Wilier-Vittoria in maglia gialla
La storia la scrive una 32 pollici
La tappa regina della Cape Epic 2026 ha rimescolato le carte e consegnato all’Italia la leadership della classifica generale. Sui 140 chilometri — i più lunghi dell’intera settimana — che collegano Greyton a Greyton attraverso le montagne del Western Cape, sotto una pioggia arrivata puntuale a metà gara, Marc Pritzen e Felix Stehli del team Honeycomb 226ers hanno firmato una vittoria destinata a restare negli annali: la prima nella storia della Cape Epic conquistata su una bicicletta equipaggiata con ruote da 32 pollici.
Una fuga d’altri tempi, con una bici d’avanguardia
Nelle prime fasi di gara il gruppo élite si è mosso compatto, con oltre trenta coppie racchiuse in pochi secondi in un serpentone dove le scie facevano la differenza. Il copione era quello atteso: ritmi altissimi, nessun attacco decisivo nella prima parte, tutto rimandato al momento in cui il terreno avrebbe cominciato a selezionare.
La corsa ha cambiato volto nella zona centrale, quando le prime difficoltà si sono fatte sentire e le forature hanno iniziato a pesare. È proprio in quel momento che Pritzen e Stehli hanno trovato il varco giusto, approfittando di un attimo di esitazione nel gruppo per guadagnare terreno su un tratto veloce e ampiamente pedalabile, caratterizzato da strade in terra battuta dove si viaggiava ad altissima velocità. La coppia ha chiuso la tappa in 4 ore, 19 minuti e 52 secondi — una media di circa 32 km/h che la dice lunga sulla natura della frazione.
Stehli, tra i rider più osservati di questa edizione, monta una Stoll con ruote da 32 pollici, misura anomala rispetto agli standard del cross country moderno. Oggi quel progetto ha dimostrato di poter vincere ai massimi livelli. Dietro alla fuga si è organizzato un inseguimento di qualità con Wilier-Vittoria, Canyon e Buff-BH, ma il margine non è mai stato completamente azzerato. A 1’09” dal vincitore hanno tagliato il traguardo Wout Alleman e Martin Stosek (Buff-BH), seguiti a 1’10” da Luca Braidot e Simone Avondetto.
Maglia gialla a Braidot e Avondetto: la foratura degli Specialized decide la corsa
Il terzo posto di Wilier-Vittoria vale molto più di un semplice piazzamento. È il risultato che consegna a Luca Braidot e Simone Avondetto la leadership della classifica generale, con 12 ore, 39 minuti e 27 secondi di tempo cumulato. Il distacco su Matthew Beers e Tristan Nortje (Toyota Specialized Imbuko), ora secondi a 1’13”, si spiega con un episodio tecnico pesante: in quattro giornate di gara è la seconda foratura che colpisce le maglie gialle uscenti nel momento più delicato, quella centrale della tappa. Nonostante il supporto della seconda squadra, il recupero non è stato sufficiente e il gap finale si è tradotto in oltre un minuto perso in classifica.
«Non era una tappa da mountain bike» ha detto Braidot a fine gara, e la media oraria conferma la sua lettura. «È uscita una gara dura, a metà è arrivata anche la pioggia.» Sull’ingresso in maglia gialla: «Indossare la maglia di leader alla Cape Epic è una cosa bellissima.»
Terzi in classifica generale si trovano David Valero Serrano e Marc Stutzmann (Klimatiza Orbea) a 2’29”, seguiti da Alleman-Stosek a 4’53” e dalla coppia Canyon Schwarzbauer-Gaze a 5’10”.
Gli italiani: Torpado Kenda FSA ottava, Porro chiude la top ten
Tra gli altri azzurri è da segnalare la prova di Fabian Rabensteiner e Casey South (Torpado Kenda FSA), ottavi di tappa a 5’07” dopo una gara condotta a lungo nel gruppo dei migliori. Un risultato che consolida la loro sesta posizione in classifica generale, dove accusano 5’40” dalla maglia gialla. Samuele Porro, in coppia con Luis F. Martínez nel team Klimatiza Orbea 2, chiude la top ten di giornata a 5’51” e si conferma nono nella generale a 14’37”.
Più indietro, ma degni di nota, i progressi del Torpado Kenda FSA 2 con Gioele De Cosmo e Jakob Dorigoni, 13esimi di tappa, e del duo Origine-Wilier composto da Mathis Azzaro e Juri Zanotti, 24esimi.
Donne: Lill e Keller sempre più leader, Seiwald seconda con Courtney
Nella gara femminile la tappa regina ha confermato la supremazia di Candice Lill e Alessandra Keller (Thömus Maxon), ancora una volta capaci di gestire al meglio la fase conclusiva e consolidare la leadership in classifica generale. Alle loro spalle si sono confermate Kate Courtney e Greta Seiwald (She Sends Foundation), protagoniste di una prova solida e sempre nelle prime posizioni. Il podio di tappa lo completa il team Buff-BH Efficient Infiniti con Rosa Van Doorn e Vera Looser.
Quinta al traguardo la coppia italiana della Torpado FSA Kenda, con Giorgia Marchet e Katazina Sosna-Pinele, capaci di restare nel gruppo delle migliori fino agli ultimi chilometri. Claudia Peretti (Symbtech) ha invece accusato difficoltà nella seconda parte di gara, chiudendo fuori dalla top five.
In classifica generale, il gap tra Lill-Keller e Seiwald-Courtney si sta avvicinando ai cinque minuti: la lotta per la vittoria finale sembra delineata, salvo clamorosi colpi di scena nelle ultime frazioni.
Domani la Tappa 5: 87 km con la UFO climb nel finale
La gara si sposta su una distanza inferiore — 87 chilometri — ma il profilo non concede respiro. Dopo un’apertura relativamente scorrevole, si entra in una sequenza continua di salite spezzagambe e discese tecniche. Il momento chiave sarà nel finale con la UFO climb, una delle ascese più iconiche del comprensorio di Greyton, seguita immediatamente dalla sezione tecnica denominata Toyota Tough. Un uno-due che potrebbe rimescolare ulteriormente le posizioni.
Con Braidot e Avondetto in maglia gialla, ogni scelta tattica peserà. Ma dopo quanto visto in questa tappa regina, una cosa è certa: la Cape Epic 2026 è ancora tutto da scrivere.


