Villafañe prende tutto!
Pöstlberger e l'atleta argentina conquistano la 200 chilometri di Girona
Lukas Pöstlberger e Sofia Gómez Villafañe sono i nuovi padroni della 200 chilometri del The Traka 2026. Sabato 2 maggio, sui sentieri sterrati attorno a Girona, l’austriaco di Rose Racing Circle e l’argentina di Specialized Off-Road si sono imposti nell’evento di punta del festival catalano, valido come quarta tappa della Gravel Earth Series e considerato ormai la prova gravel più importante d’Europa.
Sul percorso di 202 chilometri e 2.650 metri di dislivello positivo si è disegnata una trama dal sapore quasi narrativo: da una parte un ex professionista della strada, vincitore di tappa al Giro d’Italia, dall’altra un terzetto di specialisti del fuoristrada giunti a Girona con i gradi di campioni nazionali ed europei. La sfida fra mondi è stata risolta sul filo dei venti secondi.
La gara maschile: l’attacco da lontano e l’epilogo nel singletrack
Pöstlberger ha tracciato la propria rotta a oltre 130 chilometri dal traguardo, affidandosi a un’azione di forza che ha progressivamente scremato il gruppo di testa. A 64 chilometri dall’arrivo l’austriaco si è ritrovato al comando in compagnia di Hans Becking (Buff BH) e Jeremy Presbury (NZ Cycling Project), con un margine di circa un minuto e mezzo sul gruppetto inseguitore composto da sei elementi.
L’epilogo si è acceso negli ultimi chilometri di singletrack, dove Pöstlberger conservava una luce di appena dieci secondi. Alle sue spalle Bradyn Lange (Canyon x DT Swiss All-Terrain Racing), campione gravel statunitense, Martin Stošek (Buff BH), iridato europeo e campione ceco, e Wout Alleman (Buff BH), campione europeo di mountain bike e campione del Belgio, hanno smesso di collaborare proprio nel momento decisivo, trasformando l’inseguimento in una volata per la seconda piazza.
L’austriaco ha tagliato la linea in 6h04’41’‘, con Lange e Stošek a diciannove secondi. Quarto Alleman nello stesso tempo, mentre la top five è stata completata da Nino Schurter (Scott SRAM) a 1’03’‘, ulteriore conferma del crescente feeling del fuoriclasse svizzero del cross country con la disciplina gravel.
“It’s the biggest gravel race in Europe and winning here is really special”, ha dichiarato Pöstlberger al traguardo, raccontando di aver costruito ogni dettaglio della giornata sulla carta e di aver visto il piano funzionare alla perfezione.
Una nota tecnica: la Rose Backroad FF del vincitore
Il vincitore ha corso su una Rose Backroad FF dalla geometria spinta verso l’aerodinamica, completata da un cockpit integrato e da una serie di ruote Newmen aero gravel non ancora commercializzate, dotate di profili in carbonio particolarmente alti e ampi. La scelta delle gomme è ricaduta su Schwalbe G-One RX Pro da 45 millimetri, una sezione contenuta rispetto a quella di molti rivali presentatisi al via con coperture da 2,1 o addirittura 2,25 pollici. La trasmissione era una SRAM Red XPLR AXS, con corona singola da 44 denti e pacco pignoni 10-44, mentre il setup di bordo prevedeva una borsa da sella minimale, in linea con la filosofia da gara tirata adottata anche dalla vincitrice femminile.
La prova femminile: Villafañe centra il bis
Nella corsa femminile Sofia Gómez Villafañe ha replicato il successo del 2025 con un copione molto simile a quello di dodici mesi fa. L’argentina si è staccata dal gruppo nelle prime fasi insieme a Larissa Hartog (Canyon x DT Swiss All-Terrain Racing), su una discesa tecnica che ha disegnato la prima selezione importante.
Sull’ascesa chiave di Els Metges, poco oltre la metà gara, Hartog ha dovuto cedere terreno, salvo poi rientrare nella successiva discesa e ricomporre il duo di testa per oltre due ore. La svolta è arrivata sull’ultimo strappo, a circa dieci chilometri dal traguardo, dove Villafañe ha piazzato un cambio di ritmo deciso, costruendo un vantaggio destinato ad ampliarsi nel singletrack conclusivo.
L’argentina ha chiuso in 6h54’42’‘, con Hartog a 1’09’‘ e la tedesca Nele Laing (Canyon x DT Swiss All-Terrain Racing) terza a 7’51’‘. La vincitrice ha raccontato di aver letto la corsa anche attraverso i dati di potenza, intuendo che l’olandese soffrisse in salita ogni volta che lo sforzo superava i trecento watt: un indicatore sufficiente per scegliere il momento dell’attacco e portarlo sino in fondo, con la consapevolezza di poter disinnescare la rivale prima dell’imbocco del tratto tecnico.
L’Italia in top dieci: Lie-Evensen settimo all’esordio
Fra i primi dieci della classifica maschile va segnalato il piazzamento del norvegese Eskil Lie-Evensen, settimo a 1’30’‘ al debutto assoluto nel gravel con la maglia del Metallurgica Veneta Pro Team. Un risultato di prestigio per la formazione veneta, ulteriore conferma di come il mondo della marathon stia colonizzando con autorità il gravel di vertice.
Per i colori italiani da segnalare anche il tredicesimo posto di Casey South (Torpado Kenda FSA), seguito dai piazzamenti dello Swatt Club con Giacomo Garavaglia ventesimo e Thomas Rigamonti ventiquattresimo. In campo femminile ottava Katazina Sosna-Pinele (Torpado Kenda FSA), nona la torinese Carlotta Borello (Cingolani Specialized) in 7h12’15’‘ e sedicesima Debora Piana (FOL MTB Racing).
Cosa lascia il The Traka 2026
Il festival catalano si era aperto con la 360 chilometri di venerdì, conquistata da Mads Würtz Schmidt e Rosa Klöser, e si chiude domenica con le prove sui 100 chilometri. Per la Gravel Earth Series il prossimo appuntamento è fissato al 7 giugno con il Ranxo Gravel di Ponts, ancora in territorio spagnolo. Girona, con i suoi sterrati scolpiti dal sole e dalla roccia, conferma intanto la propria identità di capitale europea della disciplina, capace di richiamare la migliore espressione del movimento internazionale e di trasformare ogni edizione in un banco di prova decisivo per chi punta in alto nella stagione gravel.




