Dopo Toscana, Trentino-Alto Adige, Sardegna, Puglia, Piemonte, Marche, Umbria e Sicilia, la rubrica arriva in Liguria, una regione che chiede al cicloturista qualcosa di diverso da tutte le precedenti. Le piste ciclabili vere e proprie sono poche e gli itinerari sono spesso misti, con tratti protetti alternati a strade aperte al traffico. In compenso il dislivello è quasi sempre impegnativo e l’entroterra, a pochi chilometri dal mare, offre sterrati di crinale che hanno fatto la fortuna dell’area di Finale Ligure, frequentata dal mondo della mountain bike fin dagli anni Novanta. La puntata di questa settimana propone tre itinerari molto diversi per fondo e impegno, dalla costa alla montagna.
La Ciclovia Riviera dei Fiori, la costa sul vecchio binario
Il primo itinerario è il più accessibile e va detto subito con chiarezza ai lettori gravel: il fondo è interamente asfaltato, ma il valore del percorso sta altrove. La ciclovia recupera il sedime costiero della storica ferrovia Genova-Ventimiglia, inaugurata nel 1872 e spostata nell’entroterra nel 2001, e oggi si sviluppa per quarantacinque chilometri ininterrotti tra Ospedaletti e Andora.
Il nucleo storico, aperto in più fasi a partire dal 2008, misura ventiquattro chilometri e collega Ospedaletti a San Lorenzo al Mare, passando per Sanremo, Arma di Taggia, Riva Ligure e Santo Stefano al Mare. Lungo il tracciato si attraversano le gallerie dell’antica linea, tra cui quella di circa un chilometro e mezzo che porta a San Lorenzo al Mare, e il dislivello resta minimo. Nelle ex stazioni di Sanremo, Santo Stefano al Mare, Imperia e Diano Marina sono presenti punti di noleggio, il che rende l’itinerario adatto a chi vuole una giornata di apertura o un giorno di recupero tra due uscite impegnative.
Gli anelli di Bardineto, il gravel nell’entroterra di Finale
Il secondo itinerario porta nell’Alta Val Bormida, a circa settecento metri di quota, dove la rete della Finale Outdoor Region propone una serie di anelli gravel con partenza da Bardineto. Il più breve è l’Anello della Barbottina, trenta chilometri con circa seicentocinquanta metri di dislivello positivo, che attraversa una delle faggete più estese d’Europa dopo i primi chilometri su strade secondarie scorrevoli tra castagneti e faggeti, fino ai mille metri del Colle del Melogno.
Per chi cerca una giornata più lunga esiste l’Anello di Osiglia, di circa sessantotto chilometri con millecento metri di salita, e un grande giro da cento chilometri, composto da due anelli concatenati, che alterna sterrati, vecchie mulattiere e sentieri rurali tra boschi e crinali panoramici. È l’itinerario che meglio restituisce l’essenza dell’entroterra ligure e si presta a chi dispone di un fine settimana per provare più di un anello.
L’Alta Via dei Monti Liguri, il grande crinale da Ventimiglia a Ceparana
Il terzo itinerario è il più impegnativo e il più ambizioso. L’Alta Via dei Monti Liguri è un percorso di quattrocentoquaranta chilometri in quarantatré tappe, istituito nel 1983, che collega Ventimiglia a Ceparana seguendo il crinale tra Alpi Liguri e Appennino, con un punto più alto a duemiladuecentouno metri. Nasce come cammino escursionistico, ma non tutte le tappe sono precluse alla bicicletta. La tappa quattordici, da Giogo di Giustenice al Colle del Melogno, è proposta ufficialmente anche per due ruote con una traccia GPX dedicata e qualche deviazione per renderla interamente pedalabile: si attraversa la Foresta della Barbottina e si raggiunge il sistema fortificato del Melogno, con il Forte Centrale, Tartagna e Merizzo, prima di scendere verso Finale Ligure. Per il terreno vario e i dislivelli è indicata l’e-bike mountain bike oppure una buona esperienza in sella.
Chi vuole spingersi oltre trova in circolazione tracce condivise dai ciclisti, come quella da Ferrania a Valico dei Solini di circa duecentoventinove chilometri e seimilaseicentosessantanove metri di dislivello in dieci giornate, o quella da Caprigliola-Albiano a Borzonasca di centosedici chilometri e tremilacinquecentoquarantotto metri di salita, con sterrati panoramici. Per un’esperienza più orientata alla mountain bike esiste anche la Trans-Liguria da Finale Ligure a Ventimiglia, duecentoquarantadue chilometri e settecento con circa ottomilaottocentosessantacinque metri di dislivello complessivo.
Quando andare e informazioni pratiche
Per l’entroterra e per i crinali la primavera e l’autunno restano i periodi più indicati, mentre la ciclovia costiera si può affrontare con maggiore libertà durante l’anno. Chi sceglie gli anelli di Bardineto o le tappe dell’Alta Via deve mettere in conto salite lunghe e discese ripide e pianificare i rifornimenti prima di lasciare i centri abitati. In generale, per i tratti più tecnici di Finale e dei crinali conviene valutare con prudenza il proprio livello: l’area è frequentata da specialisti, e nei giudizi sulla difficoltà è meglio salire di un gradino rispetto a quanto riportato.
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