Dopo Toscana, Trentino-Alto Adige, Sardegna, Puglia e Piemonte, la rubrica arriva nelle Marche, regione che negli ultimi anni ha costruito un’offerta cicloturistica capace di collegare la costa adriatica all’entroterra appenninico con una logica “a pettine”: dalla Ciclovia Adriatica si diramano itinerari verso borghi, abbazie e montagne, offrendo scenari complementari a chi viaggia su strada, gravel o mountain bike. La puntata di questa settimana propone tre itinerari di difficoltà crescente, dalla costa fino ai Sibillini.
La Ciclovia Adriatica, il tratto marchigiano da nord a sud
Il primo itinerario è quello più accessibile e attraversa la regione lungo la costa in due tratti distinti. Il segmento settentrionale collega Gabicce Mare a Fano per trentasei chilometri e cento metri, con un dislivello positivo di quattrocentosettanta metri e negativo di trecentottanta, attraversando borghi e città d’arte come Gabicce Monte, Casteldimezzo, Fiorenzuola di Focara e Pesaro. Il segmento meridionale, da Porto Sant’Elpidio a San Benedetto del Tronto, misura quarantanove chilometri con un dislivello più contenuto, quattrocento metri positivi e centosettanta negativi, ed è percorribile quasi interamente su piste ciclabili protette, toccando Torre di Palme e Grottammare. Entrambi i tratti sono classificati come facili e adatti a tutti, il che li rende l’ingresso naturale a un viaggio in bici nelle Marche prima di spingersi verso l’entroterra.
La Ciclovia delle Abbazie, tra romanico e vigneti della valle del Chienti
Il secondo itinerario si stacca dalla costa e sale verso l’interno lungo una delle diramazioni della Ciclovia Adriatica. La Ciclovia delle Abbazie collega Civitanova Marche a Tolentino per sessantotto chilometri e ottocento metri, con un dislivello positivo di cinquecento metri e negativo di trecento. Il tracciato attraversa abbazie romaniche, borghi caratteristici, vigneti e castelli della valle del Chienti, in un percorso classificato come medio-facile che unisce sport, cultura e paesaggio. Lungo il tragitto sono presenti stazioni ferroviarie attrezzate per il trasporto delle biciclette, un dettaglio che permette di spezzare l’itinerario o organizzare il rientro senza dover tornare sui propri passi in sella.
La Ciclo Appenninica Alte Marche, il grande anello di montagna
Il terzo itinerario è il più impegnativo e si rivolge a chi dispone di più giorni. La Ciclo Appenninica Alte Marche, nota anche con l’acronimo CAAM, è un anello di duecento chilometri con circa tremiladuecento metri di dislivello complessivo, che attraversa nove comuni dell’entroterra: Acqualagna, Cagli, Piobbico, Apecchio, Cantiano, Sassoferrato, Arcevia, Serra Sant’Abbondio e Frontone. Il percorso si sviluppa principalmente su strade secondarie di montagna lontane dal traffico, è segnalato e attrezzato con stazioni di ricarica per e-bike, e offre numerose opzioni di pernottamento e ristorazione lungo il tragitto, il che lo rende affrontabile in più tappe senza difficoltà organizzative. È raggiungibile dalla Ciclovia del Foglia, che collega Urbino e Acqualagna, oppure direttamente da Fano in connessione con la costa. Per chi cerca un’esperienza ancora più orientata alla mountain bike, la stessa area offre un’ulteriore opzione nel Grande Anello dei Sibillini, un anello di circa centottanta chilometri articolato in nove tappe che attraversa il Parco Nazionale dei Monti Sibillini toccando Visso, Fiastra, Amandola, Montegallo e Norcia, con un livello di difficoltà medio-alto.
Una regione che dialoga con il grande ciclismo
Le Marche hanno rafforzato negli ultimi mesi il proprio posizionamento come destinazione cicloturistica anche attraverso il ciclismo professionistico. A marzo la regione ha ospitato le tre tappe conclusive della Tirreno-Adriatico, mentre a maggio l’ottava tappa del Giro d’Italia ha fatto tappa a Fermo. Si tratta di vetrine che generano una copertura mediatica internazionale rilevante e che, secondo quanto riportato da ATIM, l’agenzia regionale per il turismo, si accompagnano a un investimento strutturato sulla rete cicloturistica dell’entroterra, con l’obiettivo dichiarato di consolidare le Marche come destinazione riconoscibile per chi viaggia in bicicletta.
Quando andare e informazioni pratiche
Il periodo migliore per affrontare gli itinerari costieri della Ciclovia Adriatica va da aprile a ottobre, con l’accortezza di evitare le ore centrali nei mesi più caldi. Per la Ciclovia delle Abbazie e soprattutto per la Ciclo Appenninica Alte Marche, la finestra ideale si restringe a maggio-giugno e settembre, quando le temperature in quota sono più gestibili e i valichi appenninici risultano stabilmente percorribili. Chi affronta la CAAM su più giorni troverà lungo il tragitto un buon numero di strutture ricettive organizzate per il cicloturismo, un aspetto che la regione ha sviluppato in modo specifico negli ultimi anni.
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