Q36.5 Women’s Off-Road Racing
La nuova frontiera del gravel in rosa
Il brand bolzanino Q36.5 rompe gli indugi e lancia un nuovo team femminile dedicato interamente all’off-road. Alexis Skarda e Maddy Nutt guideranno una squadra che punta dritta a Traka e Unbound, con un focus estremo su tecnologia e termoregolazione.
Il 2026 si apre con una notizia che scuote il panorama del gravel racing internazionale: Q36.5 ha annunciato ufficialmente la nascita della Women’s Off-Road Racing Expedition. Non si tratta solo di una nuova squadra, ma di un vero e proprio laboratorio itinerante dove la ricerca della massima performance incontra lo spirito d’avventura delle competizioni “alternative”.
Il Roster: Esperienza MTB e Talento Gravel
A guidare il team saranno due nomi di peso nel circuito mondiale. Da una parte l’americana Alexis Skarda, tre volte campionessa nazionale MTB Marathon e tra le protagoniste assolute del Life Time Grand Prix. Alexis porta in dote una potenza esplosiva e una tecnica di guida sopraffina, maturate sui trail più tecnici del Nord America.
Accanto a lei troveremo la britannica Maddy Nutt, un’atleta che incarna perfettamente l’evoluzione del ciclismo moderno: ex stradista convertita al gravel, Maddy si è già imposta in eventi iconici come la Safari Gravel e rappresenta la nuova generazione di “specialiste della polvere” capaci di gestire sforzi endurance estremi.
A completare la formazione, un tocco di internazionalità con l’australiana Cassia Boglio e l’olandese Maaike Coljé, quest’ultima proveniente dal professionismo su strada (Arkéa-B&B Hotels) e pronta a portare i suoi watt nel mondo off-road.
Obiettivi 2026: Da Girona al Kansas
Il calendario del team non lascia spazio a interpretazioni: si punta ai trofei più prestigiosi. Il debutto europeo in grande stile avverrà a The Traka, a Girona, ormai considerata la mecca del gravel continentale. Ma il vero “grande obiettivo” della stagione rimane l’Unbound Gravel in Kansas, dove il team cercherà di dettare legge nelle “Endless Hills” di Flint Hills.
Non mancheranno incursioni nelle prove delle UCI Gravel World Series e nei principali eventi di bikepacking e ultra-endurance, dove la capacità di resistenza degli atleti e del materiale sarà messa a dura prova.
Tecnologia “Made in Italy”: La ricerca del marginal gain
Da appassionati di materiali, non possiamo che guardare con interesse all’aspetto tecnico. Luigi Bergamo, fondatore di Q36.5, è stato chiaro: il team utilizzerà le competizioni come banco di prova per sviluppare soluzioni specifiche per il gravel femminile.
Le atlete indosseranno kit basati sulle tecnologie Dottore Pro e Dottore Clima, con un focus maniacale sulla termoregolazione. Sappiamo quanto il gravel sia punitivo: velocità medie più basse rispetto alla strada (quindi meno raffreddamento aerodinamico) e sforzi prolungati sotto il sole cocente. Il team lavorerà su tessuti capaci di mantenere la temperatura corporea stabile a 36.5°C, minimizzando lo spreco di energia.
Anche la livrea non passa inosservata: un elegante “Nautica Blue” abbinato a un vivace “Acid Yellow” con la grafica a radar, simbolo di precisione e navigazione nei terreni più impervi.
Perché questo progetto ci piace
Come scriviamo spesso qui su gravelnews.it, il settore femminile è quello che sta mostrando la crescita più interessante in termini di narrazione e competitività. Vedere un brand italiano così all’avanguardia investire in un team “pure off-road” conferma che il gravel racing non è più una nicchia, ma il cuore pulsante dell’innovazione ciclistica.
Rimanete sintonizzati, perché seguiremo da vicino Alexis e Maddy nelle loro prime uscite stagionali. Il 2026 si preannuncia caldissimo, e non solo per la temperatura corporea.



