per gare come la Traka 360, la Atlas Mountain Race, la Transcordilleras o l’Unbound XL, dove il binomio velocità-resistenza si declina in centinaia di chilometri di terreni imprevedibili. La filosofia di Factor è chiara: la geometria racing va preservata, ma adattata a chi affronta double-digit days in sella. Britton, riassumendo l’esperienza maturata sui prototipi, ha definito la versatilità del cambio rapido tra forcella rigida e ammortizzata uno dei tratti distintivi della bici, insieme al passaggio ruota e al lavoro sul comfort strutturale.
Resta da capire quanto il pubblico delle ultra-gravel saprà accogliere una proposta così verticalizzata, in un segmento dove la concorrenza di Cannondale Topstone, Argon 18 Dark Matter, Lauf Seigla e dell’imminente Canyon Grail rinnovata si fa sempre più ravvicinata. Il debutto agonistico alla Traka 560 di Britton, accompagnato da Victor Bosoni, Cynthia Carson e Anuchi Gago, fornirà i primi riscontri concreti su una piattaforma che ambisce a diventare il riferimento del proprio segmento.






