Oregon Trail
Al via la settima edizione della celebre gara gravel a tappe
Prende il via oggi, mercoledì 8 luglio, la settima edizione dell’Oregon Trail Gravel Grinder, la corsa a tappe che negli ultimi sette anni si è imposta come uno degli appuntamenti più competitivi del gravel nordamericano. La regione delle Cascade dell’Oregon centrale ospiterà cinque giorni di gara, da mercoledì a domenica.
Una gara nata nel 2019, oggi riferimento del West Coast
L’Oregon Trail Gravel Grinder ha debuttato nel 2019 e da allora è cresciuta fino a diventare, secondo gli organizzatori, forse la corsa gravel più competitiva della costa occidentale degli Stati Uniti. L’edizione 2026 prevede cinque giorni di gara con circa 300 atleti al via, impegnati su un percorso complessivo di circa 539 chilometri e oltre 9.400 metri di dislivello positivo, interamente su strade sterrate e forestali tra Sisters e Bend.
La corsa è organizzata in formula fully supported: ogni sera i partecipanti troveranno tende da campeggio allestite e pasti gourmet, un modello che la distingue dalla maggior parte degli eventi gravel nordamericani, tipicamente organizzati in giornata unica.
Dall’organizzazione dell’evento viene sottolineata la particolarità del formato a tappe: al mondo esistono solo poche corse gravel strutturate su più giorni, alcune in Africa e alcune in Europa, un fattore che rende l’Oregon Trail un unicum nel panorama nordamericano.
L’evento prevede categorie professionisti, master, open e junior.
Il percorso: la Pioneer Route
La settima edizione ripartirà da Sisters Middle School domani e si concluderà domenica al Seventh Mountain Resort, a sud-ovest di Bend. Le cinque tappe della Pioneer Route sono così articolate.
Tappa 1, Sisters–McKenzie: 132 chilometri, 2.105 metri di dislivello.
Tappa 2, McKenzie–Oakridge: 117 chilometri, 2.318 metri di dislivello.
Tappa 3, cronometro di Oakridge: 43 chilometri, 794 metri di dislivello.
Tappa 4, Oakridge–Gilchrist: 137 chilometri, 3.316 metri di dislivello.
Tappa 5, Gilchrist–Bend: 107 chilometri, 974 metri di dislivello.
Secondo quanto riportato dal sito ufficiale della corsa, l’edizione 2026 torna alle origini con un percorso in senso antiorario, che riporta al centro della scena le grandi salite di montagna. Gli organizzatori indicano che i corridori dovranno affrontare ascese lunghe e un terreno impegnativo, in un formato di gara che premia gli scalatori puri, con la quarta tappa chiamata ancora una volta a incidere in modo determinante sulla classifica generale.
Dal ciclismo su strada al gravel
L’organizzazione dell’Oregon Trail Gravel Grinder ha alle spalle un passato nella Cascade Cycling Classic, storica corsa a tappe su strada che per 39 anni ha animato l’Oregon centrale prima di interrompersi nel 2019 (sopravvive tuttora la sola prova in linea Cascade Cycling Classic Criterium, disputata a Bend negli ultimi tre anni). Il passaggio al gravel viene motivato dalla volontà di evitare le complicazioni logistiche tipiche delle corse su strada, a partire dalla gestione del traffico veicolare nell’area.
Dagli organizzatori viene evidenziato come l’Oregon Trail abbia ormai soppiantato la Cascade Cycling Classic come corsa ciclistica più prestigiosa dello stato, vantando uno dei gruppi professionistici più competitivi dell’intera costa occidentale. Una tendenza che riflette, secondo quanto dichiarato dall’organizzazione, il sorpasso del gravel sul ciclismo su strada come disciplina più popolare del ciclismo agonistico in Nord America, dove il ritorno del ciclismo su strada tradizionale appare ormai un’ipotesi remota.
La società organizzatrice, Breakaway Promotions, gestisce anche altri due eventi di un giorno nella regione: il Gorge Gravel Grinder, in aprile a Dufur, e il Cascade Gravel Grinder, tra fine maggio e inizio giugno a Sisters.
L’Oregon Trail si svolge quasi interamente fuori dai centri abitati, sfruttando vecchie strade forestali e di servizio immerse nei boschi, dove nell’arco di un’intera giornata di gara si incontrano al massimo tre o quattro automobili. Un aspetto che, secondo l’organizzazione, riduce lo stress organizzativo legato alla chiusura delle strade e favorisce il sostegno delle comunità locali, non gravate dai disagi tipici di un evento di questa portata.
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