Migration Gravel 2026
Dominio keniano nel segno dei Black Mambas, Eklund regina tra le donne
Finalmente arrivano notizie dal Kenya, possiamo dire che Gravel Earth Series non ha gestito nel migliore dei modi la comunicazione di questo evento.
Una gara a tappe, molto bella ed importante per il ciclismo gravel, che non fa avere notizie per giorni attraverso i canali ufficiali, non è un bellissimo biglietto da visita per il nostro sport, per chi organizza la manifestazione e per gli sponsor che investono.
C’è tanto da fare in questo ciclismo… ma veniamo alla cronaca dell’evento.
Il gravel africano si conferma una delle realtà più vitali e affascinanti del panorama internazionale. La Migration Gravel Race 2026, settima tappa della Gravel Earth Series, ha consegnato una pagina destinata a restare negli annali della disciplina: la squadra di sviluppo Black Mambas ha monopolizzato l’intero podio maschile, mentre tra le donne la campionessa nazionale svedese Nathalie Eklund ha messo il proprio sigillo sulla classifica generale.
La corsa a tappe, disputata dal 16 al 19 giugno, ha attraversato 650 chilometri di piste e strade di argilla rossa nella selvaggia regione del Maasai Mara, in Kenya, per un dislivello complessivo superiore agli 8.000 metri. Quattro giorni di gara su un terreno autentico e impegnativo, dove la conoscenza del territorio si è rivelata un’arma decisiva.
Kipruto e l’impresa dei Black Mambas
A guidare la festa è stato il ventenne keniano Ivan Kipruto, che ha trasformato la queen stage nel trampolino per la rimonta in classifica generale, conquistando poi una vittoria a sorpresa nell’ultima e decisiva giornata. Sul traguardo finale Kipruto ha scavalcato i compagni di squadra Stanley Ngugi e Peterson Kamau, completando uno storico cappotto della Black Mambas Development Squad ai primi tre posti della generale.
Per Kipruto si tratta del primo grande successo nel gravel, arrivato dopo il podio ottenuto alla recente Safari Gravel Race. Un risultato che assume il valore di una vera e propria consacrazione per i talenti del progetto di sviluppo legato a Team Amani, che da anni lavora per dare visibilità e opportunità competitive ai corridori dell’Africa orientale.
La squadra ha sottolineato attraverso i propri canali il significato dell’impresa, ricordando come la corsa rappresenti molto più di una semplice classifica: si tratta di creare opportunità, ispirare le nuove generazioni e dimostrare che i corridori dell’Africa orientale possono competere con chiunque al mondo. Una filosofia che, vista da gravelnews.it, parla la stessa lingua dello spirito grassroots che anima il movimento anche dalle nostre parti, dalle social ride agli eventi di comunità.
Sul fronte maschile, il primo corridore non africano della classifica è stato il portoghese Francisco Moreira, settimo assoluto, a testimonianza di quanto il livello espresso dai padroni di casa sia stato di un’altra categoria.
Eklund e il duello a distanza con Nyirarukundo
Tra le donne, Nathalie Eklund ha confermato l’ottimo stato di forma che aveva già caratterizzato il suo avvio di stagione, impreziosito dal successo nella generale del Sahara Desert lo scorso febbraio. La campionessa nazionale svedese di gravel ha dovuto sudare la vittoria, contesa per tutti e quattro i giorni dalla ruandese Claudette Nyirarukundo, portacolori del Team Amani.
Il duello ha avuto un sapore particolare: appena tre giorni prima dello start della corsa a tappe, la ventitreenne Nyirarukundo aveva colto alla Safari Gravel Race un successo capace di valerle il pass per i Campionati del Mondo Gravel UCI. Una protagonista in piena ascesa, che ha tenuto alta la tensione fino all’ultima frazione prima di doversi arrendere all’esperienza e alla solidità della svedese.
A completare il podio femminile è stata l’austriaca Theresa Rindler-Bachl, a conferma del carattere sempre più internazionale di un evento che continua a richiamare interpreti di primo piano da ogni angolo del mondo.


La classifica generale della Gravel Earth Series
La Migration Gravel Race ha inevitabilmente avuto ripercussioni sulla classifica complessiva della Gravel Earth Series, giunta al giro di boa della stagione. Tra le donne comanda Axelle Dubau-Prevot (EF Education-Oatly), forte di cinque piazzamenti nella top 10 nella prima metà dell’annata; alle sue spalle Morgan Aguirre (PAS Racing) e Sophie Wright (Ribble Outliers).
In campo maschile il leader resta il danese Mads Würtz Schmidt (Specialized Off-road), autore di un poker di vittorie che ne fa il dominatore assoluto della serie. Completano il podio virtuale Hugo Drechou (Gravel Nation) e il ceco Petr Vokoč (Factor Racing).
Ordini d’arrivo
Pro uomini, top 5:
Ivan Kipruto (Black Mambas Development) — 19:19:27
Stanley Ngugi (Black Mambas Development) — +0:27:36
Peterson Kamau (Black Mambas Development) — +0:31:24
Paul Miiro (Black Mambas Development) — +0:49:55
Shafiq Mugalu (Black Mambas Development) — +1:02:59
Pro donne, top 5:
Nathalie Eklund (56 & FAM) — 21:18:26
Claudette Nyirarukundo (Team Amani) — +2:14:47
Theresa Rindler (Megamo Racing) — +3:00:46
Sarrah Diekmeyer (Megamo Racing) — +4:29:07
Munu Martinie (Black Mambas Development) — +6:43:55
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