Jordan Sarrou ha vinto per la sesta volta la Roc d’Azur. Il francese del Team BMC ha chiuso domenica 11 ottobre, a Fréjus, la classica della Costa Azzurra regolando allo sprint il canadese Cole Punchard. Alle loro spalle due italiani, Jakob Dorigoni e Davide Foccoli, quarto e quinto a pochi secondi. Tra le donne ha vinto la neozelandese Samara Maxwell. In mezzo alla corsa si è infilata anche la presenza di Paul Seixas, arrivato in mountain bike meno di ventiquattro ore dopo il successo al Giro di Lombardia.
Un percorso corto e senza respiro
Dopo la Rock Marathon di venerdì, vinta da Foccoli sui 100 chilometri, la domenica proponeva la distanza più breve: 55 km con 1.275 metri di dislivello positivo, partenza e arrivo alla Base Nature di Fréjus. Il tracciato si sviluppa nel Massiccio dei Maures e ricalca quello del 2025, compreso il settore di una decina di chilometri introdotto lo scorso anno. È un percorso nervoso, con difficoltà che si susseguono, discese tecniche e pochi tratti dove tirare il fiato. Le partenze sono state scaglionate in cinque ondate, dalle 8:15 alle 10:05.
Il livello del lotto era quello di una gara di Coppa del Mondo. Al via c’erano Sarrou, Punchard e Joshua Dubau, oltre a un gruppo di italiani arrivati in Francia con ambizioni precise.
La gara: Foccoli attacca, poi la foratura
Dopo una ventina di chilometri, sulla discesa del Fournel, il gruppo di testa contava nove corridori e tra loro c’erano già Foccoli e Dorigoni. Il bresciano dello Scott Racing Team, forte della vittoria del venerdì, aveva scelto di correre all’attacco. Sapeva che subito dopo sarebbe iniziata una lunga salita e ha alzato il ritmo, convinto che gli specialisti del cross country avrebbero faticato a seguirlo. In cinque sono riusciti a staccarsi. Foccoli ha raccontato che nel gruppetto si discuteva parecchio, perché a tirare era quasi sempre lui.
Dorigoni, che corre per la Torpado Kenda FSA, l’ha messa sul ridere: il compagno di fuga li faceva impazzire e in più chiedeva il cambio. Poi, a suo dire, per fortuna è arrivata una foratura.
Il problema si è presentato poco prima del Col du Bougnon, la salita finale di tre chilometri. Foccoli l’ha scalata pedalando sull’inserto antiforatura, perdendo meno di quanto si potesse temere ma spendendo molte energie per rientrare. Sul Bougnon davanti c’erano Punchard, Sarrou e Dubau, con Dorigoni, Foccoli, il norvegese Østen Brovold Midtsundstad e Jules Rossel a pochi metri. Più indietro inseguiva un quartetto in cui figuravano Alessio Agostinelli, Stefano Goria e il campione norvegese Eskil Evensen-Lie, che corre in Italia con la formazione di Martino Tronconi.
Nel finale i battistrada sono rimasti in sei, dopo che Dubau ha perso contatto. L’ultima discesa ha regalato al gruppetto un piccolo margine sugli inseguitori e i sei hanno collaborato fino al rettilineo d’arrivo. Lì Punchard ha lanciato la volata per primo, ma Sarrou è rimasto a ruota e lo ha superato negli ultimi 50 metri. Stesso tempo per entrambi, 2:18:26. Midtsundstad ha chiuso terzo a 6 secondi, Dorigoni quarto a 7, Foccoli quinto a 8.
Per Foccoli la giornata si è chiusa con un piazzamento di peso dopo il successo del venerdì: quando davanti hanno accelerato, ha detto, non aveva più nulla da dare, ma si è dichiarato molto soddisfatto di una gara definita pazzesca. Dorigoni è rimasto ai piedi del podio senza sentirsi al meglio. Ha spiegato che la condizione è ancora buona ma che il giovedì precedente una sessione in palestra gli aveva lasciato le gambe pesanti. Sperava almeno nel podio per la squadra, ci è andato vicino e si è detto contento di essere stato con i più forti del mondo.
L’ottava posizione è stata decisa in una volata a tre, vinta dal marchigiano Agostinelli su Evensen-Lie e sul francese Nathan Cornillon. Goria, undicesimo, è rimasto per un soffio fuori dai primi dieci.
Sarrou: una gara tattica, poi il cambio di squadra
Per Sarrou è un successo che pesa. Il francese è tornato competitivo ad alto livello in questo finale di stagione e ha messo a segno la sesta Roc d’Azur nell’ultima gara dell’anno. A suo giudizio è stata una prova molto tattica, resa difficile dal vento e dall’equilibrio tra i primi: nessuno riusciva a fare la differenza. Punchard, ha spiegato, ha attaccato la volata troppo presto.
Il rientro dagli Stati Uniti, dove si erano corse le ultime prove di Coppa del Mondo, non era stato semplice. Sarrou ha raccontato di aver avuto qualche malessere, pur sapendo di avere la gamba giusta.
Dopo l’arrivo è arrivato anche l’annuncio sul futuro: la Roc d’Azur è stata l’ultima gara con la maglia del Team BMC, al termine di quattro stagioni insieme. Il francese non ha rivelato la prossima squadra, ma ha confermato che nel 2027 correrà ancora in Coppa del Mondo.
Punchard saluta la Cannondale, il futuro è Decathlon Ford
Il secondo classificato fa parte del nuovo progetto Decathlon Ford. Punchard, insieme a Luca Martin, lascia il Cannondale Factory Racing per la nuova formazione, presentata proprio in questi giorni a Saint-Raphaël. In quell’occasione è stata mostrata anche la Van Rysel RCR-XC con ruote da 32 pollici, una delle novità tecniche più osservate.
Alla Roc d’Azur il canadese ha però gareggiato ancora con maglia e bici del Cannondale Factory Racing, chiudendo l’esperienza con un secondo posto a pochi centimetri dalla vittoria.
Seixas, dal Lombardia alla mountain bike
Il personaggio più applaudito lungo il percorso è stato Paul Seixas. Il giovane francese aveva vinto sabato il Giro di Lombardia e domenica mattina si è presentato al via a Fréjus. Corre su strada con bici Van Rysel e per permettergli di partecipare Nicola Bicelli, meccanico italiano del Decathlon Ford, gli ha preparato una mountain bike. Il pubblico lungo il tracciato lo ha accolto con grande entusiasmo.
Seixas ha percorso i 55 chilometri e ha chiuso al 64° posto in 2:36:15, in compagnia di un altro stradista, Bruno Armirail della Visma-Lease a Bike. Un modo decisamente originale di chiudere un fine settimana di fine stagione.
Donne: Maxwell vince al rientro
Nella gara femminile Samara Maxwell ha completato il percorso in 2:42:44, davanti alla francese Léna Gérault a 1:54 e alla svizzera Ramona Forchini a 2:35. La neozelandese, vincitrice della Coppa del Mondo XCO 2025, nel 2026 si era presa una pausa dalle competizioni ed era rientrata solo nelle ultime tappe della stagione. Dopo gli appuntamenti americani è arrivata in Costa Azzurra con altri componenti del Decathlon Ford per la presentazione del progetto e della nuova Van Rysel da 32 pollici.
Buona la prova delle italiane. La campionessa italiana Claudia Peretti, dell’Olympia Factory Team, è arrivata quarta in 2:46:59, a 4:15 dalla vincitrice. Quinta Giorgia Marchet (Torpado Kenda FSA), con lo stesso tempo dell’olandese Bloeme Kalis, sesta. Nei primi dieci anche Greta Seiwald, ottava, e Nicole Pesse, nona. Chiara Gualandi ha chiuso undicesima e Sandra Mairhofer quattordicesima.
Ordine d’arrivo maschile, primi dieci
Jordan Sarrou (Team BMC) 2:18:26
Cole Punchard (Cannondale Factory Racing) 2:18:26
Østen Brovold Midtsundstad, +0:06
Jakob Dorigoni (Torpado Kenda FSA), +0:07
Davide Foccoli (Scott Racing Team), +0:08
Joshua Dubau (Decathlon Ford Racing Team), +0:26
Jules Rossel, +1:00
Alessio Agostinelli (Lee Cougan Basso Racing Team), +2:28
Eskil Evensen-Lie (Metallurgica Veneta Pro Team), +2:29
Nathan Cornillon, +2:31
Ordine d’arrivo femminile, prime dieci
Samara Maxwell (Decathlon Ford) 2:42:44
Léna Gérault, +1:54
Ramona Forchini, +2:35
Claudia Peretti (Olympia Factory Team), +4:15
Giorgia Marchet (Torpado Kenda FSA), +5:01
Bloeme Kalis, +5:01
Emeline Detilleux, +8:29
Greta Seiwald (Decathlon Ford), +10:10
Nicole Pesse (CS Carabinieri - Olympia), +10:28
Tatiana Tournut, +11:20
Ci vediamo sugli sterrati.
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