Decathlon amplia il catalogo gravel del proprio marchio premium Van Rysel con due modelli completamente nuovi, entrambi in fibra di carbonio ma pensati per un pubblico e un utilizzo molto diversi. Da un lato la RCR-G, progettata per la competizione pura, dall’altro la EDR-G, orientata a endurance, viaggio e bikepacking. Una scelta che segna un cambio di strategia rispetto al precedente approccio Van Rysel, basato su un unico modello capace di coprire trasversalmente le esigenze del gravel.
RCR-G, la piattaforma nata per correre
Il telaio della RCR-G non è un adattamento di un modello da avventura, ma nasce da zero come progetto specifico da competizione. Decathlon ha coinvolto nello sviluppo i corridori della squadra World Tour Decathlon CMA CGM, utilizzando l’esperienza aerodinamica maturata sulla bici da strada RCR-R Pro, lo stesso modello portato al Tour de France da Paul Seixas.
Il lavoro di ottimizzazione, condotto tramite fluidodinamica computazionale, prototipazione virtuale e test in galleria del vento, porta secondo i dati dichiarati dal marchio a un risparmio di 8,6 Watt rispetto alla precedente piattaforma gravel Van Rysel, la GCR. Ogni telaio è realizzato con 366 pezze di carbonio, con una disposizione differenziata a seconda della taglia per garantire un comportamento dinamico coerente su tutta la gamma, che va dalla XXS alla XL. Il peso dichiarato del solo telaio, in taglia M e senza verniciatura, è di 885 grammi, a cui si aggiungono 417 grammi della forcella. L’allestimento più leggero, con gruppo Sram Red, scende a 7,7 chilogrammi complessivi, un valore che avvicina la RCR-G alle bici da strada di fascia alta.
Le geometrie confermano la vocazione da competizione: in taglia M lo stack è di 554 millimetri e il reach di 391 millimetri, con un angolo sterzo di 72 gradi. Il carro posteriore misura 426 millimetri su tutte le taglie, una scelta che privilegia reattività e rapporti vicini a quelli di una bici da strada rispetto alla stabilità su fondi sconnessi. Lo spazio per i pneumatici arriva fino a 50 millimetri, con compatibilità per corone fino a 50 denti in configurazione 1x o 52 denti in 2x, forcellino UDH e possibilità di montare fino a tre borracce, oltre agli attacchi per una borsa sul tubo orizzontale, un dettaglio che guarda esplicitamente alle gare gravel più lunghe, dove la gestione autonoma di acqua e alimentazione diventa parte della prestazione. Il tubo obliquo integra inoltre una protezione in gomma contro le pietre sollevate dalla ruota anteriore, mentre il fodero basso è protetto dagli impatti della catena.
EDR-G, la gravel pensata per l’autonomia
La seconda novità, la EDR-G, segue una filosofia opposta. La geometria è più alta e rilassata rispetto alla RCR-G, pensata per chi affronta uscite lunghe, cicloturismo su sterrato e avventure di più giorni. Il telaio conta quindici punti di fissaggio e uno scomparto di carico integrato, mentre lo spazio pneumatici arriva anch’esso fino a 50 millimetri.
La versione di vertice della gamma introduce una forcella ammortizzata con 40 millimetri di escursione, pensata per aumentare il controllo sui fondi più tecnici senza rinunciare all’efficienza sull’asfalto.
Il peso dichiarato parte da 8,75 chilogrammi per le configurazioni più leggere della gamma. Decathlon presenta la EDR-G come un modello adatto sia a chi si avvicina per la prima volta al fuoristrada sia ai cicloturisti più esperti alla ricerca di un mezzo capace di alternare asfalto, sterrato e percorsi da bikepacking senza compromessi eccessivi in nessuna delle due direzioni.
Prezzi e disponibilità
La RCR-G sarà proposta sul mercato europeo da agosto con un prezzo di partenza di 3.199 euro per l’allestimento con gruppo Sram Rival XPLR AXS a tredici velocità. La EDR-G debutta invece a partire da 2.199 euro nella configurazione con gruppo Shimano GRX, con le versioni Sram Force AXS a 3.199 euro e quella dotata di forcella ammortizzata a 3.499 euro; le prime consegne in Europa sono attese da settembre.
Entrambi i modelli sono coperti dalla garanzia quinquennale che Van Rysel applica ai propri telai in carbonio, una politica che il marchio ha già adottato sulla gamma stradale di fascia alta.
Una proposta che guarda anche al gravel di tutti i giorni
Al di là dei riferimenti al World Tour, il dato che più interessa il gravel amatoriale è il posizionamento di prezzo. Portare un telaio in carbonio da competizione sotto i 3.500 euro, e un modello da endurance sotto i 2.500, significa rendere accessibile a un pubblico più ampio materiale che fino a poco tempo fa era riservato a fasce di prezzo molto più alte. Per chi affronta gare gravel autosufficienti o percorsi di più giorni lontano dall’assistenza tecnica, come accade nelle granfondo sterrate italiane, la scelta tra un mezzo pensato per la velocità pura e uno costruito attorno a comfort e capacità di carico resta comunque la decisione più importante da prendere prima di scegliere la bici giusta.
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