Dopo Toscana, Trentino-Alto Adige, Sardegna, Puglia, Piemonte, Marche e Umbria, la rubrica arriva in Sicilia, l’isola che negli ultimi anni ha costruito una propria identità gravel attorno a tre elementi: il vulcano più alto d’Europa, i parchi naturali dell’interno e la costa occidentale. Il clima consente di pedalare per gran parte dell’anno, inverno compreso, e la rete di percorsi spazia da strade secondarie quasi prive di traffico a sterrati d’alta quota che richiedono preparazione e mezzi adeguati. La puntata di questa settimana propone tre itinerari di impegno diverso.
Il Giro dell’Etna, l’anello attorno al vulcano
Il primo itinerario è quello più iconico dell’isola. Il giro completo dell’Etna è un anello che si sviluppa tra i centocinquanta e i centottanta chilometri a seconda delle varianti scelte, attraversando borghi storici, distese di fichi d’India e campi lavici, con la vista sulla Valle del Bove e sul mar Ionio come sfondo nei tratti più alti.
È un percorso da affrontare con gambe allenate, spesso suddiviso in due giorni, e richiede una pianificazione attenta: le fonti d’acqua sono scarse e le condizioni meteorologiche possono cambiare rapidamente in quota. Chi preferisce un’uscita più breve può orientarsi verso l’anello di trentadue chilometri con partenza e arrivo a Gravà, frazione di Castiglione di Sicilia, su strade ben visibili e con poco dislivello, che restituisce comunque un assaggio del paesaggio etneo. Per chi teme le pendenze, la e-bike è un’opzione valida per affrontare i dislivelli senza rinunciare al viaggio.
La Ciclovia dei Parchi di Sicilia, il grande attraversamento dell’interno
Il secondo itinerario è il più impegnativo e il più vicino allo spirito bikepacking. La Ciclovia dei Parchi di Sicilia attraversa l’isola lungo un asse che tocca il Parco fluviale dell’Alcantara, il Parco dell’Etna, il Parco dei Nebrodi e il Parco delle Madonie, con partenza da Taormina e arrivo a Cefalù.
Il tracciato misura circa trecento chilometri ed è organizzato in cinque tappe di circa cinquantacinque-sessantadue chilometri ciascuna, con dislivelli in salita superiori ai mille metri al giorno: la seconda tappa, da Randazzo a Cerami nel cuore dei Nebrodi, conta ad esempio circa sessanta chilometri e milleduecentocinquanta metri di salita.
Il progetto è nato dall’intuizione di Massimo Scalia di Etna Bike Tribe e prevede più versioni, dall’itinerario Standard, il più semplice, a quello Expert e a un tracciato dedicato alla mountain bike, con sterrati d’alta quota, tratti accidentati dopo le piogge e passaggi in cui può essere necessario scendere di sella. Nessuna delle versioni è banale, ma in cambio si attraversano borghi come Gangi e Petralia, riconosciuti tra i più belli d’Italia.
La Via dei Tramonti, da Palermo ad Agrigento
Il terzo itinerario è quello adatto a chi cerca il mare come compagno di viaggio. La Via dei Tramonti collega Palermo ad Agrigento lungo la costa occidentale e fa parte del Periplo della Sicilia: le fonti indicano una lunghezza compresa tra i trecentottanta e i quattrocento chilometri, con circa quattromila metri di dislivello complessivo distribuiti su sette tappe.
Non si tratta di un’unica ciclovia ma di una rete di strade secondarie a bassissimo traffico, sterrati in buone condizioni e vecchie ferrovie dismesse, con una variante offroad più interna, più selvaggia e panoramica. Il tracciato tocca Mondello, Castellammare del Golfo, Scopello, Trapani, le saline dello Stagnone, Selinunte, Sciacca, la Scala dei Turchi e la Valle dei Templi. L’ultima tappa, da Sciacca ad Agrigento, misura settantadue chilometri con milleduecentosessantotto metri di salita ed è la più impegnativa della serie, per le scalate ai centri abitati che si susseguono lungo il percorso. Chi rientra a Palermo può farlo in treno da Agrigento.
Quando andare e informazioni pratiche
La Sicilia è pedalabile in inverno, con temperature che restano gradevoli lungo la costa, ma i periodi più indicati restano la primavera, da marzo a maggio, e l’autunno, tra settembre e novembre. L’estate va evitata per il caldo intenso, soprattutto sulle strade bianche esposte dell’interno, dove l’ombra e i punti acqua sono rari. Per la Ciclovia dei Parchi e per l’Etna si consiglia di verificare con anticipo lo stato dei tracciati e di preparare un rifornimento idrico abbondante. Per chi volesse spingersi oltre, l’isola offre anche la Sicily Divide, un percorso permanente di circa quattrocentocinquanta chilometri da Trapani a Catania attraverso le aree interne, da affrontare in autonomia con gravel o mountain bike.
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