Ruote gravel nella MTB!
Cannondale Factory Racing porta le ruote aero gravel Reserve 48|53 GR in Coppa del Mondo XC
La rivoluzione del cross country mountain bike continua la sua marcia inarrestabile verso quello che, fino a poche stagioni fa, sarebbe stato considerato un controsenso tecnico. Non si parla più di mountain bike, gravel bike o bici da strada come categorie distinte: il principio guida è diventato la scelta del mezzo più rapido per la gara specifica. L’ultimo esempio di questa contaminazione tra discipline arriva dalla tappa di Coppa del Mondo di Nové Město, dove il team Cannondale Factory Racing si è presentato con una LAB71 Scalpel equipaggiata con un set di ruote Reserve 48|53 GR, cerchi aero in carbonio nati per il gravel, montati su una bici da Coppa del Mondo XC.
Un prototipo mai visto prima
Il dettaglio più significativo riguarda la natura stessa delle ruote utilizzate. Si tratta di un prototipo non ancora disponibile sul mercato, nemmeno per le gravel bike a cui sarebbe naturalmente destinato. Reserve commercializza attualmente la versione meno “profonda”, le GR 40|44, di cui sono note le caratteristiche tecniche: larghezza interna di 27,4 mm all’anteriore e 27 mm al posteriore. È ragionevole ipotizzare che le nuove 48|53 GR mantengano le stesse misure interne, applicandole però a un profilo decisamente più aerodinamico. Il cerchio anteriore raggiunge i 48 mm di altezza, mentre il posteriore arriva a 53 mm.
Un elemento curioso emerge dal numero di raggi: ventotto anteriori e ventotto posteriori, contro i ventiquattro delle 40|44 attualmente in produzione. Una scelta che lascia intendere come l’adattamento alla disciplina XCC non sia stato un semplice trasferimento di componenti, ma abbia richiesto una progettazione specifica. La raggiatura, peraltro, è stata realizzata con mozzi dedicati alla forcella Lefty all’anteriore e con uno standard MTB al posteriore, soluzione che ha permesso al team CFR di integrare le ruote nel telaio Scalpel.
Secondo quanto comunicato da Cannondale Factory Racing, si tratta del primo team a portare ruote aero gravel nello short track di Coppa del Mondo, e probabilmente in assoluto nel circuito XC di alto livello.
Il contesto: l’evoluzione dello short track
La scelta tecnica acquista senso analizzando la trasformazione del format XCC degli ultimi anni. I tracciati di short track sono diventati progressivamente più scorrevoli, più veloci e caratterizzati da lunghi tratti in cui il drafting gioca un ruolo determinante. Gli atleti mantengono velocità sostenute superiori ai 32 km/h per porzioni significative di gara, soglia oltre la quale l’aerodinamica inizia a incidere in modo misurabile sulle prestazioni, indipendentemente dalle preferenze tradizionali del movimento mountain bike.
Il precedente più rilevante in questo senso risale alla scorsa stagione, quando Chris Blevins si impose nello short track di Nové Město utilizzando un pneumatico gravel Specialized Terra montato su una mountain bike da Coppa del Mondo. Un segnale chiaro di come la linea di demarcazione tra equipaggiamento XC moderno e materiale gravel sia ormai sempre più sfumata.
Le caratteristiche richieste dal gravel racing contemporaneo e dallo short track XCC si sovrappongono in misura crescente: velocità sostenute elevate, accelerazioni rapide, terreni più compatti, gruppi serrati ed efficienza energetica come priorità sull’assorbimento. In questa zona di sovrapposizione nascono allestimenti come quello presentato dal team Cannondale.
L’allestimento completo della LAB71 Scalpel
Il pacchetto tecnico costruito intorno alle ruote prototipo riflette la stessa filosofia di ricerca della velocità pura. La trasmissione è la nuova Shimano XTR Di2, mentre la copertura scelta è la Schwalbe Thunder Burt nella misura 29 x 2.1”, in versione SPEED, una delle gomme XC più veloci attualmente sul mercato.
Per quanto riguarda le sospensioni, la Scalpel monta un ammortizzatore posteriore Fox Float SL con remote lockout, mentre il reggisella telescopico è un Fox Transfer SL con corsa da 75 mm, soluzione minimalista pensata per contenere il peso e ridurre la resistenza aerodinamica del retrotreno. Il cockpit è completato da un set FSA KFX in carbonio, con un attacco manubrio inclinato a meno dodici gradi che contribuisce a una posizione decisamente racing. La sella è una Prologo Nago 3D.
L’insieme restituisce visivamente un mezzo che dichiara senza ambiguità la propria vocazione: rendere ogni watt prodotto dall’atleta il più efficiente possibile, anche a costo di adottare soluzioni che fino a poco tempo fa sarebbero apparse fuori contesto su una bici da XC.
Una tendenza destinata a consolidarsi
Il dato più rilevante di questa operazione tecnica non risiede tanto nelle ruote in sé, quanto in ciò che esse rappresentano per la direzione che il cross country sta prendendo. Per anni l’aerodinamica è rimasta una preoccupazione marginale nello sviluppo delle mountain bike, sopravanzata dall’attenzione al peso, alla taratura delle sospensioni e alla scelta dei pneumatici. Era, di fatto, un dominio quasi esclusivo della strada.
Lo scenario è in rapida evoluzione. Con velocità medie in costante aumento e tracciati sempre più scorrevoli, i team di vertice si dimostrano disposti a sperimentare equipaggiamenti che, in passato, sarebbero stati giudicati inadatti alla disciplina. Le ruote Reserve 48|53 GR non sono state progettate per il cross country, ma le esigenze del gravel racing moderno e dello short track contemporaneo stanno convergendo al punto da rendere plausibile, e forse vantaggioso, un loro utilizzo cross-disciplinare.
Quando un team ufficiale dimostra che una soluzione tecnica funziona, l’effetto imitazione è quasi inevitabile. Resta da capire se Reserve manterrà la sua politica di garanzia a vita “Guaranteed for Life” anche di fronte a un utilizzo così particolare delle proprie ruote, considerando che persino il tracciato accorciato di Nové Město prevede salti significativi che metteranno i cerchi prototipo alla prova sotto l’aspetto strutturale, oltre che aerodinamico.








