XCO Lenzerheide
Cosa è successo nella tappa svizzera del circuito di Cross Country?
La tappa svizzera di Lenzerheide ha regalato una delle gare di Cross-Country Olympic più spettacolari e imprevedibili della stagione 2026 della WHOOP UCI Mountain Bike World Series. Il circuito si è presentato fin da subito caldissimo, asciutto e ricoperto da una polvere insidiosa che ha messo a dura prova il grip e la tecnica dei corridori.
Già dallo scatto iniziale si è capito che la battaglia sarebbe stata serratissima, con Luca Martin e Adrien Boichis a guidare le danze mentre nelle retrovie il caos si portava via protagonisti attesi come Mathis Azzaro, rimasto subito fuori dai giochi per la vittoria a causa di un problema al pedale. Con il passare dei chilometri si è formato al comando un quintetto che ha imposto un ritmo forsennato. Boichis si è preso l’onere di dettare il passo per larghi tratti, sfruttando le sue grandi doti di scalatore sulle ripide rampe svizzere nel tentativo di sfiancare gli avversari, tra cui uno strenuo Bjorn Riley che faticava a tenere le ruote dei primi.
A metà gara il duello si è infiammato con continui cambi di leadership. Martin ha provato a rompere gli indugi passando all’attacco, ma Boichis ha risposto colpo su colpo. Nelle fasi calde la stanchezza ha iniziato a farsi sentire e Boichis ha commesso una prima sbavatura, impuntandosi su un ceppo d’albero a causa di un rapporto troppo duro e cedendo temporaneamente la testa della corsa. Il vero colpo di scena si è però consumato durante l’ultimo giro. Boichis ha lanciato un attacco devastante sulla durissima salita asfaltata, staccando Martin con un’azione di pura potenza in stile classico del ciclismo su strada e accumulando un vantaggio che sembrava ormai decisivo.
Tuttavia, il destino della gara è cambiato repentinamente nell’ultima discesa. Il fondo estremamente scivoloso e polveroso ha tradito il leader: Boichis ha perso l’anteriore in una curva in contropendenza ed è caduto pesantemente a terra, impiegando diversi secondi a rialzarsi a causa di una forte botta al ginocchio. Luca Martin non si è fatto pregare e, approfittando all’istante dell’errore, è volato in solitaria verso il traguardo per conquistare la sua seconda vittoria in Coppa del Mondo per il team Cannondale Factory Racing. Boichis è riuscito a chiudere dolorante al secondo posto con venticinque secondi di ritardo, mentre l’americano Bjorn Riley ha artigliato la terza piazza. Grazie a questo trionfo, Martin ha consolidato la sua leadership nella classifica generale della Coppa del Mondo, portandosi a ben 268 punti di vantaggio proprio su Boichis.
La gara femminile delle Elite XCO a Lenzerheide 2026 ha regalato uno spettacolo altrettanto entusiasmante e denso di colpi di scena, corso sotto un sole cocente e su un terreno polveroso che ha messo a dura prova la resistenza fisica delle atlete. Fin dallo scatto iniziale, Puck Pieterse e Sina Frei hanno cercato di imporre un ritmo altissimo, ma la vera doccia fredda della partenza ha colpito la beniamina di casa Alessandra Keller. La svizzera, che portava in gara il rivoluzionario e tanto discusso prototipo con ruote da trentadue pollici, è rimasta vittima di una brutta caduta tra le radici nelle primissime fasi, faticando a rialzarsi e vedendo svanire subito ogni speranza di successo, nonostante una successiva e orgogliosa rimonta nelle retrovie.
A prendere in mano le redini della corsa è stata una strabiliante Ronja Blöchlinger, capace di sfruttare le sue doti di potenza e abilità tecnica nella prima metà del circuito. Tuttavia, l’azione decisiva è arrivata da Jenny Rissveds. La campionessa del mondo in carica ha rotto gli indugi con un attacco perentorio sulla salita principale, staccando il gruppo e impostando un ritmo solitario, regolare e impossibile da replicare per le avversarie, molto simile alle iconiche cavalcate solitarie a cui ha abituato il pubblico in passato. Alle sue spalle la lotta per il podio si è infiammata, complicata da inconvenienti meccanici: l’atleta statunitense Savilia Blunk, che si trovava in terza posizione, è stata costretta a una sosta forzata nella “feed zone” per sostituire la ruota posteriore a causa di una foratura. Nonostante i trenta secondi persi, Blunk non si è persa d’animo e ha iniziato una rimonta furiosa a suon di sorpassi, supportata da una grinta eccezionale che l’ha resa una delle beniamine del pubblico.
Le fasi finali hanno visto il tentativo di riaprire la corsa da parte delle inseguitrici, guidate da una solida Sina Frei e da una combattiva Lara Krähemann, mentre diverse atlete iniziavano a soffrire vistosamente il caldo torrido in quota. Al suono della campana dell’ultimo giro, suonata dall’immortale leggenda della mountain bike Julien Absalon, Savilia Blunk ha sferrato un attacco micidiale sulla salita, saltando Sina Frei e rosicchiando ben diciassette secondi alla seconda posizione di Blöchlinger nel giro di poche rampe. Davanti a tutte, però, Jenny Rissveds è rimasta algida e perfetta, affrontando l’ultima discesa a trenta chilometri orari per andare a trionfare in solitaria sul traguardo svizzero, conquistando la sua seconda vittoria consecutiva in Coppa del Mondo e consolidando la maglia di leader della classifica generale. Ronja Blöchlinger è riuscita a resistere al ritorno delle avversarie conquistando un memorabile secondo posto e il suo primo podio in carriera nella massima categoria, seguita da una straordinaria Savilia Blunk in terza piazza e da Sina Frei al quarto posto. Nelle interviste finali, Rissveds ha espresso grande gioia per la doppietta personale, smorzando con grande sportività alcune polemiche nate sul web nei giorni precedenti e augurandosi un clima di maggiore serenità tra le atlete.
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