Pinarello ha presentato la seconda generazione della X Series, la famiglia endurance posizionata al di sotto della ammiraglia DOGMA X. Se quest’ultima resta il progetto pensato per la prestazione pura, la X Series punta dichiaratamente su comfort, capacità di assorbimento delle vibrazioni e versatilità per affrontare uscite lunghe su fondi non sempre perfetti. La gamma si articola in cinque modelli, X9, X7, X5, X3 e X1, con prezzi che in Europa vanno da 3.200 a 11.000 euro.
Il marchio trevigiano non ha toccato la geometria, che resta più alta e più lunga rispetto alla DOGMA X, ma ha rivisto in profondità tutto ciò che la circonda: una nuova evoluzione del sistema X-Stays, layup in carbonio differenziati a seconda del modello, un reggisella con flessione controllata, un vano di carico ricavato nel tubo obliquo, un nuovo cannotto sterzo e, soprattutto, spazio per montare copertoni sensibilmente più larghi. L’omologazione fino a 40 mm allarga in modo netto il raggio d’azione della bici, senza per questo trasformarla in una gravel.
X-Stays 2.0: il doppio forcellino evolve
Uno degli elementi più riconoscibili della gamma resta il sistema X-Stays, lo stesso concetto impiegato anche sulla DOGMA X. Nella nuova generazione arriva una versione 2.0, costituita da forcellini a doppio braccio superiore con quattro punti di connessione, e con gli ancoraggi riposizionati più in basso rispetto al passato.
Secondo Pinarello questa configurazione consente una dispersione più efficiente delle vibrazioni provenienti dall’asfalto, mentre la posizione più bassa del punto di connessione riduce il rimbalzo della struttura dopo l’assorbimento di un impatto, per un comportamento più controllato. Non si tratta quindi di una sospensione vera e propria, ma dello sfruttamento della struttura stessa e della flessione controllata del telaio per filtrare parte delle asperità che arrivano al ciclista.
Tre tipologie di carbonio in base al modello
La differenziazione tra le cinque versioni della nuova X Series passa anche dal carbonio impiegato in ciascun telaio. X9 e X7 utilizzano fibra Torayca T900, layup con cui il marchio cerca un equilibrio tra reattività, peso e capacità di assorbimento delle vibrazioni.
X5 e X3 passano al carbonio T700, ottimizzato per mantenere una buona risposta strutturale garantendo però una maggiore capacità di smorzamento. Il modello X1, infine, adotta una struttura T600 con finitura unidirezionale, che privilegia ulteriormente la compliance verticale e il comfort.
Reggisella con 10 mm di flessione
Al lavoro degli X-Stays si affianca un nuovo reggisella adattivo, progettato per offrire fino a 10 mm di flessione longitudinale. Secondo Pinarello, questa soluzione risulta più leggera ed efficiente rispetto a quella utilizzata sulla generazione precedente per assorbire impatti e vibrazioni. Reggisella e X-Stays lavorano insieme per isolare il ciclista dalle irregolarità del fondo senza ricorrere a sistemi di sospensione meccanica, con l’obiettivo dichiarato di ridurre l’affaticamento accumulato nelle uscite più lunghe.
Vano portaoggetti integrato nel tubo obliquo
Una delle novità più legate all’uso su lunga distanza è il vano di carico integrato nel tubo obliquo. Uno sportello consente l’accesso all’interno del telaio, dove Pinarello ha inserito una piccola sacca dedicata in cui trasportare attrezzi, camere d’aria, alimentazione o altri oggetti essenziali. La soluzione evita il ricorso a borse esterne e mantiene pulita l’estetica del mezzo, mentre la bici guadagna autonomia sulle percorrenze più lunghe.
Nuovo cannotto sterzo ellittico e cablaggio integrato
I modelli X9, X7, X5 e X3 adottano un nuovo cannotto sterzo a sezione ellittica che consente l’integrazione completa del cablaggio anteriore. Pinarello non presenta la modifica come una semplice questione estetica: la nuova costruzione punta ad aumentare la rigidità torsionale e la precisione dell’avantreno, con l’obiettivo di una sterzata più precisa e stabile, in particolare nelle discese lunghe o sui fondi deteriorati.
Fa eccezione l’X1, modello entry level che conserva l’architettura del telaio della generazione precedente, scelta compiuta da Pinarello per mantenere la piena compatibilità con i gruppi meccanici tradizionali.
Fino a 40 mm di clearance: si allarga il campo d’azione
Il cambiamento più significativo di questa generazione riguarda l’aumento della clearance per i copertoni, che arriva a 40 mm. Si tratta di una misura particolarmente generosa per una bici da strada e consente l’utilizzo di copertoni tubeless ad alto volume, con benefici in termini di grip, controllo e assorbimento. La configurazione apre inoltre la possibilità di affrontare fondi stradali molto deteriorati e persino semplici sterrati, a seconda del copertone montato: un avvicinamento evidente verso l’ambito all-road, pur restando una piattaforma orientata alla strada. Il telaio è inoltre compatibile con lo standard SRAM UDH.
La geometria resta invariata
Nonostante il numero di modifiche introdotte, Pinarello ha scelto di mantenere la geometria della generazione precedente. La X Series continua a utilizzare una posizione più alta e più lunga rispetto alla DOGMA X, cercando un equilibrio tra efficienza e comfort nelle uscite prolungate.
Fausto Pinarello, presidente dell’azienda, ha spiegato che l’obiettivo di questa nuova generazione è stato rispondere alle esigenze dei ciclisti che affrontano lunghe uscite su strade reali, aumentando comfort e assorbimento delle vibrazioni senza sacrificare la prestazione. Secondo il marchio, soluzioni come il vano di carico nel tubo obliquo, il nuovo cannotto sterzo ellittico e il reggisella adattivo permettono alla bici di affrontare percorsi più lunghi e fondi più irregolari mantenendo il carattere della gamma.
Sul fronte estetico, l’X9 sarà disponibile nella colorazione Shadow Violet, l’X7 in Atlas Glow e Titan Pulse, l’X5 in Iron Blue e Amber Trace, l’X3 in Interstellar Alloy e Element Black, l’X1 in Racing Red e Racing Black.
Con questa seconda generazione, Pinarello porta la sua gamma endurance verso un concetto decisamente più versatile. La clearance da 40 mm, il vano di carico integrato e il lavoro specifico sull’assorbimento affidato agli X-Stays 2.0 e al nuovo reggisella ampliano il raggio d’azione della X Series, mentre la geometria invariata preserva il carattere che ha sempre distinto questa famiglia nel catalogo del marchio italiano.
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