Open WI.DE. 2.0
La gravel svizzera che sfida ogni confine con pneumatici da 66mm
Mentre Sea Otter Classic 2026 era ancora caldo dal dibattito attorno alle ruote da 32 pollici, Open Cycle ha scelto di percorrere una strada completamente diversa. Il marchio svizzero, fondato da Gerard Vroomen, già co-fondatore di Cervélo, e Andy Kessler, ex CEO di BMC, ha presentato a Monterey la seconda generazione del suo WI.DE., una bicicletta gravel che ridefinisce il concetto stesso di clearance per pneumatici. Il risultato è una macchina capace di montare gomme fino a 700×66mm (equivalenti a 29×2,6 pollici), dimensioni che appartengono tradizionalmente al mondo della mountain bike da cross-country.
Il nome WI.DE. è un acronimo che sta per “Winding Detours”, percorsi tortuosi: un nome programmatico per una bicicletta che sin dalla sua prima versione, nel 2019, aveva fatto parlare di sé per le clearance da 61mm — all’epoca considerate eccessive. A distanza di sette anni, quel valore è diventato il punto di partenza per la versione 2.0, che alza ulteriormente l’asticella.
Il punto di partenza: i pneumatici, non il telaio
La filosofia progettuale di Open è rimasta invariata rispetto alla prima generazione. I tecnici svizzeri non hanno disegnato un telaio per poi adattarvi le gomme, bensì hanno scelto prima il pneumatico, il più voluminoso tecnicamente praticabile e hanno poi costruito la geometria attorno ad esso. Passare da 50 a 66mm di sezione significa quasi raddoppiare il volume d’aria interno al copertone: una variazione che si traduce in vantaggi concreti in termini di trazione, comfort e resistenza al rotolamento sui terreni più sconnessi.
Per ottenere questo risultato senza compromettere la rigidità e la compattezza del triangolo posteriore, Open ha adottato un sistema di “doppio chainstay abbassato” , il cosiddetto “double chainstay drop”, he deriva dall’originale singolo chainstay abbassato introdotto con il modello U.P. nel 2016. Questo espediente costruttivo libera spazio attorno al movimento centrale e ai foderi, consentendo il passaggio di pneumatici altrimenti incompatibili con una geometria da bicicletta da strada.
La scelta comporta però una conseguenza diretta: il WI.DE. 2.0 è progettato esclusivamente per trasmissioni monocorona, eliminando la compatibilità con la doppia. Chi desideri comunque disporre di due rapporti può ricorrere al sistema Classified, che trasferisce il cambio al mozzo posteriore mantenendo pulita la zona del movimento centrale.
Geometria A.I.R. e aggiornamenti strutturali
Open definisce la propria filosofia geometrica con l’acronimo A.I.R. — Agile, Integrated, Refined, un approccio che mira a replicare la reattività di una bicicletta da strada anche montando pneumatici di grande sezione. La versione 2.0 porta con sé alcune modifiche significative rispetto alla prima generazione. I foderi sono stati allungati da 420 a 440mm su tutte le taglie, mentre il passo cresce di 41mm fino a raggiungere 1.055mm sulla taglia media. Gli angoli di sterzo e sella rimangono sostanzialmente invariati, mentre lo stack aumenta leggermente, regalando una posizione in sella leggermente più eretta. Il tubo sterzo è più profondo rispetto al predecessore e le forme dei tubi sono angolate con un occhio all’aerodinamica.
Un dettaglio tecnico interessante riguarda la geometria dello sterzo: al crescere della sezione del pneumatico aumenta proporzionalmente il trail, garantendo così una stabilità adeguata indipendentemente dalla gomma montata, senza necessità di interventi sulla bicicletta.
Il cockpit integrato e le soluzioni portaoggetti
Il WI.DE. 2.0 monta di serie il sistema Open B.A.R., un manubrio-attacco monoblocco integrato disponibile in dieci larghezze diverse. La lunghezza è regolabile di 15mm in passi da 5mm, consentendo una messa a punto della posizione più precisa rispetto ai sistemi tradizionali. Il reggisella è da 27,2mm di diametro rotondo, scelta che rende compatibile l’installazione di reggisella telescopici e facilita la sostituzione con componenti aftermarket.
Sul fronte dei punti di ancoraggio, il WI.DE. 2.0 è il modello Open con il maggior numero di soluzioni cargo mai proposto dalla casa svizzera. La forcella è la nuova U-Turn AC/DC+ (Aero Cargo Double Combo), che unisce in un unico componente le caratteristiche aerodinamiche e quelle cargo: è possibile ancorare borse direttamente ai foderi della forcella o utilizzare i tradizionali portaborracce. Il telaio dispone di attacchi diretti per borse da telaio, due vani interni nel tubo obliquo con sistema di chiusura Fidlock, rivnuts sotto il movimento centrale, due punti di ancoraggio sul tubo orizzontale nelle vicinanze dell’attacco manubrio e un terzo vicino al tubo sella. Il movimento centrale è filettato T47, scelta che garantisce semplicità di manutenzione e resistenza agli agenti atmosferici. Il gancio cambio è UDH e il passaggio cavi è interno.
Compatibilità e trasmissioni
I gruppi compatibili includono Shimano GRX, SRAM AXS nelle versioni precedenti (escluse le varianti Transmission e XPLR con UDH) e Campagnolo Ekar. Per chi sceglie le bici complete, Open propone due allestimenti: SRAM Force AXS abbinato a ruote Zipp XPLR, oppure la configurazione top di gamma con SRAM Red AXS sempre su ruote Zipp XPLR.
Prezzi e disponibilità
Il WI.DE. 2.0 sarà disponibile in tre versioni di telaio: grezzo pronto per la verniciatura a 3.200 dollari/euro, raw “ready-to-paint” a 3.500 dollari/euro e verniciato a 4.000 dollari/euro.
Le bici complete sono offerte rispettivamente a 8.000 dollari/euro (SRAM Force AXS/Zipp XPLR) e 10.200 dollari/euro (SRAM Red AXS/Zipp XPLR).
Una nuova categoria?
La domanda che il WI.DE. 2.0 pone al mercato è genuinamente interessante: esiste spazio per una bicicletta gravel con pneumatici da 66mm, o si tratta di una sovrapposizione con il mondo della mountain bike hardtail da manubrio drop? Open sostiene di aver costruito una macchina per terreni che altri costruttori non considererebbero percorribili con una bicicletta a manubrio drop, pur mantenendo la reattività e l’efficienza tipica di una gravel performante.
Con il mercato che converge sempre più su sezioni da 50mm come nuovo standard, e con eventi come The Traka e Gravel Burn che spingono i ciclisti verso setup sempre più estremi, il posizionamento del WI.DE. 2.0 appare tutt’altro che campato in aria. Se rappresenti una nuova categoria o rimanga una proposta di nicchia per utenti particolarmente esigenti, lo dirà il tempo e il fondo sterrato sotto le ruote.





