Marianne Vos è tornata campionessa del mondo di gravel. A 39 anni l’olandese ha vinto a Nannup, nell’Australia Occidentale, la prova élite femminile dei Campionati del Mondo UCI, imponendosi in solitaria con 27 secondi su Rosa Klöser. Con questo successo diventa la prima donna capace di conquistare due titoli iridati nella specialità e porta a 15 il numero delle sue maglie arcobaleno tra strada, ciclocross, pista e gravel.
Un percorso duro, reso scivoloso dalla pioggia
Per la prima volta la rassegna iridata usciva dall’Europa. Il tracciato di Nannup, lo stesso della SEVEN Gravel Race, misurava 125,6 km con 3.179 metri di dislivello positivo e circa l’85% di strade sterrate, tra salite continue, passaggi tecnici nel bosco e fondi appesantiti dalla pioggia dei giorni precedenti. Un contesto lontano dai circuiti veloci e in parte asfaltati delle edizioni europee, e infatti il gruppo delle favorite si è assottigliato in fretta, con pochissime atlete del WorldTour al via per la lunghezza della trasferta.
La corsa ha lasciato per strada diverse protagoniste. Una caduta ha fermato Geerike Schreurs e ha coinvolto Ashleigh Moolman-Pasio, mentre l’argentina Sofia Gomez Villafañe, una delle più attese, ha dovuto rincorrere dopo una foratura all’anteriore. Nel finale è rimasto un gruppetto con Vos, Larissa Hartog, Erica Magnaldi, Klöser e Nele Laing.
Klöser fa la corsa, Vos la decide
Negli ultimi 25 km ha provato a muoversi l’australiana Tiffany Cromwell, che su queste strade conosce ogni curva avendo vinto la SEVEN nel 2023, nel 2025 e nel 2026. Ma la selezione vera l’ha fatta Klöser, tedesca e vincitrice della Unbound Gravel 200, che ha alzato il ritmo su una delle ultime salite. Solo Vos è riuscita a restarle agganciata. Le due hanno ripreso Cromwell e creato un vantaggio superiore al minuto sulle inseguitrici, trasformando il finale in un duello a due.
Klöser sembrava la più forte in salita, ma Vos non ha mai ceduto. La decisione è arrivata a circa 3,5-4 km dal traguardo, in cima all’ultima ascesa: Vos ha accelerato, ha scelto per prima la traiettoria in una curva delicata e ha guadagnato qualche metro. Klöser ha cercato di rientrare, ma in un tratto tecnico è finita in una rotaia, ha perso il controllo della bici ed è caduta. È risalita in sella e ha inseguito fino all’arrivo, senza però poter più recuperare.
Vos ha affrontato da sola gli ultimi chilometri verso Nannup, tagliando il traguardo con 27 secondi di margine. Il bronzo è andato a Hartog, anche lei olandese, a 2’15”, davanti alla tedesca Laing.
Un anno difficile, un titolo che pesa
Il valore di questa vittoria va oltre il risultato. Il 2026 di Vos è stato segnato dalla scomparsa del padre, Henk, e da una frattura alla clavicola che ha interrotto la stagione su strada. Dopo l’arrivo l’olandese ha faticato a trattenere l’emozione, rispondendo alla domanda su cosa significasse questo titolo con un semplice “molto, moltissimo”. Ha poi ammesso che il fango aveva reso il percorso più insidioso del previsto e che Klöser si era dimostrata una rivale durissima. “Mi dispiace che Rosa sia caduta”, ha detto, spiegando di aver voluto passare davanti proprio per scegliere la propria linea nella curva decisiva.
Per Vos è anche una rivincita. Nel 2024 aveva vinto a Lovanio battendo Lotte Kopecky, nel 2025 a Maastricht era stata superata in volata da Lorena Wiebes. E nelle settimane che hanno preceduto il Mondiale aveva dovuto cedere proprio a Klöser a Girona, dove la tedesca l’aveva staccata prima di vincere in solitaria.
L’Italia con Magnaldi tra le prime cinque
Buona la prova di Erica Magnaldi, quinta a 4’17”. La cuneese della UAE Team ADQ, l’ex campionessa europea e tricolore di specialità, era tra le atlete rimaste nel gruppo di testa nelle fasi calde. Più indietro la svizzera Irina Lützelschwab, settima, e la stessa Cromwell, ottava, al termine di quella che aveva annunciato come la sua ultima gara da professionista.
La classifica
Marianne Vos (Paesi Bassi)
Rosa Klöser (Germania) a 0’27”
Larissa Hartog (Paesi Bassi) a 2’15”
Nele Laing (Germania) st
Erica Magnaldi (Italia) a 4’17”
Sofia Gomez Villafañe (Argentina) a 5’15”
Irina Lützelschwab (Svizzera) a 5’28”
Tiffany Cromwell (Australia) a 7’15”
Marijke Serné (Paesi Bassi) st
Haley Smith (Canada) a 8’55”
Ci vediamo sugli sterrati.




