Il calendario del ciclismo gravel internazionale si prepara al primo grande appuntamento iridato fuori dai confini europei, e la notizia che circolava da settimane negli ambienti della disciplina ha finalmente trovato conferma: Marianne Vos sarà al via dei Campionati del Mondo UCI Gravel 2026, in programma a Nannup, nell’entroterra dell’Australia Occidentale, il prossimo 10 ottobre.
Per la fuoriclasse olandese, capace di vincere l’edizione inaugurale disputata a Veneto nel 2022 solo saltata da un’analisi più attenta del suo palmarès con la vittoria iridata conquistata nel 2024 e il secondo posto ottenuto nel 2025 si tratta di un ulteriore, ambizioso capitolo in una carriera che conta già tredici titoli mondiali su strada e nelle altre discipline del ciclismo. Vos non è certo nuova all’Australia in chiave iridata: aveva sfiorato l’oro su strada a Geelong nel 2010, chiudendo seconda, e aveva concluso al quattordicesimo posto la prova di Wollongong nel 2022.
La trasferta oceanica, tuttavia, non rappresenta un territorio del tutto sconosciuto per la trentanovenne di Visma-Lease a Bike, che ha già avuto modo di misurarsi più volte con le strade del Western Australia in occasione del Tour of Margaret River, competizione che tocca proprio l’area di Nannup.
“Voglio puntare al miglior risultato possibile. Naturalmente sto sognando qualcosa di bello, ma sono anche realista: sarà una sfida impegnativa. Darò tutto quello che ho e vedremo cosa porterà la giornata,” ha dichiarato Vos in una nota diffusa dagli organizzatori della corsa. “Ho ricordi bellissimi e speciali del Western Australia, soprattutto legati al Tour of Margaret River, quindi sono davvero felice di tornare.”
La presenza confermata della campionessa olandese arricchisce ulteriormente uno start-list femminile che si preannuncia già di altissimo livello, con l’iscrizione di Sofia Gomez Villafañe tra le prime atlete annunciate. Lo scenario che si delinea è quello di un confronto di grande interesse tecnico tra la specialista assoluta del gravel e la multi-disciplinare olandese, attualmente concentrata prevalentemente sulla strada.
La prova elite femminile del 10 ottobre si snoderà su un percorso di 123,1 chilometri, per oltre l’80% su sterrato, con un dislivello complessivo di 3.100 metri distribuiti su salite che il direttore di corsa Stephen Gallagher ha paragonato, per caratteristiche, a quelle della Liegi-Bastogne-Liegi. Non un dettaglio da poco per Vos, che su quel tipo di tracciato ha chiuso tra le prime dieci nelle ultime tre edizioni disputate. L’ultima asperità di giornata si esaurirà a soli 3,5 chilometri dal traguardo.
“I paesaggi sembrano bellissimi e, con così tanto dislivello, mi aspetto una gara impegnativa e selettiva. Non vedo l’ora di scoprire il percorso di persona,” ha aggiunto la campionessa olandese.
Le avversarie di Vos cercheranno inevitabilmente di staccarla sui tratti in salita, consapevoli che affrontarla in uno sprint ristretto rappresenterebbe un’ipotesi tutt’altro che favorevole. Un’eventuale vittoria a Nannup la renderebbe la prima atleta capace di conquistare due titoli iridati elite in questa manifestazione, nata nel 2022.
Tra le altre atlete già annunciate al via figurano la campionessa europea gravel 2025 Erica Magnaldi, la campionessa oceanica Nicole Frain, l’australiana Tiffany Cromwell, che disputerà la gara di casa nell’ultima stagione della propria carriera agonistica, la vincitrice della Unbound 200 2023 Carolin Schiff e la connazionale tedesca Nele Laing, approdata solo di recente al gravel ma già protagonista con diverse affermazioni nel circuito UCI Gravel World Series e un terzo posto alla Traka 200
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