Mathieu van der Poel potrebbe essere una delle grandi assenze della prossima stagione invernale. Otto volte campione del mondo di ciclocross, primatista assoluto di titoli iridati nella specialità, il fuoriclasse olandese non ha ancora deciso se tornerà a correre nel fango nel 2026/27. Lo aveva lasciato intendere dopo i Mondiali su strada di Montréal. Ora è il fratello David a confermare che l’ipotesi di un inverno completamente libero è concreta.
Le parole di David
Van der Poel ha chiuso la sua stagione su strada domenica scorsa con la medaglia di bronzo ai Mondiali canadesi. Subito dopo la corsa ha comunicato che non gareggerà più su asfalto quest’anno. Alla domanda sul ciclocross ha dato una risposta insolita per un campione abituato a pianificare tutto con largo anticipo: non ci ha ancora pensato. Ha ricordato inoltre che a gennaio nascerà la sua prima figlia.
Ai microfoni di Sporza è stato ancora più esplicito, dicendo di non sapere se ci sarà un ritorno al ciclocross e che se ne riparlerà più avanti.
A dare contesto a quelle frasi è arrivato David van der Poel, ex corridore e oggi procuratore di atleti, intervistato da Het Nieuwsblad. Secondo lui l’imminente paternità è un momento in cui Mathieu deve, e vuole, prendersi una pausa. La coppia, formata da Mathieu e Roxanne Bertels, aveva annunciato lo scorso giugno l’arrivo di una bambina previsto per gennaio 2027, cioè nel pieno della stagione del ciclocross.
La questione, però, va oltre la data del parto. David precisa che il problema non è la mancanza di piacere nel gareggiare, ma tutto ciò che ruota attorno alle gare. Un appuntamento di ciclocross, spiega, occupa un’intera giornata e non solo l’ora di corsa, tra media e impegni vari, con un dispendio notevole di concentrazione ed energia mentale. Mathieu, in sostanza, vorrebbe essere lasciato in pace per un inverno.
Un dubbio che viene da lontano
Sarebbe scorretto attribuire tutto alla futura paternità. Van der Poel valutava di ridurre l’attività nel ciclocross, o addirittura di abbandonarla, già prima di sapere che sarebbe diventato padre. Alla fine del 2025, prima ancora di conquistare l’ottavo titolo, aveva ammesso di riflettere sul proprio futuro nella disciplina. Disse che, vincendo il Mondiale di Hulst, gli sarebbe rimasto poco da dimostrare. Riconosceva di divertirsi ancora, ma anche che una stagione invernale completa richiede un impegno molto gravoso. Citava perfino i vantaggi di un inverno senza gare: più riposo, la possibilità di continuare ad allenarsi in Spagna, una preparazione più serena della stagione su strada.
Poi scelse di proseguire, e il risultato fu difficile da migliorare.
Il record e il giudizio di Nys
A Hulst l’olandese si presentò con sette titoli e ne uscì con otto, superando definitivamente Erik De Vlaeminck, che deteneva il primato tra gli uomini élite. Fu la conclusione di un’annata in cui aveva dominato praticamente ogni gara disputata. Tanto che Sven Nys, alla vigilia di quel Mondiale, dichiarò che per lui Van der Poel era già il miglior crossista di sempre, a prescindere da quanto sarebbe accaduto in Olanda.
Decisione dopo le vacanze
Al momento non c’è nulla di deciso. Secondo David, Mathieu si concederà ora un periodo di riposo e in seguito si confronterà con la squadra per stabilire la strada migliore. Anche gli sponsor avranno voce in capitolo, in una scelta che pesa in modo particolare sul ciclocross, dove la presenza dell’olandese è diventata uno dei principali richiami di ogni inverno.
Il fratello non dà per scontato nemmeno che rinunciare al fango porti benefici sulla strada. Ha spiegato di non sapere se saltare il ciclocross significhi arrivare meglio preparati alla primavera, perché nelle ultime stagioni le due attività non si sono mai ostacolate.
Il tema sembra quindi andare oltre il rendimento. Da anni Van der Poel concatena strada, ciclocross e, in certi periodi, mountain bike, con pause molto brevi tra una disciplina e l’altra. Con otto titoli mondiali in bacheca, l’idea di fermarsi più a lungo appare oggi più comprensibile che mai.
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