Il Mondiale gravel esce dall’Europa per la prima volta e lo fa con una scelta netta. Sabato 10 e domenica 11 ottobre il circo iridato si trasferisce a Nannup, nell’Australia Occidentale, dopo le edizioni disputate in Veneto, nelle Fiandre e in Limburgo. Gli organizzatori parlano di una rassegna con la più alta percentuale di sterrato mai vista in questa giovane disciplina: tra il 76 e l’85 per cento, a seconda della distanza.
Tre percorsi, un solo anello di verità
I tracciati sono tre e ricalcano in buona parte quelli della Seven Gravel Race, prova della UCI Gravel World Series che si corre da queste parti. Il più breve misura 90 chilometri con 2.047 metri di dislivello. Segue quello da 125,6 chilometri e 3.179 metri, mentre la distanza maggiore arriva a 144 chilometri con 3.713 metri di dislivello positivo. Partenza e arrivo sono fissati su Grange Road, a Nannup; la vicina Busselton ospita le operazioni preliminari.
Dopo nove chilometri vallonati su asfalto, lungo Nannup Bailing Up Road, si entra nello sterrato e si arriva presto alla prima ascesa vera, a Brockman Farm: 2,4 chilometri al 8,2 per cento di pendenza media. Il tratto successivo non concede tregua e dà l’idea di ciò che attende i corridori dopo ogni salita.
Il tracciato più lungo, quello della domenica, aggiunge l’Arcadia Loop, una variante di poco meno di 20 chilometri che si stacca in corrispondenza del terzo check point. Contiene la salita omonima, 2,7 chilometri al 7,5 per cento dentro la foresta di conifere, ed è una novità rispetto alla corsa di qualificazione. L’asperità più dura dell’intero Mondiale è però Ellis Creek, che misura 2,1 chilometri con una pendenza media del 9,1 per cento. Dopo un tratto di 13 chilometri ondulati si scende nella Glacier Valley, poi si rientra a Nannup per il Folly Loop, dove si affronta l’ultima salita: 2,4 chilometri al 4,8 per cento, con tratti in doppia cifra poco prima della vetta. Un chilometro di discesa sterrata e 2.500 metri di asfalto in lieve discesa precedono il rettilineo d’arrivo.
Il fondo che cambia le scelte tecniche
Il vero elemento distintivo è la superficie. Niente strade bianche compatte né ghiaino irregolare all’europea: qui domina il pea gravel, un ghiaino tondeggiante dal caratteristico colore rosso. In curva diventa quasi sabbioso e punisce chi dosa male la potenza nei rilanci. Con la pioggia la situazione peggiora, perché l’argilla rossa drena poco e le piccole sfere levigate non offrono alcuna presa. Chi ha provato a descriverlo lo paragona a pedalare sulle biglie.
Per questo il meteo può diventare la variabile decisiva, insieme alla capacità di guida. Le bici da strada adattate allo sterrato, viste in altre edizioni, rischiano stavolta di non bastare, e le scelte su pneumatici e pressioni peseranno più del solito.
Orari e programma
Tutti gli orari ufficiali sono in ora locale, sei ore avanti rispetto all’Italia. Le partenze avverranno dunque nelle prime ore del mattino italiano.
Sabato 10 ottobre le Donne Elite partono alle 10:10 locali, le 4:10 in Italia, sulla distanza di 125 chilometri. Nelle stesse ore si muovono le categorie master: gli uomini 50-54, 55-59 e 60-64 sulla stessa distanza, a partire dalle 10:30, e le donne dalle fasce 19-34 in su con partenze scaglionate fino alle 11:05. Gli uomini over 65 e le donne over 50 affrontano invece il percorso da 90 chilometri.
Domenica 11 ottobre tocca agli Uomini Elite, con partenza alle 10:10 locali, le 4:10 italiane, sui 144 chilometri. Alle 10:30 partono gli uomini 19-34, seguiti a distanza di cinque minuti dalle fasce 35-39, 40-44 e 45-49.
I nomi da seguire
La trasferta lunga a fine stagione ha scoraggiato più di un big. Tra gli uomini ci sarà comunque il campione del mondo in carica, il belga Florian Vermeersch, con Connor Swift per la Gran Bretagna, lo statunitense Keegan Swenson, il ciclocrossista belga Daan Soete e l’austriaco Lukas Pöstlberger tra i possibili protagonisti. Nel settore femminile spicca Marianne Vos, con la sudafricana Ashleigh Moolman-Pasio e l’australiana Tiffany Cromwell a giocarsi le proprie carte su un terreno che conoscono bene.
Sul fronte azzurro, la Nazionale non partecipa in forma ufficiale. Gianluca Cordioli, Tommaso Daniel, Alessandro Pellegrini ed Elia Tovazzi, insieme a Erica Magnaldi, vestiranno comunque la maglia azzurra, ma a titolo individuale.
Dove seguirla
La diretta è affidata alla Rai, al network Warner Bros. Discovery e al canale YouTube dell’UCI. Sabato la prova femminile sarà su Rai Sport HD dalle 6:30 alle 9:00, mentre su Discovery+ e HBO Max la diretta comincia alle 4:00 e prosegue fino alle 9:00. Eurosport 1 propone la differita dalle 17:15 alle 18:15, Eurosport 2 dalle 21:00 alle 22:00.
Domenica la corsa maschile ripete lo schema: Rai Sport HD dalle 6:30 alle 9:00, Discovery+ e HBO Max dalle 4:00 alle 9:00, con le repliche serali su Eurosport. I canali lineari Eurosport sono raggiungibili tramite DAZN, TimVision e Prime Video Channels.
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