Migration Gravel Race 2026
Quattro tappe, 650 chilometri e i Cinque Grandi della fauna africana
Domani, 16 giugno 2026, prende il via dalla Maasai Mara la sesta edizione della Migration Gravel Race, la corsa a tappe su sterrato che si svolge in uno degli scenari naturali più spettacolari e selvaggi del pianeta. Quattro giorni di gara ad alta intensità attraverso i sentieri della riserva keniota, considerata da molti osservatori la corsa gravel più dura e più estrema al mondo.
L’evento è un progetto dell’AMANI Project, un’iniziativa dutch-africana fondata dall’avvocato e proprietario di negozio di biciclette Mikel Delagrange, nata con l’obiettivo di abbattere le barriere che impediscono ai ciclisti dell’Africa orientale di accedere ai circuiti professionistici internazionali. La corsa è diventata nel tempo qualcosa di più di una semplice competizione sportiva: è un progetto di sviluppo territoriale e sociale, costruito in stretta collaborazione con la comunità Maasai, con l’obiettivo di creare occupazione locale e valorizzare le persone del posto agli occhi dei visitatori internazionali.
Il percorso: due opzioni per un unico scenario
I partecipanti possono scegliere tra due tracciati. Il Percorso Leopard rappresenta il tracciato tradizionale della corsa: 650 chilometri con oltre 8.000 metri di dislivello positivo. Il Percorso Zebra percorre lo stesso territorio ma con distanze e dislivelli ridotti: 475 chilometri e circa 4.000 metri di salita. Il Percorso Zebra non è competitivo e non prevede classifiche né premi.
Il tracciato si sviluppa su single track, piste per animali, argilla rossa e ghiaia dura compatta, a un’altitudine media di 1.900 metri, attraversando villaggi Maasai, pianure aperte, fiumi, montagne e territori di grandi animali selvatici. La presenza di ranger a supporto della carovana garantisce la sicurezza dei concorrenti lungo tutto il percorso.
Tappa per tappa: dalla pianura alle colline Loita
La Tappa 1 (Leopard: 134 km, 660 metri di dislivello; Zebra: 81 km, 460 metri) introduce i concorrenti alle grandi pianure aperte della Mara. I ciclisti si muovono tra recinzioni e piste battute dal bestiame e dalla fauna selvatica, attraversando zone agricole. Con il progredire della giornata, il vento di prua sulle pianure aperte — soprannominato «le Montagne Olandesi» — si intensifica progressivamente. L’idratazione e la resistenza diventano fattori critici con l’aumento del caldo e del vento nel pomeriggio.
La Tappa 2 (Leopard: 144 km, 1.690 metri; Zebra: 111 km, 970 metri) è l’ex tappa regina della corsa, riconfigurata nel percorso 2025. La tappa include la salita iconica del Mlima wa Shetani, seguita dalla tecnica discesa di Lachy’s Delight su single track, e il percorso si addentra nella Savage Garden della foresta di Loita, con la possibilità di incontrare elefanti lungo il tracciato. Il terreno in argilla nera può diventare particolarmente insidioso in caso di pioggia.
La Tappa 3, la nuova tappa regina (Leopard: 158 km, 2.490 metri; Zebra: 132 km, 1.880 metri), promette ritmi più elevati rispetto alla seconda giornata. Il tracciato si apre sulla savana con ghiaia nera compatta che permette velocità maggiori. Il percorso attraversa pianure ricche di fauna selvatica — gnu, zebre e gazzelle sono presenze abituali — ma richiede attenzione ai ponti sui corsi d’acqua, spesso posizionati al termine di discese veloci e caratterizzati da avvallamenti nascosti.
La Tappa 4 (Leopard: 181 km, 1.980 metri; Zebra: 120 km, 1.260 metri) è la conclusione del viaggio. I corridori affrontano un’ultima salita nelle colline Loita prima di scendere verso le pianure della Mara, alternando salite dure e discese fluide e veloci. L’ultima sezione attraversa le pianure aperte della savana prima del rientro al campo base, con incontri ravvicinati con la fauna selvatica come cornice scenografica del gran finale.
Un doppio appuntamento: Safari Gravel Race come preludio
Per i partecipanti alla MGR 2026 era disponibile la possibilità di iscriversi contestualmente anche alla Safari Gravel Race, gara UCI Gravel World Series Qualifier disputatasi tra il 12 e il 14 giugno nei dintorni dell’Hell’s Gate National Park a Naivasha, a circa un’ora e mezza da Nairobi. I 120 chilometri con 1.200 metri di dislivello della Safari hanno offerto un’utile acclimatazione all’altitudine prima del trasferimento verso la Mara.
Il programma della settimana
Ieri, 15 giugno, i partecipanti si sono radunati al Two Rivers Hotel di Nairobi per il trasferimento in 4x4 verso il basecamp nella Maasai Mara, con arrivo previsto per le 13:00 locali. Nel pomeriggio si è tenuto il classico «Leg Stretcher», la pedalata di ricognizione che permette ai concorrenti di ambientarsi nel territorio e fare le prime fotografie agli animali selvatici, seguita dal briefing obbligatorio di gara alle 18:00. Da domani mattina, con partenza alle 8:30, la corsa entra nel vivo.
Un progetto che guarda oltre la gara
Tra i nomi di spicco che hanno partecipato nelle edizioni precedenti figura Lachlan Morton, il leggendario specialista dell’ultra-endurance, che ha già preso parte per due volte alla MGR e che era atteso al via anche nel 2026. L’americana Sarah Sturm e Matty Nutt si sono distinte nel settore femminile nelle edizioni passate, mentre Betsy Welch — ciclista e giornalista — ha contribuito a far conoscere l’evento a livello internazionale.
Alla sua quarta edizione, il ciclopioniere David Millar aveva definito la Migration Gravel Race un evento già diventato mitico: «È gravel sotto steroidi», aveva scritto nelle sue cronache dal Kenya, descrivendo il viaggio da Nairobi verso il bush come un segnale inequivocabile di ciò che avrebbe atteso i concorrenti sulle piste della Mara.
Il format semi-assistito, gli accampamenti notturni in tenda sotto le stelle africane, i ranger che scortano la carovana tra la fauna selvatica: la Migration Gravel Race è, prima ancora che una competizione, un’esperienza di ciclismo che ridefinisce il concetto di avventura su due ruote. Gli occhi di tutto il mondo del gravel sono puntati sulla Maasai Mara.
Sostieni gravelnews.it con una donazione o condividi l’articolo. Grazie!
Se non l’hai ancora fatto iscriviti alla nostra newsletter per ricevere tutti gli aggiornamenti dal mondo del gravel, del bikepacking, della MTB e di tutto quello che è sterrato!



