Van der Poel sparisce dopo la Roubaix
Sta preparando il ritorno nel Cross Country?
Dopo la Parigi-Roubaix 2026, il calendario di Mathieu van der Poel si è svuotato con una rapidità che non può passare inosservata. Niente Ardenne, nessuna classica in agenda, nessun obiettivo dichiarato fino al Tour de France. Un silenzio agonistico che, letto nella sua interezza, inizia ad assomigliare molto a una scelta precisa piuttosto che a una semplice pausa di recupero.
La primavera del campione olandese è stata solida nei risultati ma, a suo stesso dire, non pienamente soddisfacente nelle sensazioni. Ha vinto l’Omloop Het Nieuwsblad, si è reso protagonista alla Tirreno-Adriatico e ha dominato la E3 Saxo Classic. Nei Monumenti, però, il dominio assoluto che gli si è imparato a riconoscere non è arrivato con la stessa perentorietà degli anni precedenti. Van der Poel ha corso al massimo livello, ma senza quella ferocia con cui altri rivali inseguono il palmarès delle grandi classiche.
Questa sfumatura, apparentemente marginale, è in realtà il cuore della questione. A differenza di Tadej Pogačar, Van der Poel non sembra strutturare la propria carriera attorno al completamento dei cinque Monumenti del ciclismo su strada. La sua ossessione è un’altra, e l’ha dichiarata con una chiarezza rara alla fine del 2025: “Non lascerò la mountain bike fino a quando non avrò vinto un Campionato del Mondo, anche se è molto probabile che non ci riesca mai. È qualcosa di simile a quello che Tadej Pogačar ha con il Fiandre o la Roubaix: è una sfida.”
Una sfida che, osservando il vuoto lasciato nel suo programma dopo la classica del Nord, sembra stia per diventare concreta.
Il calendario XCO 2026 si incastra alla perfezione
Il periodo che separa la fine delle classiche primaverili dall’inizio del Tour de France, in programma dal 4 al 26 luglio, offre una finestra temporale sufficiente per inserire una preparazione specifica alla mountain bike senza compromettere il piano su strada. E il calendario della Coppa del Mondo XCO 2026 sembra costruito attorno a questa possibilità.
Tre tappe si collocano in modo quasi provvidenziale in quel blocco: Nove Město na Moravě dal 2 al 24 maggio, Leogang dall’11 al 14 giugno e Lenzerheide dal 19 al 21 giugno. Tre venue di altissimo livello dove Van der Poel potrebbe calibrare il proprio stato di forma sullo sterrato prima di affrontare la Grande Boucle.
Dopo il Tour, il percorso porterebbe direttamente verso l’obiettivo più ambizioso: i Campionati del Mondo XCO di Val di Sole, in calendario dal 25 al 30 agosto. Una location che il corridore dell’Alpecin-Deceuninck conosce bene e che, in questo scenario, diventerebbe il punto di arrivo di una stagione costruita su due fronti.
Van der Poel ha già tentato la doppia impresa olimpica e iridata nel cross-country, senza portarla a termine. Alle Olimpiadi di Parigi 2024 la caduta nelle fasi decisive aveva vanificato le sue possibilità. Quella incompiuta pesa, e chi conosce il personaggio sa che certi conti vengono lasciati aperti appositamente.
Un’assenza che parla più di mille dichiarazioni
Non c’è conferma ufficiale. Non c’è un calendario annunciato, né una comunicazione del team. Ma i pezzi si incastrano con una coerenza difficile da ignorare. Van der Poel non ha più nulla da dimostrare sulle strade del ciclismo professionistico: ha segnato un’epoca nelle classiche del Nord, ha vinto il Tour delle Fiandre più volte, ha dominato il ciclocross a livello mondiale.
La mountain bike, però, rimane una questione aperta. Non una delle tante, ma probabilmente l’unica che continua davvero a tenerlo sveglio. E quando un atleta del suo livello lascia un vuoto così eloquente nel proprio programma, raramente si tratta di una coincidenza.




