Le ruote da 32 pollici pronte al debutto
Flückiger testa la Thömus da 32 pollici in coppa del mondo
La rivoluzione delle ruote 32 pollici è più concreta che mai. Il team Thömus Maxon è arrivato a Lenzerheide con diverse biciclette equipaggiate con questo nuovo standard, e sia Alessandra Keller che Mathias Flückiger le stanno già utilizzando durante gli allenamenti ufficiali in vista della World Cup XCO. Non si tratta di semplici prototipi: per la prima volta uno dei principali tester del progetto parla apertamente di ciò che stanno scoprendo in questo processo di sviluppo ancora in corso.
La presenza di questi mezzi nel paddock svizzero non è passata inosservata. Non solo perché rappresenta uno dei progressi tecnici più radicali visti nel cross-country moderno, ma perché finalmente emerge una voce autorevole che racconta l’esperienza diretta con questa tecnologia ancora controversa.
Mathias Flückiger, lo svizzero veterano che ha esperienza di innovazioni radicali nel settore, non vuole trarre conclusioni definitive ma riconosce le sensazioni positive che sta maturando durante i test. Quando gli è stato chiesto direttamente sulle nuove ruote durante un’intervista nel paddock di Lenzerheide, ha spiegato il suo atteggiamento cauto ma curioso: “Quando ti senti bene, magari puoi risparmiare un po’ di energia, ma se è davvero più veloce non lo sappiamo ancora. Stiamo testando e lo scopriremo presto, ma è difficile dirlo adesso”.
Questa dichiarazione è particolarmente rivelatrice perché tocca uno degli argomenti storici che accompagnano le ruote di diametro maggiore: la capacità di mantenere la velocità e superare gli ostacoli con minore sforzo. È esattamente il dibattito che si ascoltava venti anni fa quando il cambio dai 26 pollici ai 29 era ancora considerato controverso.
Flückiger ha approfittato per sottolineare come il contesto attuale ricordi esattamente quella transizione epocale. “Ricordo il 2011 o il 2012, quando tutti passavano dai 26 ai 29 pollici. Tutti dicevano: ‘Sono davvero più veloci? Come accelerano? Come salgono? Come scendono?’. Probabilmente stiamo avendo esattamente la stessa discussione adesso” ha raccontato, riflettendo sulla storia tecnica del mountain bike.
Tuttavia, il ciclista riconosce che non c’è ancora una risposta univoca. “Esiste sicuramente un punto ottimale per la dimensione della ruota. Ma esattamente dove sia questo punto è qualcosa che l’industria, i team e i corridori devono ancora capire. Al momento, nessuno lo sa” ha precisato, mostrando onestà intellettuale sui margini di incertezza che ancora circondano il progetto.
Quello che è innegabile è il livello di sviluppo visibile sulle biciclette presenti a Lenzerheide: ben superiore ai primi prototipi visti nei mesi precedenti. La nuova Thömus mantiene l’architettura generale dell’attuale modello da competizione Lightrider, con l’ammortizzatore verticale e le cinghie flessibili, ma l’intero setup è stato riprogettato per accogliere le ruote da 32 pollici.
Particolarmente impressionante è il lavoro svolto da DT Swiss. L’azienda svizzera non fornisce solo ruote XRC in carbonio specifiche per questo formato, ma ha sviluppato una forcella creata appositamente per il progetto, già vista a Nove Mesto e ora lontana dal sembrare un adattamento provvisorio. L’intera configurazione trasmette la sensazione di essere molto vicina a una possibile produzione.
Dal punto di vista tecnico, quello che ha catturato l’attenzione durante i primi allenamenti è stata la prestazione nelle sezioni più tecniche del circuito. La celebre sezione rocciosa di Lenzerheide, uno dei punti più delicati del tracciato, sembra essere affrontata con facilità sorprendente sulle nuove ruote. Il diametro maggiore aiuta a ammorbidire gli impatti e ridurre l’effetto dei gradini, consentendo un mantenimento migliore della velocità attraverso le sezioni tecnicamente impegnative.
Sebbene non ci siano ancora dati di tempo, visivamente le biciclette si muovono con una fluidità che ha suscitato la curiosità di una buona parte del paddock mondiale. È il genere di impressione visiva che alimenta dibattiti di settore per mesi.
Naturalmente, la grande domanda rimane se Keller e Flückiger avranno il coraggio di correre effettivamente con questi mezzi durante il fine settimana. Il regolamento richiede che la stessa bicicletta sia utilizzata nella Short Track e nell’XCO, quindi qualsiasi decisione deve essere presa entro la gara di venerdì. Per ora la Thömus non ha confermato i suoi piani, anche se Flückiger riconosce che entrambe le opzioni rimangono aperte.
“Abbiamo testato molto la bicicletta e le sensazioni sono buone, ma dobbiamo essere intelligenti. La cosa più importante rimane competere e non correre rischi inutili” ha spiegato il pilota, che ha poi aggiunto: “C’è la possibilità di correre con essa, ma c’è anche la possibilità di continuare a usare quello che abbiamo usato negli ultimi anni”.
Quale sia la decisione finale, il semplice fatto che queste biciclette abbiano raggiunto gli allenamenti ufficiali della World Cup rappresenta già il progresso più significativo che le ruote da 32 pollici hanno fatto fino ad oggi. E se finalmente dovessero apparire sulla linea di partenza, Lenzerheide potrebbe entrare nella storia come il luogo dove è iniziato il prossimo grande capitolo tecnologico del cross-country mondiale.
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