Valley of Tears 2026
Gomez Villafañe firma il tris, Vermeulen vince la volata maschile
Per il terzo anno consecutivo, la colombiana naturalizzata statunitense Sofía Gomez Villafañe (Specialized Off-Road) ha scritto il proprio nome nell’albo d’oro del Valley of Tears. In terra texana, su un percorso di 150 chilometri segnato da vento laterale e tratti di sabbia profonda, la campionessa del gravel ha confermato un dominio stagionale che fa già impressione a marzo. Al maschile, Alexey Vermeulen (ENVE) ha regolato in volata un terzetto di fuggitivi per conquistare la vittoria.
La gara femminile: un duello a distanza
La corsa si è disputata finalmente nella sua distanza completa, dopo che nel 2025 il maltempo aveva costretto l’organizzazione a dimezzare il percorso. L’edizione 2026 ha offerto al suo posto vento in traverso persistente e tratti di terra rossa sciolta all’interno del Caprock Canyons State Park, nuovo settore inserito nel tracciato quest’anno.
Villafañe ha forzato in solitaria attorno al chilometro 48, nel punto in cui il percorso entra nel parco statale. Da quel momento in poi la sua gara è diventata una gestione dell’intervantaggio. Alle sue spalle, Paige Onweller (Trek Driftless) ha risposto alla mossa staccando Emily Newsom (Ventum-BikeTiresDirect) e portandosi in seconda posizione, riducendo progressivamente il gap.
A metà gara il margine di Villafañe su Onweller era ridotto all’osso. Alle loro spalle Newsom procedeva isolata in terza posizione, mentre Cécile Lejeune (Trek Driftless) occupava la quarta piazza con circa tre minuti e mezzo di ritardo. La campionessa americana Lauren Stephens (Aegis x LOE) viaggiava in quinta posizione a 48 secondi da Lejeune, con Sierra Sims (Team Winston-Salem) che ne seguiva la ruota.
Il finale è arrivato su una strada in leggera salita verso Turkey, con quattro curve secche a ridosso del traguardo. Villafañe ha tenuto a distanza Onweller per soli 4 secondi, portando a casa il suo terzo teschio di bisonte — il trofeo iconico della gara texana, completo di corna. Newsom ha completato il podio con 5 minuti e 24 secondi di ritardo.
Per Onweller il podio ha un valore che va ben oltre il piazzamento: la rider del team Trek Driftless era rimasta ferma sette mesi dopo essere stata investita da un’automobile durante un allenamento in Arkansas nel 2025, riportando una seria commozione cerebrale e un trauma cervicale. Tornare al via e salire sul podio in un appuntamento del calibro del Valley of Tears rappresenta un risultato che sa di rinascita sportiva.
Quanto a Villafañe, il successo conferma uno stato di forma straordinario in questo avvio di stagione 2026: la portacolori Specialized aveva già vinto Santa Vall e la Castellón Gravel Race nel corso di febbraio.
La gara maschile: sabbia, cadute e volata
Nel settore maschile la gara si è definita nella seconda metà del percorso, quando un gruppo di sei corridori ha preso il largo: Alexey Vermeulen (ENVE), Simen Nordahl Svendsen (PAS Racing), Chase Wark (Lunchbox Racing), Adam Roberge (Felt-Rule28), Simon Pellaud (Cervelo-Assos-Maxxis) e Hayden Christian (MAAP-Trek). Sono rimasti indietro, tra gli altri, il vincitore uscente Daxton Mock, Russell Finsterwald e Will Hardin.
Il percorso ha messo a dura prova anche i migliori: Wark e Vermeulen sono caduti nel finale del circuito conclusivo, ma entrambi sono riusciti a rientrare nel gruppo di testa senza perdere terreno decisivo. A 5 chilometri dall’arrivo Vermeulen ha alzato il ritmo lanciando un attacco in solitaria. Svendsen ha risposto immediatamente, mentre Roberge è rientrato su entrambi a pochi metri dall’ultimo tornante di Turkey, trasformando la situazione in una volata a tre.
A regolare i conti è stato Vermeulen, con Svendsen secondo a un secondo e Roberge terzo a due secondi. Il distacco tra primo e quarto — Wark — è stato di appena 15 secondi, a testimonianza dell’intensità del finale.
Vermeulen ha commentato sui propri canali social: “Felice di portare a casa la vittoria mentre entriamo in una stagione importante. Ho preso una brutta caduta, ma l’attrezzatura ha retto. Il vento e la sabbia sono stati implacabili.”
Il contorno: Dirt Crit e Collegiate Championships
Il weekend texano ha offerto anche altri contenuti di rilievo. Il venerdì sera le Dirt Crit — criterium su terra battuta — hanno distribuito 15.000 dollari in premi, con Villafañe che ha vinto per la seconda volta consecutiva la prova femminile davanti a Lejeune e a Sofia Waite (ENVE MOG). Nel maschile successo di Mock su Christian e Kash Steele.
Il medesimo tracciato ha ospitato anche la prima edizione degli US Collegiate Gravel National Championships. Nate Meister del Fort Lewis College (Colorado) si è imposto tra gli uomini, mentre Emma Kasza James della Midwestern State University (Texas) ha vinto tra le donne.
Il montepremi complessivo del weekend — tra gara pro e criterium — ha raggiunto i 45.000 dollari.


