Salsa Wanderosa
La “full” elettrica che sfida i confini tra Gravel e MTB
Nel mondo del ciclismo moderno, le etichette stanno diventando sempre più sfumate. Se pensavamo che il gravel fosse l’anello di congiunzione tra asfalto e sentieri, l’ultima novità in casa Salsa Cycles sposta l’asticella ancora più in là, verso territori finora inesplorati. Parliamo della nuova Salsa Wanderosa , una e-Gravel bi-ammortizzata che sta già facendo discutere gli appassionati di tutto il mondo.



Una piattaforma che rompe gli schemi
La Salsa Wanderosa non è semplicemente una bici da corsa con le gomme larghe. È una piattaforma bi-ammortizzata progettata attorno al sistema di assistenza Fazua Ride 60, capace di erogare 60 Nm di coppia con una batteria integrata da 430 Wh. Un sistema leggero e fluido, che si sposa perfettamente con l’idea di una pedalata naturale, tipica di chi ama il gravel racing e le lunghe distanze.
Ma il vero punto di rottura è il telaio. Con 30 mm di escursione posteriore (grazie al sistema Split Pivot di Salsa) e una forcella anteriore dedicata, la Wanderosa entra di diritto nel segmento delle “full suspension gravel”.
Perché una bi-ammortizzata nel Gravel?
La domanda sorge spontanea: perché aggiungere complessità e peso a una bici che nasce per essere semplice? La risposta di Salsa è chiara: comfort e controllo su terreni tecnici.
Da esperti di marathon e bikepacking, sappiamo bene che dopo 6 o 8 ore in sella su sterrati sconnessi, la fatica non deriva solo dallo sforzo muscolare, ma anche dalle vibrazioni e dagli impatti costanti. La Wanderosa mira a spianare i trail più accidentati, permettendo di mantenere velocità elevate dove una gravel tradizionale costringerebbe a frenare o a scendere di sella.
Tecnologia e materiali: il DNA Salsa
Il telaio in alluminio 6061-T6 è un capolavoro di integrazione. Salsa ha attinto a piene mani dalla sua esperienza nel mondo della mountain bike (pensiamo alla leggendaria Spearfish o alla Bucksaw) per creare una geometria che rimanga agile nel guidato ma stabile in discesa.
Alcuni dettagli che noi di GravelNews abbiamo apprezzato particolarmente:
Compatibilità con reggisella telescopico: Ormai un must per chi vuole affrontare discese tecniche con sicurezza.
Punti di fissaggio: Salsa non dimentica la sua anima adventure, offrendo spazio per borse e accessori tipici del bikepacking.
Pneumatici: La Wonderosa nasce per ospitare sezioni generose, garantendo quel “grip” necessario quando il motore entra in azione sulle salite più ripide.
Il verdetto: Eccesso o Evoluzione?
C’è chi storcerà il naso, definendola “una mountain bike con il manubrio drop”. Ed è qui che il dibattito si scalda. Se guardiamo alla Wanderosa con gli occhi del purista del ciclocross, sembra un controsenso.
Ma se la guardiamo con gli occhi di chi vuole esplorare l’ignoto, affrontare singletrack montani senza il timore di tornare a casa con la schiena a pezzi, allora la visione di Salsa acquista un senso profondo.
Il mondo del gravel si sta spaccando in due: da una parte le “superlight” per le gare UCI, dall’altra mezzi come la Moraine, pensati per il divertimento puro e l’avventura senza limiti.
E voi, cosa ne pensate? La Salsa Wanderosa è la risposta a una domanda che non avevamo ancora posto, o è l’inizio di una nuova era per le e-Gravel di nuova generazione?
Fatecelo sapere nei commenti sui nostri canali social. Stay gravel, stay electric!



