L'incredibile truffa che ha coinvolto Berm Peak
Sembra la trama di un romanzo crime, ma è tutto vero: un truffatore ha impersonato lo YouTuber Seth’s Bike Hacks per sottrarre decine di biciclette di alta gamma
Ciao a tutti, amanti della polvere e dei sentieri. Qui su gravelnews.it siamo abituati a raccontarvi di nuovi telai in carbonio, di sfide epiche nel bikepacking o delle ultime novità tecnologiche dal mondo World Tour. Ma quello che sta succedendo oltreoceano ha dell’incredibile e sembra uscito direttamente da una serie true crime di Netflix.
Il protagonista (suo malgrado) è Seth Alvo, il volto dietro il celeberrimo canale YouTube Seth’s Bike Hacks (ora Berm Peak). Seth si è ritrovato al centro di una truffa per furto d’identità talmente sofisticata da richiedere l’intervento dell’FBI.
Un piano diabolico: non il solito “finto influencer”
Le truffe nel mondo del ciclismo non sono una novità.
Ma il caso di Seth è su un altro livello.
Il truffatore non si è limitato a mandare due mail scritte male.
Ha messo in piedi un’operazione metodica e professionale:
Analisi dei dati: Ha creato dashboard di YouTube Analytics completamente contraffatte per mostrare numeri da capogiro.
Contenuti falsi: Ha realizzato miniature (thumbnails) realistiche per video mai esistiti.
Relazioni pubbliche: Ha intrattenuto lunghe conversazioni con i brand, discutendo di strategie di marketing e target di riferimento.
Risultato? Decine di marchi famosi (e molti altri emergenti) sono caduti nella trappola, spedendo attrezzatura e biciclette top di gamma a un indirizzo che credevano essere di Seth.
L’indagine: dai sospetti al camion dell’FBI
A far saltare il banco è stato Dan Sapp, collaboratore di Seth, che ha iniziato a indagare dopo alcune segnalazioni sospette. Quello che ha scoperto è agghiacciante:
“Ho iniziato a contattare i brand proattivamente e ne sono usciti sempre di più. Sappiamo di almeno 20-25 marchi contattati con successo, ma stimiamo che il truffatore abbia puntato oltre 100 aziende.” — Dan Sapp
Quando le autorità federali hanno finalmente fatto irruzione nel covo del truffatore, si sono trovate davanti a un magazzino improvvisato. C’erano così tante biciclette che l’FBI ha dovuto noleggiare un camion per sequestrare tutto. Tra la refurtiva, numerose e-bike sparse ovunque e quattro ancora imballate nelle scatole, tutte indirizzate a “Seth”.
Cosa significa per il settore?
Questa vicenda accende un faro sulla sicurezza e sulla verifica dei contatti nel settore ciclistico. Se un truffatore può ingannare uffici marketing di aziende globali semplicemente con un po’ di Photoshop e una parlantina sciolta, significa che il sistema di “review” dei prodotti ha delle falle enormi.
La sentenza per il colpevole è prevista nelle prossime settimane. Noi di gravelnews.it continueremo a seguire la vicenda, sperando che questo serva da lezione per proteggere i veri creatori di contenuti e le aziende che investono nel nostro sport.
Nel frattempo, vi consigliamo di guardare il video integrale di Seth: è una storia che ha dell’assurdo.
Cosa ne pensate di questa vicenda? Fatecelo sapere nei commenti!

