Re Mathieu non abdica
Van der Poel riscrive la storia a una settimana dai Mondiali
Se qualcuno cercava segnali di cedimento o tracce di umanità in Mathieu van der Poel a ridosso dell’appuntamento iridato, è rimasto deluso. Sul tracciato di casa a Hoogerheide, nell’ultima prova della Coppa del Mondo UCI di Ciclocross, il fenomeno olandese ha messo in scena l’ennesima 18ª sinfonia stagionale, confermando che la maglia arcobaleno ha un unico, grande favorito.
Una vittoria da record
Non è stata solo una vittoria, è stato un messaggio ai naviganti. Con il successo di domenica, Van der Poel non ha solo sigillato la sua sesta vittoria stagionale in Coppa del Mondo, ma ha stabilito un nuovo primato di successi totali nella competizione, superando leggende del passato.
La gara ha seguito un copione che abbiamo imparato a conoscere bene in questa stagione: una fase iniziale di studio, qualche affondo per testare i rivali (un generoso Thibau Nys e l’eterno Eli Iserbyt) e poi l’accelerazione decisiva. Quando VDP decide di cambiare marcia, il suono della catena che sale sui pignoni sembra diverso da quello degli altri. Un attacco secco, tecnico, chirurgico, che ha lasciato il vuoto alle sue spalle.
La condizione perfetta verso Tabor
A una settimana dai Campionati del Mondo di Tabor, Mathieu appare in uno stato di grazia spaventoso. Nonostante i carichi di lavoro e gli allenamenti intensi (spesso condivisi sui social con uscite gravel e su strada da capogiro), la brillantezza nel tecnico e la potenza pura sprigionata sui tratti pesanti di Hoogerheide raccontano di un atleta che ha programmato il picco di forma al millimetro.
Iserbyt si porta a casa la classifica generale della Coppa del Mondo – premio alla costanza e a una stagione solida – ma il peso specifico della prestazione di Van der Poel sposta l’attenzione di tutti verso la Repubblica Ceca.
Il punto tecnico: materiali e feeling
Da appassionati di materiali, non possiamo non notare come il feeling tra Mathieu e la sua Canyon Inflite sia ormai totale. In un percorso che alternava contropendenze insidiose a tratti di pura velocità, la scelta della pressione degli pneumatici e la gestione della trazione hanno fatto la differenza. Van der Poel guida con una scioltezza che deriva non solo dal talento, ma da una confidenza estrema con il mezzo, dote che lo rende il punto di riferimento anche quando si sposta sui sentieri da MTB o sulle strade bianche del Gravel.
Cosa aspettarsi da Tabor?
Il messaggio inviato da Hoogerheide è chiaro: per batterlo servirà un miracolo o un incidente meccanico. Ma il ciclocross, come il gravel racing che tanto amiamo su queste pagine, è imprevedibile per natura. Tuttavia, vedere un atleta riscrivere i record di questa disciplina con tale supremazia è un privilegio per chiunque ami il ciclismo in ogni sua sfaccettatura.
Restate sintonizzati su gravelnews.it per l’analisi post-mondiale, dove vedremo se “l’olandese volante” riuscirà a infilare l’ennesima maglia iridata in una bacheca che ormai comincia a stare stretta.



