Regioni da pedalare: La Sardegna
Tra miniere dismesse e coste selvagge
Dopo la Toscana collinare e il Trentino-Alto Adige alpino, la rubrica arriva in Sardegna, un’isola che negli ultimi anni è diventata una delle destinazioni gravel più interessanti del Mediterraneo. Il motivo è abbastanza semplice: oltre alle coste che l’hanno resa famosa per il turismo balneare, l’entroterra offre una fitta rete di sterrati, vecchi tracciati ferroviari e sentieri minerari ormai dismessi, molti dei quali si prestano bene a essere percorsi in gravel.
La puntata di questa settimana propone tre itinerari molto diversi tra loro per difficoltà e ambiente: un grande percorso minerario da affrontare in più giorni, una delle strade costiere più conosciute dell’isola e un anello giornaliero nell’Ogliastra.
Il Cammino Minerario di Santa Barbara, il grande giro del Sulcis-Iglesiente
Il primo itinerario è anche quello più impegnativo e, probabilmente, quello che più racconta la storia e il territorio della Sardegna. Il Cammino Minerario di Santa Barbara forma un anello di circa 550 chilometri nel sud-ovest dell’isola ed è stato suddiviso in nove tappe.
Nato come percorso escursionistico, dal 2019 è ufficialmente percorribile anche in bicicletta, con varianti pensate per mountain bike e gravel. Il fondo è composto per circa il 60% da sterrato o terra battuta, per il 30% da asfalto e per il restante 10% da strade forestali o pietrose. Il dislivello complessivo può variare tra i 7.000 e i 9.000 metri, in base alle varianti scelte.
Il percorso attraversa i luoghi del Sulcis-Iglesiente legati alla storia mineraria dell’isola, alternando tratti sul mare, colline e zone boschive. Per caratteristiche e ambizione è oggi uno dei principali riferimenti in Sardegna per chi cerca un’esperienza di bikepacking e può essere considerato, per certi aspetti, l’equivalente sardo del Tuscany Trail.
Non è però un itinerario da prendere alla leggera: serve una buona preparazione fisica e una bici gravel adeguatamente equipaggiata per affrontare fondi molto diversi tra loro.
Alghero-Bosa, la costa nord-occidentale in un giorno
Il secondo itinerario è decisamente più accessibile e può essere affrontato in una sola giornata. Il percorso tra Alghero e Bosa segue per circa 50 chilometri la costa nord-occidentale della Sardegna, lungo la strada provinciale che corre tra le falesie a picco sul mare e la macchia mediterranea, arrivando fino al promontorio vulcanico di Capo Marrargiu.
È importante però fare una precisazione, soprattutto per chi cerca un vero percorso gravel: questo tratto è prevalentemente asfaltato e non sterrato. Rimane comunque una delle strade più interessanti da inserire in un viaggio in bici in Sardegna, anche perché può essere combinata con alcune deviazioni sterrate verso l’entroterra di Villanova Monteleone.
L’arrivo a Bosa, con le case colorate del centro storico e il castello Malaspina, rende questa tappa particolarmente interessante anche come collegamento tra un tratto più impegnativo e una giornata più tranquilla.
L’anello di Cardedu, tra Monte Ferru e i nuraghi dell’Ogliastra
Il terzo itinerario ci porta sulla costa orientale dell’isola, in Ogliastra, ed è pensato per chi cerca un’uscita di una giornata senza un impegno eccessivo.
L’anello parte da Cardedu, misura 38,6 chilometri e presenta circa 860 metri di dislivello. Il percorso sale verso Monte Ferru e raggiunge il nuraghe Genna Didu, attraversando un territorio dove si alternano paesaggio agricolo e costa.
È una zona meno frequentata rispetto alla Gallura e alla Costa Smeralda, ma proprio per questo può offrire un’esperienza più tranquilla e interessante per chi vuole scoprire un’altra Sardegna. L’anello di Cardedu è probabilmente la scelta più indicata per chi soggiorna nella parte orientale dell’isola e vuole iniziare con un’uscita gravel prima di affrontare i percorsi più tecnici del vicino Supramonte.
Quando andare e informazioni pratiche
Per andare in Sardegna in bici i periodi migliori sono quelli compresi tra aprile e giugno e tra settembre e ottobre. In questi mesi le temperature sono generalmente più piacevoli anche nell’entroterra e si evita il caldo intenso dell’estate, che può diventare particolarmente impegnativo sugli sterrati più esposti del Sulcis e dell’Ogliastra.
Un aspetto da non sottovalutare è la disponibilità di acqua: in alcune zone i punti di rifornimento non sono frequenti, quindi è bene organizzarsi soprattutto quando si affrontano i tratti più isolati.
Per il Cammino Minerario di Santa Barbara, considerando la lunghezza del percorso e la presenza di numerosi tratti lontani dai centri abitati, è ancora più importante pianificare con attenzione i rifornimenti tra una tappa e l’altra.
Chi arriva in aereo può fare riferimento ai tre principali scali dell’isola, Cagliari, Olbia e Alghero, dove sono disponibili anche servizi di noleggio di biciclette attrezzate. Una soluzione utile per chi vuole pedalare in Sardegna senza dover trasportare la propria bici.
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