Regione da pedalare: La TOSCANA
Tre itinerari gravel per una vacanza in sella
La Toscana resta il laboratorio più maturo del cicloturismo gravel in Italia. Non è un caso: le strade bianche che attraversano le Crete Senesi, il Chianti e la Val di Merse esistevano decenni prima che qualcuno coniasse il termine gravel, ed erano semplicemente le vie di collegamento tra poderi e paesi.
Questa rubrica nasce per raccontare, regione dopo regione, gli itinerari cicloturistici che meritano qualche giorno di vacanza in sella. Si parte da qui, dal territorio che ha fatto da modello a tutti gli altri.
Crete Senesi e Via Cassia, il cuore delle Strade Bianche
Il primo itinerario ricalca i settori resi celebri dalla Strade Bianche, la classica professionistica che ogni marzo trasforma Siena nel centro del ciclismo mondiale. Il percorso più praticato collega Firenze a Siena lungo la vecchia Via Cassia, un tracciato di circa ottanta chilometri con un dislivello di circa milleseicento metri, adatto a due giornate di pedalata con sosta intermedia a Greve in Chianti. Il fondo alterna asfalto secondario a lunghi tratti sterrati, ideali per gravel ed e-bike, in un paesaggio di vigneti e campi di grano che si apre senza interruzioni urbane.
Chi cerca il tratto più tecnico può inserire nel proprio itinerario il settore di San Martino in Grania, uno dei passaggi più duri dell’intero percorso di gara: un segmento di circa nove chilometri e mezzo, posizionato tra il chilometro 69,5 e il chilometro 78,8, con pendenze che superano il dodici per cento. È un tratto impegnativo, da affrontare con buona condizione fisica, ma restituisce uno scorcio delle Crete Senesi tra i più fotografati della regione. L’arrivo a Siena, con la sosta d’obbligo in Piazza del Campo, chiude un itinerario che si può ripetere in qualsiasi periodo dell’anno grazie alla segnaletica permanente lasciata dall’organizzazione della corsa.
L’Eroica Permanent Route, il classico del Chianti
Per chi dispone di una sola giornata, la Eroica Permanent Route resta il riferimento. Il percorso misura circa cinquantatré chilometri e richiede in media quattro ore e venti minuti di pedalata, ripercorrendo alcuni dei settori più iconici della manifestazione storica che ha dato origine, insieme alla Strade Bianche, al mito cicloturistico del Chianti. Il tracciato attraversa Gaiole in Chianti e i borghi limitrofi, alternando strade bianche e asfalto secondario in un contesto collinare mai estremo ma costantemente mosso.
È l’itinerario ideale per chi vuole un primo assaggio della Toscana gravel senza impegnarsi in un viaggio di più giorni, e si presta bene anche a una sosta enogastronomica nelle cantine del Chianti Classico lungo il percorso.
Val di Merse Grand Tour, il grande giro per chi ha più giorni
Il terzo itinerario è pensato per chi ha a disposizione tre o quattro giorni. Il Val di Merse Grand Tour si sviluppa per centosettantadue chilometri, percorribili in un’unica tappa dai più allenati oppure suddivisi in più giorni per chi preferisce un ritmo cicloturistico. Il tracciato tocca l’abbazia di San Galgano, celebre per il tetto crollato che lascia il cielo a vista sulla navata, e attraversa Casole d’Elsa, dove diverse strutture ricettive si sono organizzate specificamente per accogliere cicloturisti con deposito bici e assistenza meccanica di base.
Il fondo è prevalentemente sterrato, con un paesaggio che si allontana dai flussi turistici più battuti rispetto a Chianti e Crete Senesi, restituendo un’esperienza più autentica e meno affollata.
Quando andare e informazioni pratiche
Il periodo migliore per affrontare questi itinerari resta la primavera, tra aprile e giugno, quando le temperature sono miti e i campi di grano regalano il paesaggio più fotogenico. Anche settembre e ottobre offrono condizioni ottimali, con il vantaggio di un minor afflusso turistico rispetto alla stagione clou. I mesi estivi sono da evitare per il caldo intenso sulle strade bianche prive di ombra, mentre l’inverno espone al rischio di fondo fangoso dopo le piogge.
Chi vuole vivere l’esperienza in versione collettiva può orientarsi verso il Tuscany Trail, l’evento di bikepacking non competitivo che ogni maggio attraversa la regione: il percorso principale si sviluppa per circa quattrocentoquaranta chilometri, con oltre cinquemila metri di dislivello complessivo, mentre è previsto anche un tracciato ridotto di circa centosessanta chilometri, pensato per chi affronta per la prima volta un’esperienza di bikepacking. Al di fuori della settimana dell’evento, la traccia resta comunque scaricabile e percorribile in autonomia tutto l’anno, con partenza e arrivo a Campiglia Marittima.
Per tutti e tre gli itinerari descritti, la raccomandazione redazionale è la stessa che gravelnews.it ripete da tempo: attrezzare la bici con copertoni tubeless da almeno quaranta millimetri e portare con sé un kit di riparazione completo, perché l’assistenza meccanica lungo le strade bianche toscane resta rada al di fuori dei centri principali.
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