L’Apocalisse Bianca di Mol
MVDP leggenda tra i ghiacci, Van Aert si arrende al Fato
In una giornata che resterà scolpita nel marmo del ciclocross, l’Exact Cross di Mol si trasforma in un’epopea fiamminga. Sotto una tormenta di neve incessante, l’Iridato domina gli elementi e l’avversario di sempre, mentre un destino crudele estromette dalla battaglia Wout van Aert.
MOL (Belgio) – Non è stata una corsa. È stata un’ordalia. Sulle sabbie mobili e gelate di Mol, dove solitamente il polverone si alza tra i pini, oggi è scesa la scure dell’inverno più feroce. Una cortina bianca ha avvolto il circuito, trasformandolo in un campo di battaglia dove solo i titani possono sperare di restare in piedi. In questo scenario da “Fine del Mondo”, Mathieu van der Poel ha firmato un’impresa che trascende lo sport per entrare nel mito.
Il Duello tra le Ombre
Fin dallo sparo d’inizio, l’atmosfera era elettrica, carica della tensione che solo la sfida tra i due Re del fango sa generare. Van der Poel e Wout van Aert sono partiti come fulmini nel buio bianco, staccando immediatamente il resto del gruppo, trasformando la gara in un duello rusticano, un “mano a mano” primordiale.
L’olandese volante, con la maglia iridata che brillava tra i fiocchi di neve come un faro di speranza, ha aggredito ogni duna, ogni curva ghiacciata con una ferocia quasi spaventosa. Alle sue spalle, il belga della Visma-Lease a Bike rispondeva colpo su colpo, con la forza della disperazione e del talento, incollato a quella ruota che sembrava voler fuggire verso l’infinito.
Il Crollo del Gigante
Ma il destino, si sa, è un giudice severo. Mentre la battaglia infuriava e il distacco tra i due rimaneva sospeso sul filo dei secondi, il dramma ha colpito il cuore dei tifosi belgi. In un tratto tecnico reso traditore dal ghiaccio nascosto sotto il manto nevoso, la bicicletta di Van Aert ha tradito il suo cavaliere.
Una caduta violenta, improvvisa, che ha scaraventato il gigante di Herentals al suolo. Il silenzio è calato sulla folla quando Wout, dolorante e con la meccanica della sua bici irrimediabilmente compromessa, ha capito di non poter più continuare. Un ritiro amaro, che lascia il guerriero nel fango mentre il rivale invola verso la gloria solitaria.
Van der Poel: L’Uomo che Domò la Tempesta
Rimasto solo contro la natura, Mathieu van der Poel non ha rallentato. Al contrario, ha trasformato gli ultimi giri in una danza solitaria e maestosa. Mentre la neve aumentava d’intensità, quasi a volerlo fermare, l’olandese ha pennellato le traiettorie con una grazia sovrumana, tagliando il traguardo come un antico conquistatore che torna dalla guerra.
“È stata una delle gare più dure della mia vita,” sembravano dire i suoi occhi segnati dal freddo all’arrivo. Dietro di lui, il vuoto. Gli altri corridori, giunti con distacchi biblici, apparivano come spettri sopravvissuti a un naufragio.
L’Exact Cross di Mol non verrà ricordato per l’ordine d’arrivo, ma per il senso di onnipotenza sprigionato da Van der Poel e per il sapore metallico della sfortuna che ha colpito Van Aert. In una giornata di ghiaccio e fuoco, il ciclocross ha ricordato al mondo perché è la disciplina più eroica del ciclismo.


