TRP Vistar Powershift
L'alternativa elettronica a Shimano e SRAM?
Shimano e SRAM hanno finalmente un avversario credibile?
Con il nuovo Vistar Powershift, TRP entra a gamba tesa nel segmento dei gruppi elettronici per strada e gravel, presentando una soluzione che ambisce a rimescolare gli equilibri di un mercato considerato ormai stabile. Abbinato al mozzo a due rapporti Classified Powershift, il sistema promette di unire la pulizia estetica e meccanica di una trasmissione 1x con l’ampia gamma e la cadenza dei passaggi di una 2x, il tutto gestito elettronicamente.
Tektro Racing Products, marchio nato all’ombra di Tektro e cresciuto soprattutto nel mondo della mountain bike grazie alla qualità dei suoi impianti frenanti, affronta per la prima volta in modo strutturato il segmento drop-bar.
Il prezzo di listino del solo gruppo, senza mozzo Classified, è di 1.525 euro.
A questi vanno aggiunti 1.400 euro per il pacchetto Classified completo, comprensivo di perno passante, mozzo e unità interna di comando.
Estetica e ergonomia: industrial design con qualche concessione
A un primo sguardo il Vistar Powershift trasmette una sensazione di prodotto premium. La finitura nera lucida del cambio, abbinata all’antracite scuro del corpo del deragliatore posteriore, regge il confronto con i migliori prodotti della concorrenza, Shimano Ultegra in testa. Il vero elemento distintivo è però rappresentato dalle leve. TRP rompe con la tradizione del settore, scegliendo un linguaggio formale dichiaratamente industriale. Superfici opache di contatto, leve lucide e dettagli con trama testurizzata conferiscono al comando un aspetto da strumento di precisione motorsport, lontano dall’omogeneità estetica dei concorrenti.
Meno convincente è la corona, che nel contesto del gruppo appare quasi un elemento aftermarket, non integrata visivamente con il resto della linea di trasmissione. Si tratta di un dettaglio estetico che non incide sulla funzionalità, ma stride con la cura riposta nelle altre componenti.
Sotto il profilo della costruzione, le leve sono solide, prive di giochi e di scricchiolii, capaci di trasmettere immediatamente una sensazione di affidabilità. L’ergonomia delle hood è ben studiata: larga e accogliente nella parte posteriore, dove offre un buon appoggio al palmo della mano, si restringe progressivamente verso la parte anteriore, ricordando da vicino il profilo delle hood Shimano. La rastrematura facilita la presa con pollice e indice, un vantaggio concreto sui terreni accidentati del gravel. Il rivestimento in gomma garantisce una buona aderenza in qualsiasi condizione.
QuantumShift: la sinergia con il mozzo Classified
La logica di cambiata replica fedelmente quella del Di2 di Shimano, garantendo una curva di apprendimento praticamente nulla per chi proviene dal sistema giapponese. TRP fa però un passo avanti sui pulsanti di comando, chiaramente separati e dotati di texture differenti che permettono di riconoscerli al tatto, anche con guanti invernali di un certo spessore. Il punto di azionamento è netto e restituisce un click meccanico distinto, sebbene la corsa necessaria per attivare il cambio sia leggermente superiore alla media del settore.
L’integrazione fra il gruppo Vistar e il mozzo Classified Powershift prende il nome di QuantumShift. Il mozzo a due rapporti non è un accessorio aggiunto, ma un componente realmente coordinato con la trasmissione. Nella configurazione stradale, il sistema simula sedici rapporti distinti, gestendo intelligentemente l’azione combinata di cambio e mozzo. Quando si scala il pacco pignoni verso i denti più piccoli, la catena salta dall’ottavo al quinto pignone, mentre il mozzo passa simultaneamente dal rapporto inferiore a quello superiore. Poiché il cambio interno al mozzo avviene senza interruzione della trazione, a differenza di un classico deragliatore anteriore, il processo si svolge in maniera fluida e quasi impercettibile.
Nella configurazione gravel i rapporti effettivi sono quindici, a causa dei salti più ampi tra i pignoni. La cambiata anteriore automatica non è una novità assoluta nel panorama dei gruppi elettronici, ma l’integrazione del mozzo Classified introduce un fattore concreto di comfort, eliminando le interruzioni di erogazione tipiche dei passaggi sulle corone. Un beneficio collaterale del setup 1x è la pressoché totale eliminazione del rischio di caduta della catena dall’anteriore.
Rapporti e gamma: numeri da 2x con estetica 1x
Per la configurazione gravel sono disponibili corone da 44, 46 e 48 denti, ciascuna abbinabile a due opzioni di pacco pignoni. Le cassette a dodici rapporti sono proposte nelle gamme 11-34 e 11-40. La configurazione stradale prevede corone da 50 o 52 denti, da abbinare a cassette 11-30, 11-32 o 11-34, sempre a dodici rapporti.
Integrando il mozzo Classified Powershift, che lavora con rapporti di 1:1 e 0,7, la configurazione gravel raggiunge una gamma complessiva del 519,48 per cento, valore che si colloca ai vertici della categoria. La configurazione stradale, secondo la classificazione TRP, si attesta sul 442 per cento. Nulla vieta tuttavia di combinare liberamente corone e pacchi pignoni, ottenendo gamme ancora più ampie anche con le corone stradali maggiorate. Le pedivelle sono disponibili nelle lunghezze 165, 170, 172,5 e 175 millimetri.
Frenata: il terreno di casa di TRP
La performance frenante è, come prevedibile, uno dei punti di forza del gruppo. Modulabilità e punto di morso sono raffinati al punto da non lasciar trapelare l’inesperienza del marchio in ambito drop-bar. Tuttavia, il sistema richiede uno sforzo manuale leggermente superiore rispetto al riferimento di categoria, lo Shimano GRX, quando si frena impugnando le hood. Sotto sforzo elevato e su terreno sconnesso il deragliatore posteriore ha mostrato buona precisione, con cambi rapidi e silenziosi anche su pavé e fondi sgranati.
Gestione batteria e connettività
La connettività via app si è rivelata non perfettamente fluida nel corso della prova. Mentre il collegamento al mozzo è stato stabilito rapidamente e si è mantenuto stabile, il deragliatore posteriore ha mostrato qualche resistenza al pairing. Un punto a favore del Vistar è invece la gestione della batteria del cambio posteriore. L’accumulatore è alloggiato sotto una copertura robusta e può essere estratto in pochi secondi senza necessità di attrezzi, una soluzione semplice che altri costruttori potrebbero studiare con profitto.
Il mozzo Classified adotta un approccio differente, integrando batteria ed elettronica di comando all’interno della leva del perno passante. La soluzione è ordinata sul piano estetico, ma solleva interrogativi sulla robustezza in caso di caduta laterale che coinvolga proprio quella leva.
Verdetto: una concorrente seria, non un esordio
Il TRP Vistar abbinato al sistema Classified non è un primo tentativo. Si presenta al contrario come un prodotto maturo, capace di confrontarsi alla pari con i marchi di riferimento. Su strada e in sterrato ha convinto per qualità tattile, intuitività operativa grazie al QuantumShift e velocità di cambiata in linea con quanto offerto dai concorrenti di vertice. L’integrazione con il mozzo Classified, perfettamente orchestrata, è il vero elemento di differenziazione.
Il prezzo riformula però il quadro economico. I 1.525 euro del solo gruppo sembrano competitivi, ma il fatto che le cassette richiedano l’utilizzo del freehub dedicato Powershift assottiglia il vantaggio apparente, vincolando inoltre la scelta delle ruote a un ecosistema più ristretto. La somma con il pacchetto Classified porta l’investimento complessivo su una fascia premium, giustificata però dalla qualità complessiva del sistema.
Il TRP Vistar Powershift è indicato per chi apprezza la logica di cambiata Shimano, ricerca un gruppo dalla qualità costruttiva di riferimento e desidera l’estetica pulita di una trasmissione 1x senza rinunciare alla gamma di una 2x. Il compromesso da accettare è la limitazione nella scelta delle ruote, conseguenza diretta dell’adozione del sistema Classified. Un debutto convincente, che porta una concorrente reale in un segmento che ne aveva bisogno.





