L’Unbound Gravel XL non è una semplice gara: è un’avventura estrema di 350 miglia (oltre 560 km) da percorrere in totale autosufficienza, affrontando la notte e gli elementi delle Flint Hills in Kansas. Nel suo ultimo video-documentario “An Unbound Gravel XL Film: Surviving Mudbound!”, l’atleta professionista Maddy Nutt ci porta dentro la sua incredibile e brutale esperienza nell’edizione di quest’anno, conclusa con un eccezionale secondo posto.
La vigilia e la sfida mentale
Reduce dalla straordinaria vittoria alla Traka, Maddy Nutt si è presentata sulla linea di partenza con un obiettivo chiaro: dimostrare il proprio valore e scacciare definitivamente la “sindrome dell’impostore”. Consapevole che l’Unbound XL sia prima di tutto una sfida di sopravvivenza contro il percorso e il meteo imprevedibile del Kansas, l’atleta britannica ha affrontato i preparativi pianificando nei minimi dettagli la strategia di nutrizione per superare la notte.
“Mudbound”: quando la gara diventa un inferno di fango
La corsa si è trasformata ben presto in una durissima battaglia contro gli elementi. Dopo una prima metà di gara condotta saldamente al comando, Maddy e gli altri atleti si sono scontrati con il vero incubo dell’Unbound: tratti impraticabili di fango argilloso che hanno costretto i partecipanti a lunghe sessioni di hike-a-bike. È stato proprio in uno di questi passaggi a piedi, durato oltre un’ora, che Maddy ha perso la testa della corsa, superata da chi riusciva a muoversi più velocemente nel fango.
Un secondo posto che vale oro
Nonostante la fatica estrema, la nausea e i momenti di inevitabile crollo psicologico, Maddy Nutt ha stretto i denti ed è riuscita a tagliare il traguardo conquistando un meritatissimo 2° posto.
Anche se rimane un pizzico di rammarico per aver mancato la storica doppietta Traka-Unbound, l’atleta si dice orgogliosa e consapevole dei propri limiti e punti di forza:
“Questa gara mi ha confermato che posso pedalare a ritmi altissimi per un tempo indefinito. Se poi c’è di mezzo il fango perdo terreno, ma fa parte del gioco. Si impara sempre dagli errori”.
E sul futuro all’Unbound XL? Maddy scherza (ma non troppo): “Non so se tornerò a fare la XL... specialmente se c’è fango all’orizzonte!”.
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