Skarper
La rivoluzione che arriva dalla Formula 1 nel cuore della tua trasmissione
Nel panorama attuale del ciclismo, dove il confine tra muscolare ed elettrico si fa sempre più sottile, l’arrivo di Skarper segna un punto di rottura rispetto ai sistemi di conversione che abbiamo visto finora. Se in passato eravamo abituati a motori pesanti da installare nel mozzo o a rulli che agivano per attrito sullo pneumatico (consumandolo inevitabilmente), l’approccio di questo brand britannico è radicalmente diverso e punta tutto sull’integrazione meccanica intelligente.
L’elemento che cattura immediatamente l’attenzione di noi appassionati di tecnica è la collaborazione con la Red Bull Advanced Technologies. Non si tratta solo di un’operazione di marketing: l’ingegneria applicata al sistema DiskDrive® riflette la precisione tipica della Formula 1. Il cuore dell’innovazione risiede nel sostituire il disco del freno posteriore di serie con un componente proprietario. Questo elemento, pur mantenendo le prestazioni di frenata a cui siamo abituati sulle nostre gravel o MTB, presenta una dentatura interna o un profilo di accoppiamento che permette all’unità motore di trasmettere coppia direttamente alla ruota.
Questo design risolve uno dei problemi storici dei kit di conversione: la dispersione di energia. Trasmettendo la potenza attraverso il disco, il motore Skarper bypassa completamente la catena, il cambio e la guarnitura. Questo significa che non c’è usura aggiuntiva sulla trasmissione della bici e, soprattutto, che l’assistenza è fluida e immediata. Per chi pratica bikepacking, questo è un dettaglio fondamentale, poiché permette di mantenere la propria componentistica di alta gamma preferita senza doverla stressare con i watt aggiuntivi di un motore elettrico.
Un altro aspetto che merita una riflessione approfondita è la gestione dei pesi e la dinamica di guida. L’intera unità, che pesa circa tre chilogrammi e mezzo, è progettata per essere agganciata e rimossa in un istante. Quando non è installata, sulla bici rimane solo il disco speciale e un piccolo supporto sul fodero, rendendo il peso aggiuntivo quasi nullo. Quando invece decidiamo di trasformare la nostra bici in una e-bike, il baricentro rimane relativamente basso e arretrato. Sebbene non sia la posizione ideale per il cross-country tecnico, risulta estremamente stabile per il commuting urbano o per affrontare lunghe salite sterrate carichi di borse.
Dal punto di vista della tecnologia dei materiali, Skarper ha dovuto affrontare la sfida del calore. Sappiamo bene quanto i dischi si scaldino durante le lunghe discese alpine; il sistema è stato quindi progettato per isolare termicamente la parte motrice dalla superficie frenante, garantendo che l’elettronica non risenta delle alte temperature raggiunte dal metallo. La batteria integrata offre un’autonomia che si attesta sui sessanta chilometri, un valore che per molti ciclisti rappresenta il “punto dolce” per coprire il tragitto casa-lavoro o per estendere l’esplorazione di qualche sentiero boschivo a fine giornata.
Skarper non cerca di sostituire la e-gravel specialistica da diecimila euro, ma offre una libertà nuova. È la risposta a chi possiede una splendida bici in carbonio e non vuole lasciarla in garage per comprare un mezzo elettrico pesante e vincolante. È l’idea di una bicicletta “trasformista”, capace di adattarsi alle gambe e alle necessità del ciclista in pochi secondi, mantenendo intatta l’estetica e l’anima del mezzo originale.
info: https://skarper.com




