Mediterranean Epic 2026
Il ruggito di David Valero e la conferma di Natalia Fischer
Se qualcuno aveva dubbi sul passaggio di David Valero al mondo delle lunghe distanze (XCM), la Mediterranean Epic 2026 ha fornito una risposta brutale e definitiva.
Lo spagnolo del team Klimatiza Orbea ha letteralmente dominato la scena, portandosi a casa la classifica generale in un’edizione che ha visto anche il trionfo autoritario di Natalia Fischer tra le donne.
David Valero: Il gigante che domina il Marathon
Il “pivot” di Baza ha messo le cose in chiaro fin dal primo giorno. Con una cronometro d’apertura magistrale (28 km e 515 m di dislivello), Valero ha scavato un solco di quasi un minuto sui diretti avversari. Nonostante gli attacchi ripetuti di un mai domo Wout Alleman (Buff-BH), vincitore in volata sia della seconda che della terza tappa, Valero ha gestito la maglia di leader con una freddezza da veterano.
Nell’ultima frazione di oggi, l’inglese Charlie Aldridge (Cannondale Factory Racing) è riuscito a conquistare il successo di tappa bruciando Valero sullo sprint finale, ma lo spagnolo ha potuto festeggiare il trionfo nella generale. Per Valero, questo successo segna l’inizio di un 2026 che lo vedrà protagonista nelle gare a tappe e, probabilmente, con qualche incursione nel mondo gravel che tanto ci piace. La sua nuova Orbea, curata nei minimi dettagli tecnici per affrontare il terreno roccioso e tecnico di Castellón, si è dimostrata l’arma perfetta.
Natalia Fischer: Regina incontrastata
In campo femminile, la lotta è stata una questione a due tra Rosa Van Doorn (Buff-BH) e Natalia Fischer(Extremadura Ecopilas). Se la Van Doorn aveva iniziato col botto vincendo il prologo, la Fischer ha piazzato la zampata decisiva nella seconda tappa, la più dura dal punto di vista tecnico e fisico.
Da quel momento, Natalia ha corso in controllo, rispondendo colpo su colpo agli attacchi della Van Doorn (vincitrice della terza e quarta tappa). La costanza e la superiorità nei tratti più tecnici hanno permesso alla Fischer di riconquistare il titolo della Mediterranean Epic, confermando di essere una delle atlete più in forma nel panorama XCM internazionale. Il podio finale è stato completato dalla statunitense Hannah Otto, sempre regolare e mai doma.
Tecnologia e materiali: Cosa abbiamo imparato?
Dal nostro osservatorio tecnico, la Mediterranean Epic si conferma un laboratorio a cielo aperto. Abbiamo visto un uso sempre più massiccio di pneumatici da 2.4” con pressioni bassissime, fondamentali per non perdere trazione sulle “rampas” impossibili e per avere sicurezza nelle discese scassate tipiche di questa regione.
Le full suspended dominano ormai il campo al 100%, con travel che si spingono verso i 120mm anche per il marathon, segno che la disciplina sta diventando sempre più tecnica, avvicinandosi quasi al “downcountry”.
E il Gravel?
Perché parlarne su Gravelnews.it? Perché molti dei protagonisti visti qui a Castellón li ritroveremo presto nelle grandi sfide del calendario gravel. La capacità di gestire sforzi di 4-5 ore su terreni accidentati è il DNA comune tra queste discipline. Inoltre, indiscrezioni dal paddock confermano che lo stesso Valero ha messo nel mirino alcune prove delle UCI Gravel World Series.
La stagione è appena iniziata, ma il segnale inviato dalla Spagna è chiaro: per battere Valero e la Fischer quest’anno, servirà qualcosa di straordinario.



