Onguza Bliksem
Il futuro del gravel viene dall'Africa
Dal sud dell’Africa arriva una delle storie più singolari del ciclismo contemporaneo. Dan Craven, ex professionista namibiano, ha costruito una manifattura di telai in acciaio nel cuore dell’Africa australe. Ora lancia il Bliksem, il suo primo frameset gravel personalizzabile a prezzo competitivo.
Omaruru è una piccola città polverosa ai margini del deserto namibiano. Non è esattamente il posto che ci si aspetta di trovare una delle produzioni di biciclette in acciaio più interessanti del panorama ciclistico mondiale.
Eppure è proprio qui, a circa 250 chilometri dalla capitale Windhoek, che Dan Craven ha fondato Onguza nel 2018, trasformando una visione personale in qualcosa di molto più grande: un progetto industriale, sociale e sportivo insieme.
Craven non è un imprenditore qualunque. Nato e cresciuto in Namibia, ha percorso una traiettoria ciclistica di tutto rispetto: ha militato nel team Rapha-Condor in Gran Bretagna tra il 2009 e il 2010, ha gareggiato in circa 44 paesi e ha preso parte a due edizioni dei Giochi Olimpici. Nel 2012 ha vinto la categoria solitaria della Desert Dash, completando i 340 chilometri di quella massacrante gara nel deserto in sella a una bicicletta in acciaio che aveva costruito lui stesso dopo aver frequentato un corso di framebuilding. Un dettaglio che non è casuale: è lì che tutto ha avuto inizio.
L’acciaio come scelta, non come compromesso
Uno dei fronti su cui Craven combatte con più determinazione è quello culturale. La percezione dell’acciaio nel mondo del ciclismo moderno è spesso distorta, ancorata a un immaginario di bici pesanti e antiquate. “Ci ho messo un po’ a capire che quando la gente sentiva ‘bici in acciaio’, pensava a qualcosa che avrebbe potuto correre Greg LeMond, non a una bicicletta moderna,” ha dichiarato il fondatore di Onguza. “Rispetto a una bici in carbonio pesa un po’ di più, ma è comunque leggera. Non starei costruendo una casa produttrice di biciclette in acciaio se i miei telai pesassero come un cancello di una fattoria.”
La questione non è solo tecnica, è anche geografica. La Namibia è un paese di artigiani per necessità — l’isolamento ha storicamente sviluppato una cultura della costruzione e della riparazione — ma raramente questa manifattura locale si è tradotta in prodotti ad alto valore riconosciuto sul mercato internazionale. Onguza nasce anche per ribaltare questo paradigma.
La genesi: due operai, due groupset SRAM e un’idea
Il racconto delle origini di Onguza passa attraverso due nomi: Sakeus Nkolo e Petrus Mufenge, due lavoratori agricoli namibiani che Craven ha incontrato e in cui ha visto un potenziale inespresso. “Sono creativi, affidabili, abili con le mani, ma con il loro background storico e il livello di istruzione a disposizione, le opportunità lavorative erano estremamente limitate,” ha spiegato Craven.
“Nel 2017 ho iniziato a formarli. SRAM ci ha donato due groupset e loro hanno costruito le proprie biciclette in acciaio, che ancora oggi usano per venire al lavoro da Onguza, dove sono master builder e co-proprietari.”
È un dettaglio che dice molto sull’identità dell’azienda: non una charity mascherata da brand, ma una struttura produttiva in cui la partecipazione è reale. Oggi Onguza conta sei dipendenti e, dal 2018 a oggi, ha prodotto 108 telai interamente in-house.
Nel 2018, al momento del lancio ufficiale, Onguza proponeva frameset con geometria completamente personalizzata a 4.100 dollari. Un prodotto straordinario nella sua proposta, ma difficilmente scalabile e incompatibile con una rete distributiva tradizionale. Serviva un cambiamento di approccio.
Bliksem: personalizzazione su base standardizzata
Il 12 settembre 2025 Onguza ha presentato il Bliksem, il primo frameset gravel dell’azienda costruito su geometria standardizzata ma con un ampio margine di personalizzazione. Il nome — che in afrikaans significa “fulmine” — riassume bene l’intenzione progettuale: una bici gravel orientata alla velocità, ma capace di affrontare anche terreni impegnativi.
Dal punto di vista costruttivo, il Bliksem è realizzato interamente a mano con una combinazione di tubi Columbus Life e Zona, uniti con la tecnica del fillet brazing dopo la mitratura manuale. I bosses per i freni a disco sono in acciaio inox flat-mount, una scelta che mira a contenere l’usura nel tempo sui punti di contatto. Il passacavi interno è reso possibile da un movimento centrale T47, che consente tre diverse configurazioni di routing su un unico telaio. La clearance pneumatici arriva a 50 millimetri: sufficiente per un utilizzo gravel-plus su qualsiasi tipo di fondo.
La geometria è leggermente aggressiva, pensata per chi cerca performance senza rinunciare alla versatilità. Attacchi aggiuntivi per portaborracce, portapacchi e borse sono disponibili su richiesta.
Sul fronte estetico, Onguza offre 18 colori per il telaio e 10 per il wordmark, per un totale di 179 combinazioni ispirate ai paesaggi e alla cultura namibiana. La verniciatura avviene direttamente in sede, in una cabina di verniciatura installata nell’officina di Omaruru.
Prezzi e distribuzione: una logica nuova
Il prezzo base del frameset Bliksem è fissato a 3.032 dollari, IVA locale esclusa. La cifra include spedizione, dazi doganali e tasse di importazione verso qualsiasi destinazione nel mondo — una scelta di trasparenza commerciale non scontata per un’azienda che opera da un paese africano. “Abbiamo dovuto includere la spedizione gratuita verso qualsiasi parte del mondo perché acquistare qualcosa dalla Namibia è probabilmente un’operazione ancora ignota per molti,” ha spiegato Craven.
Per supportare questo modello, il sito di Onguza è stato completamente ridisegnato con uno strumento di configurazione del frameset che genera un preventivo quanto più preciso possibile in base alle personalizzazioni scelte e alla posizione geografica dell’acquirente.
L’altra novità riguarda la distribuzione. La natura completamente su misura dei prodotti precedenti aveva di fatto impedito qualsiasi partnership con i rivenditori. Il Bliksem, con la sua base geometrica standardizzata, apre invece alla collaborazione con negozi selezionati: Onguza vende il frameset personalizzato al rivenditore, che può assemblare la bici completa e aggiungere il proprio margine. La vendita diretta rimane attiva, ma chi si trova nella stessa città di un dealer partner viene indirizzato verso di esso.
Cosa arriverà dopo
Il catalogo Onguza è destinato a crescere. Craven ha anticipato il lancio del Bundu, un gravel bike dalla postura più eretta e meno racing-oriented, dotato di forcella in carbonio con correzione per sospensioni, compatibile quindi con l’installazione di una forcella gravel con ammortizzatore. Per il 2026 sono previsti anche una bici da strada con clearance da 40 millimetri e una hardtail da mountain bike.
“Se Onguza riesce a costruire biciclette in una piccola città polverosa ai margini del deserto nell’Africa meridionale,” ha concluso Craven, “credo che possiamo motivare altre persone in altri luoghi insoliti a esplorare quello che possono offrire al mondo.”





