Regione da pedalare: IL Trentino Alto Adige
Tra piste ciclabili di fondovalle e sterrati d'alta quota
Il Trentino-Alto Adige rappresenta l’altra faccia del cicloturismo italiano rispetto alla Toscana. Dove le Crete Senesi offrono un gravel dolce, fatto di colline coltivate, qui il territorio alterna piste ciclabili di fondovalle perfettamente attrezzate a sterrati che salgono verso i duemila metri, dentro parchi naturali che restano tra i più integri delle Alpi orientali. È una regione che si presta sia al cicloturista che cerca relax sia a chi vuole un’esperienza più alpina, ed è per questo che la puntata di questa settimana propone tre itinerari di difficoltà crescente.
La ciclabile della Val Pusteria, il fondovalle per tutti
Il primo itinerario è la storica pista ciclabile della Val Pusteria, conosciuta anche come Pusterbike. Il tracciato misura circa sessantuno chilometri, con un dislivello di poco superiore ai quattrocento metri, e collega Rio di Pusteria a San Candido. Il fondo alterna asfalto e tratti sterrati lungo il fiume Rienza, sempre protetto dal traffico, il che la rende adatta anche a chi viaggia con bambini o con bagagli pesanti.
Per chi vuole allungare l’esperienza, da San Candido si può proseguire fino a Lienz, in Austria, dopo altri quarantaquattro chilometri, con rientro in treno grazie ai vagoni attrezzati per il trasporto bici lungo tutta la valle. È l’itinerario ideale per aprire un soggiorno in Alto Adige: due giorni di pedalata tranquilla, con soste nei borghi di Brunico e Dobbiaco, prima di affrontare i percorsi più impegnativi della zona.
Il Giro del Vino 50 in Piana Rotaliana
Il secondo itinerario si trova più a sud, tra Trento e Bolzano, nella Piana Rotaliana Königsberg, area vocata alla produzione del Teroldego Rotaliano. Il percorso si sviluppa per poco meno di cinquantacinque chilometri, attraversando sei comuni della piana fino al confine con l’Alto Adige, dove si collega alla ciclabile dell’Adige. Il tracciato è quasi interamente pianeggiante e si snoda tra vigneti, frutteti e argini fluviali, con la possibilità di prenotare soste in cantina lungo il percorso.
È un itinerario che richiede una sola giornata e si adatta bene a chi cerca un gravel leggero, meno impegnativo di quelli alpini, da abbinare a una componente enogastronomica marcata: il territorio è stato riconosciuto Wine Region of the Year da Wine Enthusiast nel 2020, un dato che segnala il livello della produzione locale al di là dell’aspetto ciclistico.
Tre giorni tra Val Pusteria, Passo Stalle e Lago di Braies
Il terzo itinerario è pensato per chi ha a disposizione un weekend lungo e cerca un’esperienza più alpina. Si tratta di un tour circolare di tre giorni che si sviluppa complessivamente per centottantacinque chilometri con tremilaseicentoventi metri di dislivello complessivo. La prima giornata è un giro panoramico in Val Pusteria su sterrato, con salita verso i prati di Croda Rossa nel cuore delle Dolomiti di Sesto.
La seconda tappa attraversa il confine austriaco: da Dobbiaco si sale ad Anterselva e poi al Passo Stalle, a duemilacinquantadue metri di quota, il punto più alto dell’intero itinerario, prima di scendere nel Tirolo orientale fino a Lienz. La terza giornata rientra nel Parco Naturale Fanes-Senes-Braies, toccando Prato Piazza e il Lago di Braies su un percorso misto tra strade forestali e piste ciclabili. È un itinerario che richiede una preparazione fisica superiore ai primi due, oltre a un mezzo gravel con copertoni adatti allo sterrato di montagna, ma restituisce un attraversamento completo delle Dolomiti Patrimonio UNESCO lontano dai flussi turistici più concentrati.
Quando andare e informazioni pratiche
La finestra migliore per affrontare questi tre itinerari va da giugno a settembre, quando i valichi di alta quota come il Passo Stalle sono liberi dalla neve e le giornate lunghe permettono di completare le tappe con margine di sicurezza. Maggio e ottobre restano percorribili per i due itinerari di fondovalle, Pusterbike e Giro del Vino 50, ma sconsigliati per il tour di tre giorni per il rischio di condizioni instabili in quota. Da segnalare, per chi organizza il viaggio dall’Italia, che gran parte della rete ciclabile trentina e altoatesina è collegata alla ferrovia locale con trasporto bici, un dettaglio che permette di spezzare qualsiasi itinerario in caso di maltempo o stanchezza senza dover rinunciare al rientro in giornata.
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