Unbound Gravel 2026
Il ventesimo anniversario tra fango, record e cinque italiani al via
Sabato 30 maggio 2026 le Flint Hills del Kansas tornano a essere il centro del mondo gravel. La Life Time Unbound Gravel presented by Shimano, nata nel 2006 e priva di qualsiasi punteggio UCI, festeggia la ventesima edizione confermandosi l’evento più prestigioso della disciplina, capace di richiamare ogni anno verso Emporia quasi cinquemila partecipanti, dagli amatori in cerca di una sfida ai migliori professionisti del pianeta. Non a caso viene definito il campionato del mondo non ufficiale del gravel.
La prova regina resta la 200 miglia, attorno alla quale converge tutta l’attenzione. Il programma si apre però già venerdì 29 maggio con la XL da 350 miglia, prima di concentrare il sabato l’intera élite sulla distanza simbolo della manifestazione. La partenza è fissata alle 5:50 del mattino, nel buio della prateria, secondo un rituale ormai consolidato.
Un percorso inedito e l’incognita del fango
L’edizione del ventesimo anniversario porta con sé una novità sostanziale nel tracciato. La 200 miglia élite misura in realtà 207 miglia, pari a circa 333 chilometri, con oltre 2.700 metri di dislivello, e propone per la prima volta un percorso ibrido che cuce insieme gli anelli nord e sud abituali, introducendo un terzo checkpoint. Torna inoltre il settore di Sharpes Creek Road, circa sedici chilometri non affrontati dall’edizione del fango del 2015.
Proprio il meteo rappresenta l’incognita maggiore. Le piogge cadute nelle settimane di avvicinamento hanno reso possibile il ritorno del leggendario peanut-butter mud, il fango appiccicoso che nel 2015 e nel 2023 ha stravolto la gara, intasando trasmissioni e costringendo i corridori a procedere a piedi. A Emporia, più che la potenza espressa sui pedali, contano spesso la scelta degli pneumatici, la gestione dell’alimentazione e la capacità di amministrare uno sforzo che può superare le otto ore.
La corsa maschile: Jones difende il titolo e il record
Tra gli uomini il favorito d’obbligo è il campione in carica Cameron Jones, neozelandese del Scott Sports USA, detentore anche del record del percorso fissato in 8 ore e 37 minuti. Jones aveva sorpreso tutti nel 2025 imponendosi da wildcard della Life Time Grand Prix, vittoria che ha rappresentato la svolta della sua carriera.
Gli avversari non mancano. A insidiare il neozelandese ci saranno Lachlan Morton, lo svizzero Simon Pellaud, Keegan Swenson e il francese Romain Bardet. Al via figurano anche l’austriaco Lucas Pöstlberger, vincitore della Traka 200 e dotato di un passato su strada di primissimo piano con tanto di maglia rosa al Giro d’Italia, e Taylor Phinney. Va ricordato che in diciannove edizioni della 200 miglia maschile i corridori statunitensi hanno conquistato il gradino più alto del podio diciassette volte, a conferma di una tradizione che il movimento internazionale prova ormai da qualche stagione a scalfire.
La corsa femminile: Migoń contro Gómez Villafañe
In campo femminile il confronto si annuncia apertissimo. La favorita è Sofía Gómez Villafañe, reduce dai successi al Sea Otter Classic Gravel e alla Traka 200, mentre la campionessa in carica è la polacca Karolina Migoń. Quest’ultima si presenta al via pienamente recuperata dalla caduta che l’aveva costretta al ritiro alla Traka 360, decisa a difendere il titolo conquistato a Emporia.
La lista delle pretendenti è lunga. Occhi puntati su Larissa Hartog, una delle rivelazioni della stagione, oltre a Cecily Decker, Lauren De Crescenzo, la vincitrice del 2024 Rosa Klöser e Carolin Schiff. Da non dimenticare Lauren Stephens, tre volte campionessa nazionale gravel degli Stati Uniti e terza nella 200 miglia dello scorso anno.
Come ogni anno, la natura imprevedibile della corsa rende vana qualsiasi previsione. Saranno le Flint Hills, con il loro sterrato di selce e il loro fango, a stabilire chi tra i nomi della start list fosse davvero il favorito.
Gli italiani al via della Unbound 2026
La pattuglia tricolore alla 200 miglia è composta da cinque atleti, tutti iscritti nella categoria élite maschile. Nessuna donna è presente nella lista di partenza della categoria élite.
Il nome più atteso è quello di Mattia De Marchi (34 anni), tra i massimi interpreti del gravel europeo. Tre volte vincitore consecutivo della Traka 360 dal 2021 al 2023, nel 2026 guida The Grip, il nuovo team gravel élite costruito attorno a sé con il supporto di Wilier Triestina. Campione della Gravel Earth Series 2023, ha chiuso quinto la Unbound nel 2024, profilo da ultra-endurance ideale per le distanze di Emporia.
Accanto a lui Matteo Fontana (34 anni), portacolori dello Swatt Club. Italiano, si è imposto nella prima edizione della Sahara Gravel a tappe, in Marocco, battendo in un confronto diretto il ceco Petr Vakoč.
Storia particolare quella di Pietro Dutto (37 anni), del Mentecorpo Pro Team su Bianchi. Ex atleta di Coppa del Mondo di biathlon con le Fiamme Oro, oggi è rider élite di gravel e mountain bike, laureatosi campione del mondo gravel UCI nella categoria Master nel 2023 sulle strade del Trevigiano.
Compagno di squadra di Dutto è Umberto Marengo (33 anni), anch’egli al Mentecorpo Pro Team. Ex professionista su strada con un passato in Neri Sottoli, Bardiani e Drone Hopper-Androni, vanta una vittoria di tappa al Tour of Utah 2019 e numerose fughe al Giro d’Italia, prima della transizione al fuoristrada.
Completa il quintetto Guido Paolo Dracone (49 anni), imprenditore cuneese con un passato nel downhill e nelle granfondo.
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