La quinta frazione del Nedbank Gravel Burn 2026 ha regalato oltre due ore di pura adrenalina lungo i 128 chilometri che separavano l’oasi di Marino da Guanishi, nell’estremità sud-orientale del Great Karoo. Una tappa all’apparenza scorrevole e velocissima, caratterizzata da un profilo altimetrico prevalentemente favorevole e un dislivello positivo limitato a soli 1.500 metri, che si è trasformata in un vero e proprio terreno di caccia per i cronoman e i velocisti del gravel internazionale.
Il capolavoro tattico della Toyota-Specialized
Fin dal km zero la gara maschile è esplosa in un susseguirsi di scatti. Con la classifica generale ancora apertissima, guidata da Matt Beers con appena 32 secondi su Filippo Colombo e 51 su Tristan Nortje, le occasioni per ribaltare la corsa cominciavano a scarseggiare.
Dopo 50 chilometri corsi a ritmi forsennati, la corsa ha visto la prima vera fuga di giornata: Lawrence Naesen, Jasper Ockeloen, Eddie Luus e Daniel Lobsha hanno unito le forze riuscendo a guadagnare fino a 80 secondi di margine sul gruppo. Nel plotone dei migliori, tuttavia, la reazione non si è fatta attendere. Sotto la spinta costante di Jörg Egger, il divario si è progressivamente assottigliato fino ad annullarsi completamente sulle rampe della salita chiave di giornata,il Toyota Power Climb.
Lì si è formata la selezione decisiva: sei uomini al comando negli ultimi 18 chilometri, compresi il leader della generale Matt Beers, l’inseguitore Filippo Colombo e una schiera di quattro atleti della Toyota-Specialized-Imbuko. Proprio quando il finale sembrava scritto, una tremenda caduta in discesa ha tolto dai giochi Marco Eicker, costringendolo al ritiro e riducendo il gruppo di testa a soli cinque elementi.
Nello sprint ristretto a cinque, Travis Steedman ha piazzato la stoccata vincente per il secondo giorno consecutivo,facendo valere il suo spunto veloce e battendo il compagno di squadra Jaden Turlo e Filippo Colombo. Un podio che testimonia il dominio di squadra della Toyota-Specialized-Imbuko, mentre in ottica classifica generale Matt Beers ha controllato ogni mossa di Colombo, mantenendo intatti i suoi 32 secondi di vantaggio alla vigilia delle battaglie finali.
Haley Pin concede il bis in uno sprint regale
Spettacolo e grandi manovre tattiche non sono mancate neppure nella prova femminile, dove la leader Nienke Lank partiva con un margine di 56 secondi su Haley Pin e oltre quattro minuti su Clara Koppenberg.
A scuotere la gara ci ha pensato la campionessa svedese gravel Natalie Eklund, autrice di un coraggioso attacco solitario che l’ha portata ad accumulare fino a 70 secondi di vantaggio. Il gruppo delle favorite ha però gestito le energie con grande lucidità, lasciando la battistrada a bagnomaria per poi riassorbirla proprio all’imbocco del Toyota Power Climb, ai -23 km dall’arrivo.
Lungo la salita, il cambio di passo delle migliori ha frantumato il gruppo. In cima sono rimaste solo le tre regine della generale: Clara Koppenberg, Haley Pin e la maglia arancione Nienke Lank. Nel finale pianeggiante le tre hanno collaborato per scavare un solco incolmabile dietro di loro, arrivando a giocarsi la vittoria allo spunto finale.
In una volata a tre senza storia, l’africana Haley Pin ha fatto valere la sua potenza, conquistando il suo secondo successo personale in questo Gravel Burn 2026 davanti a Lank e Koppenberg. Un risultato che le regala il gradino più alto del podio di giornata, ma che sorride anche a Nienke Lank, saldamente al comando della generale e sempre più vicina all’incoronazione finale.
Sostieni gravelnews.it con una donazione o condividi l’articolo. Grazie!
Se non l’hai ancora fatto iscriviti alla nostra newsletter per ricevere tutti gli aggiornamenti dal mondo del gravel, del bikepacking, della MTB e di tutto quello che è sterrato!


