Dopo Toscana, Trentino-Alto Adige, Sardegna e Puglia, la rubrica arriva in Piemonte, forse la regione italiana che negli ultimi anni ha investito con più coerenza sul gravel come prodotto turistico strutturato. Langhe, Roero e Monferrato, patrimonio UNESCO dal 2014 per i loro paesaggi vitivinicoli, hanno sviluppato una rete di itinerari dedicati specificamente alle bici gravel, mentre l’Alessandrino porta la firma di un progetto turistico che dialoga apertamente con la storia del ciclismo italiano. La puntata di questa settimana propone tre itinerari che attraversano l’intera regione da nord a sud.
Alta Langa, nel cuore più selvaggio delle Langhe
Il primo itinerario si addentra nella parte meno turistica delle Langhe, quella che si allontana dai vigneti più fotografati di Barolo e Barbaresco per salire verso l’Alta Langa. Il percorso è un anello di cinquantadue chilometri che parte da Monesiglio e tocca i borghi di Mombarcaro e Levice, conducendo il ciclista tra boschi, pascoli, cappelle secolari e castelli arroccati sulle colline.
È un itinerario che richiede una discreta preparazione fisica per il continuo saliscendi tipico dell’Alta Langa, ma restituisce un volto del territorio più autentico e meno battuto rispetto ai percorsi enogastronomici classici, con panorami che nelle giornate terse arrivano a scorgere le Alpi Marittime.
Il Petalo dell’Alto Monferrato, sulle strade di Fausto Coppi
Il secondo itinerario appartiene al progetto Piemonte Gravel, nato dalla collaborazione con l’Agenzia Turistica Locale della provincia di Alessandria per promuovere il Monferrato come prima gravel destination del Piemonte, sulle terre che hanno segnato la storia sportiva di Fausto Coppi. Il percorso, noto come Petalo dell’Alto Monferrato, fa parte di una rete di quattro itinerari che possono essere affrontati singolarmente con partenza da Alessandria oppure concatenati in un tour di più giorni, ciascuno superiore ai cento chilometri e ai mille metri di dislivello se completato in un’unica giornata. Il fondo è sterrato per la maggior parte del tracciato, compatto ma con alcuni passaggi più avventurosi, tra cui un guado sul torrente Bormida poco prima di Castel Bormida, su un rettilineo di cinque chilometri particolarmente amato dai graveleur più veloci.
Avvicinandosi ad Acqui Terme il paesaggio cambia sensibilmente, con valli strette e ripide colline coperte di vigneti che regalano un carattere quasi montano. Questo percorso si inserisce nel più ampio progetto Sud Piemonte Gravel, che conta complessivamente dieci itinerari per quasi novecento chilometri, pensati come anelli indipendenti o combinabili in un viaggio esteso su più giorni.
Scollinando nel Monferrato Astigiano, tra borghi e castelli medievali
Il terzo itinerario è il più accessibile dei tre, adatto a chi cerca una giornata di pedalata rilassante senza rinunciare al fascino del paesaggio piemontese. L’anello parte da Canelli e si sviluppa per circa cinquanta chilometri, attraversando borghi e castelli medievali come San Marzano Oliveto e Moasca, fino ad arrivare ad Agliano Terme.
Il tracciato alterna strade secondarie a tratti sterrati tra i vigneti, con un dislivello contenuto che lo rende adatto anche a cicloturisti meno allenati o a famiglie con e-bike, senza rinunciare a soste nelle numerose cantine che punteggiano il percorso.
Quando andare e informazioni pratiche
Il periodo migliore coincide con la vendemmia, tra agosto e ottobre, quando i colori delle vigne raggiungono il massimo splendore e le temperature restano gradevoli per pedalare in collina. Anche la primavera, da aprile a giugno, offre condizioni ottimali con un paesaggio più verde. Per il Petalo dell’Alto Monferrato è consigliabile portare acqua e sali minerali in quantità superiore al solito, poiché alcuni tratti si allontanano dai centri abitati, mentre per l’Alta Langa Bianco vale la stessa raccomandazione data per gli altri itinerari collinari di questa rubrica: pneumatici tubeless di almeno quaranta millimetri per affrontare con sicurezza i fondi misti.
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