Pogačar da leggenda, Chabbey sorprende tutti
Strade bianche 2026
7 marzo 2026. Le strade bianche della Toscana consegnano alla storia una doppia giornata di ciclismo assoluto: il campione del mondo sloveno conquista il quarto titolo con 79 km di fuga solitaria, mentre la svizzera di FDJ United-SUEZ ruba la scena con uno sprint da manuale.
Siena ha parlato ancora una volta la lingua di Tadej Pogačar. La ventesima edizione della Strade Bianche maschile si è conclusa nel modo più prevedibile sulla carta e più spettacolare nella sostanza: il campione del mondo della UAE Team Emirates-XRG ha attaccato sul settore del Monte Sante Marie a 79,5 km dall’arrivo, non è mai stato più rivisto e ha tagliato il traguardo in Piazza del Campo alzando entrambe le braccia al cielo. Quattro vittorie in questa classica toscana, record assoluto, con Fabian Cancellara definitivamente relegato al secondo posto della graduatoria dei più vincenti con tre successi.
La giornata si è aperta su strade asciutte e con temperature miti, condizioni quasi primaverili che hanno favorito un ritmo sostenuto fin dai chilometri iniziali. La fuga di giornata, composta da nove corridori tra cui Tibor Del Grosso, Patrick Konrad e Jack Haig, ha raggiunto un vantaggio massimo di due minuti prima di essere tenuta sotto controllo dai gregari della UAE. Il settore 6 di San Martino in Grania, 9,4 km prevalentemente in salita, ha segnato la prima selezione vera nel gruppo, preparando il terreno all’esplosione decisiva.
Sul Monte Sante Marie, l’11,5 km di settore rolling che ha già scritto la storia di questa corsa, Jan Christen ha spezzato il gruppo a 2 km dall’ingresso riducendo la testa della corsa a nove unità: Christen, Pogačar, Del Toro, Seixas, Pidcock, Jorgenson, Gregoire, Lapeira e Labrosse. Pochi istanti dopo, a 7,5 km dalla fine del settore, Pogačar è partito. Tom Pidcock, che sembrava pronto a rispondere, ha perso la catena esattamente nel momento peggiore. Il 19enne francese Paul Seixas (Decathlon CMA CGM) ha tentato l’inseguimento e per qualche centinaio di metri ha accorciato il divario, ma Pogačar ha risposto con un’ulteriore accelerazione, quella che nel gergo del ciclismo si chiama cambio di ritmo chirurgico, e il suo posteriore non è stato più raggiunto.
All’uscita dal Monte Sante Marie il vantaggio era già di 30 secondi su Seixas e Del Toro. Il fatto che Del Toro non collaborasse con il rivale francese, essendo compagno di squadra del leader, ha progressivamente spento qualsiasi velleità di rimonta. Il distacco è salito a un minuto, poi a 1’20”, oscillando tra 1’20” e 1’35” per buona parte dei km conclusivi. Sul Colle Pinzuto, il settore intitolato proprio a Pogačar questa settimana dopo le tre vittorie precedenti, lo sloveno ha mostrato tutto il suo repertorio tecnico tra le siepi toscane applaudite dai tifosi assiepati ai bordi del percorso.
Nei km di avvicinamento a Siena Pogačar ha alzato il ritmo e allo stesso tempo ha alzato la testa, guardando in macchina con un cenno quasi teatrale, per poi battere cinque con uno spettatore prima dell’ascesa della Via Santa Caterina. Il tutto mentre il suo vantaggio non era ancora stato scalfito. È entrato in Piazza del Campo circa un minuto prima di chiunque altro.
Alle sue spalle, Seixas ha compiuto un’ulteriore impresa individuale riuscendo a staccare Isaac Del Toro sulla salita finale della Via Santa Caterina e ad arrivare secondo, solo e fiero, sul traguardo senese. Un debutto di quelli che restano negli almanacchi per un corridore di 19 anni. Del Toro ha chiuso terzo, completando una doppietta UAE ai podi. Jan Christen ha preceduto Romain Gregoire (Groupama-FDJ United) e Gianni Vermeersch (Red Bull-Bora-Hansgrohe), mentre Tom Pidcock, protagonista di una giornata segnata da due cadute di catena nei momenti più critici, e Matteo Jorgenson (Visma-Lease a Bike) si sono staccati sulla Santa Caterina. Wout van Aert ha concluso decimo.
“Chapeau ai miei compagni di squadra, tutti hanno fatto un lavoro incredibile. È stato un onore correre con questa squadra e portare a casa la vittoria”, ha dichiarato Pogačar al termine, aggiungendo un dettaglio tattico sul momento dell’attacco: “Ho visto che Seixas inseguiva durissimo sul tratto più ripido del Sante Marie, e mi sono detto: vado a tutto al vertice e poi vedo. O viene alla mia ruota o c’è un gap. Alla fine è bastato, ho visto Isaac e Jan dietro e ho capito che potevo andare da solo.”
Se nella gara maschile il copione era atteso anche se non meno emozionante, nella Strade Bianche Donne 2026 il finale ha riservato un epilogo che pochi avrebbero immaginato alla partenza. Elise Chabbey, svizzera della FDJ United-SUEZ, ha vinto allo sprint in Piazza del Campo davanti a Kasia Niewiadoma-Phinney (Canyon-SRAM zondacrypto) e alla propria compagna di squadra Franziska Koch, che ha soffiato il terzo posto a Elisa Longo Borghini (UAE Team ADQ) nell’ultimo tornante prima del traguardo.
La giornata era partita con la favorita numero uno, Demi Vollering, in grande evidenza per la sua squadra FDJ United-SUEZ. Ma un guasto meccanico sul primo passaggio del settore Le Tolfe, e poi la clamorosa svolta di percorso errata da parte del gruppo inseguitore, hanno cambiato la storia della corsa a circa 33 km dall’arrivo. Vollering, Lotte Kopecky, Pauline Ferrand-Prévot e altri corridori hanno imboccato una strada sbagliata perdendo ogni possibilità di rientro. La squadra francese ha riorganizzato immediatamente le priorità puntando su Chabbey e Koch, già nelle posizioni di testa.
I 133 km di percorso prevedevano 31,7 km di sterrato distribuiti su 11 settori. Una caduta di massa sul lungo settore San Martino in Grania, 9,4 km, aveva già ridotto il gruppo di testa a 24 unità a metà gara. Chabbey aveva tentato una fuga sul Colle Pinzuto insieme alla polacca Dominika Włodarczyk, poi rientrata 40 km dall’arrivo da un gruppo di undici inseguitrici.
La dinamica conclusiva ha visto Longo Borghini e Niewiadoma-Phinney attaccare affiancate sul ripido Le Tolfe, il settore sterrato conclusivo a circa 14 km dall’arrivo, staccando momentaneamente le avversarie insieme ad Alison Nieuwhof-Pieterse. Le tre, però, non hanno collaborato efficacemente e il gruppo delle inseguitrici è tornato sotto. Chabbey, Magdeleine Vallières (EF Education-Oatly), Marianne Vos (Visma-Lease a Bike) e Koch si sono riportate in testa.
La situazione si è sbloccata definitivamente sulla Via Santa Caterina, la salita che porta al cuore di Siena. Niewiadoma-Phinney e Longo Borghini si sono nuovamente lanciate affiancate, ma Chabbey ha risposto colpo su colpo, ha preso la ruota delle prime due nell’ultimo tornante a destra a 450 m dall’arrivo e, accelerando in uscita di curva con traiettoria ottimale sulla discesa verso il traguardo, ha guadagnato i centimetri decisivi. Sul rettilineo finale nessuna ha potuto superarla. Koch, nel frattempo, aveva soffiato il terzo posto a Longo Borghini nell’ultimo cambio di direzione.
“Ho tante emozioni, non riesco ancora a realizzare. Mi servono giorni”, ha detto Chabbey nell’immediato post-gara, con la voce ancora rotta dallo sforzo. “Ero stata in fuga, avevo già fatto tanti sforzi, ero davvero al limite. Nella mia testa pensavo di voler mollare. Poi ho pensato a Demi che era dietro, a tutto il lavoro dei miei compagni, e mi sono detta che dovevo arrivare al traguardo. Ho tagliato il traguardo per prima e non riesco ancora a crederci.” L’intervista è stata interrotta dall’arrivo di Vollering stessa, che si è precipitata ad abbracciare la compagna nonostante la propria giornata segnata dalla sfortuna.
Ordine d’arrivo maschile (Top 6): 1. Tadej Pogačar (UAE Team Emirates-XRG); 2. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM); 3. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates-XRG); 4. Jan Christen; 5. Romain Gregoire (Groupama-FDJ United); 6. Gianni Vermeersch (Red Bull-Bora-Hansgrohe).
Ordine d’arrivo femminile (Top 4): 1. Elise Chabbey (FDJ United-SUEZ); 2. Kasia Niewiadoma-Phinney (Canyon-SRAM zondacrypto); 3. Franziska Koch (FDJ United-SUEZ); 4. Elisa Longo Borghini (UAE Team ADQ).



