Parigi Brest Parigi 2027
Il nuovo percorso della PBP del prossimo anno e qualche curiosità sulla manifestazione ciclistica più vecchia del mondo!
Ciao a tutti amici di gravelnews.it!
Oggi mettiamo da parte per un attimo il polveroso mondo delle strade bianche per parlare di un monumento assoluto del ciclismo, quella che molti definiscono l’Olimpiade del Cicloturismo: la Parigi-Brest-Parigi (PBP).
L’occasione è ghiotta perché sono appena state rilasciate le prime anticipazioni sulla 21ª edizione, che si terrà dal 22 al 27 agosto 2027. E lasciatemelo dire: le novità sono tantissime e renderanno questa edizione davvero iconica.
Un po’ di Storia: Dove tutto ebbe inizio
La Parigi-Brest-Parigi non è una semplice corsa; è un vero e proprio viaggio nel tempo. Definirla “storica” è quasi riduttivo: nata nel 1891 da un’intuizione di Pierre Giffard, caporedattore del Petit Journal, la PBP è la manifestazione ciclistica più antica ancora in corso, precedendo di ben dodici anni la nascita del Tour de France.
All’epoca, l’obiettivo era quasi filosofico: testare la resistenza estrema dell’essere umano e l’affidabilità dei mezzi meccanici. Parliamo di pionieri che affrontavano strade sterrate e fangose su biciclette che oggi definiremmo dei veri “cancelli” d’acciaio: mezzi da oltre 20 kg, privi di cambi di velocità e con sistemi frenanti rudimentali.
Curiosità dal passato:
Charles Terront: Fu il primo vincitore. Pedalò per 71 ore e 22 minuti praticamente senza dormire, diventando una sorta di divinità laica in Francia.
Il Dolce PBP: Lo sapevate che il celebre dolce Paris-Brest (quella corona di pasta choux ripiena di crema pralinata) fu creato nel 1910 proprio in onore della corsa? La sua forma circolare richiama, non a caso, una ruota di bicicletta.
Dai Pro ai Randonneur: Fino al 1951 era una gara per professionisti. Oggi è il tempio dei randonneur, dove l’unico avversario è il cronometro che scorre inesorabile verso le 90 ore massime consentite.
PBP 2027: Cosa cambia?
Dimenticate (in parte) i percorsi fotocopia delle ultime edizioni. L’organizzazione ha deciso di rimescolare le carte per rendere l’esperienza più sicura e, incredibilmente, ancora più scenografica.
1. Un nuovo anello in Bretagna
Per la prima volta, il passaggio in Bretagna avverrà con un anello in senso orario. Questa scelta tecnica è fondamentale: serve a ridurre gli attraversamenti stradali e a non far incrociare i flussi di chi va verso Brest con chi sta già tornando. Più sicurezza per gli 8.000 partecipanti previsti e meno stress nella gestione dei flussi.
2. Passaggi da cartolina: Mont-Saint-Michel e Chartres
Questa è la notizia che ha fatto saltare sulla sella tutti gli appassionati. Il percorso 2027 includerà un passaggio con vista spettacolare sul Belvedere del Mont-Saint-Michel. Immaginate di pedalare nel silenzio della notte o all’alba con la sagoma dell’abbazia che si staglia all’orizzonte... roba da brividi. Inoltre, il ritorno passerà da Chartres, celebre per la sua cattedrale gotica, aggiungendo un tocco artistico e spirituale a una prova di resistenza pura.
3. I Checkpoint: Vecchie certezze e nuove sfide
Il percorso misurerà poco più di 1200 km con partenza e arrivo confermati nel parco del castello di Rambouillet.
Ecco la mappa dei controlli per il 2027:
🆕 5 Nuovi Checkpoint: Pontivio, Pleyben, Callac, Belvedere del Mont-Saint-Michel e Chartres.
📍 Confermati: Rambouillet, Mortagne-au-Perche, Villaines-la-Juhel, Fougères, Tinténiac, Brest e Loudéac.
Spazio alle Donne: Il Gruppo F
Una bellissima notizia riguarda l’inclusività: per la PBP 2027 dovrebbe essere previsto un Gruppo F riservato esclusivamente alle donne. Attenzione: non è un obbligo. Le randonneuses potranno continuare a partire nei gruppi misti come sempre, ma chi lo desidera potrà scegliere di iniziare questa avventura insieme ad altre donne, creando una sottotrama di solidarietà e condivisione tutta al femminile.
Considerazioni da “Tecnology Addict”
Come sapete, qui a gravelnews.it siamo fissati con i materiali. La PBP 2027 sarà, come sempre, il banco di prova per borse da bikepacking ultra-light, sistemi di illuminazione a dinamo sempre più efficienti e telai (spesso in acciaio o titanio) pensati per assorbire le vibrazioni di 1200 km di asfalto non sempre perfetto.
L’introduzione di nuovi tratti più panoramici potrebbe significare anche qualche variazione nel dislivello complessivo, che solitamente si aggira intorno agli 11.000-12.000 metri. Sarà interessante vedere se il nuovo anello bretone presenterà le classiche “cotes” spaccagambe o tratti più scorrevoli.
Voi cosa ne pensate? Il fascino del Mont-Saint-Michel vi ha già convinto a iniziare il lungo percorso di qualificazione (i famosi brevetti da 200, 300, 400 e 600 km)?




