La stagione 2026 della Coppa del Mondo XCO si è chiusa a Lake Placid, sul circuito di Mt. Van Hoevenberg, con due finali decisi allo sprint e un’Italia protagonista in entrambe le gare Elite. Dopo un XCC corso venerdì sul bagnato, sabato 3 ottobre il tracciato si è presentato asciutto e velocissimo, con temperature miti e un fondo che ha premiato ritmo e rilanci più che la gestione del fango.
Gli uomini: Aldridge batte Colombo, Cannondale saluta con una vittoria
Per la gara maschile non c’erano più calcoli di classifica generale: la Coppa era già nelle mani di Luca Martin e tutti correvano per il successo di tappa. Il ritmo si è alzato subito. Filippo Colombo ha spinto forte fin dal primo giro, ma il gruppo è rimasto compatto e Vital Albin è transitato per primo con distacchi di un secondo.
Il quadro si è chiarito soltanto a metà gara. Al quinto giro Colombo ha attaccato, trovando la risposta immediata di Martin Vidaurre, Fabio Püntener e Simone Avondetto, mentre Charlie Aldridge e Cole Punchard hanno perso qualche metro. Al rilevamento del settimo giro, a 1:06:25, il gruppo di testa contava sei uomini in tre secondi, con Colombo al comando e Aldridge a un secondo.
Nell’ultima tornata Colombo ha provato due volte a scremare il gruppo in salita. La seconda volta Avondetto ha dovuto cedere qualche metro, mentre Aldridge e Vidaurre sono rimasti attaccati. Poi la volata: Aldridge l’ha lanciata lunga, Colombo gli è rimasto a ruota, e il britannico l’ha spuntata di un soffio. Stesso tempo per i due, 1:23:21, con Vidaurre terzo a un secondo.
Il successo di Aldridge ha un peso che va oltre il risultato. Era l’ultima gara del Cannondale Factory Racing, e il team ha chiuso con una vittoria e con tre uomini nei primi cinque: oltre ad Aldridge, Punchard quarto e Luca Martin quinto. Per l’Italia, Simone Avondetto ha chiuso sesto a 21 secondi, Luca Braidot decimo a 51 secondi e Juri Zanotti sedicesimo, a 2’22” dal vincitore.
Le donne: Frei su Berta per un soffio, Rissveds conquista la Coppa
La gara femminile partiva con la classifica generale ancora aperta tra Jenny Rissveds e Sina Frei. Per la svedese è andata male presto: tra il secondo e il terzo giro era già a 34 secondi dalla testa, a metà gara a 41, ottava. Frei, intanto, controllava davanti insieme ad Alessandra Keller. A rendere complicata la rincorsa di Rissveds è stato il ritmo del gruppo di testa, che lei stessa ha poi definito troppo veloce.
Martina Berta, reduce dalla vittoria nell’XCC del giorno prima, è salita al terzo posto a metà gara e al penultimo giro ha provato ad allungare insieme a Samara Maxwell, al rientro dopo un lungo stop. Nell’ultimo giro un errore nel rock garden ha rischiato di costarle la gara. Berta ha recuperato nella discesa finale e si è giocata la vittoria in volata con Frei e Maxwell. Frei ha vinto in 1:25:59, la piemontese è arrivata seconda nello stesso tempo, Maxwell terza a sei secondi. Per Berta sfuma per un soffio il secondo perfect weekend della stagione, dopo quello di Soldier Hollow.
Rissveds ha chiuso undicesima a 3’13”, e quel piazzamento le è bastato per vincere la Coppa del Mondo XCO 2026. Giada Specia ha chiuso quindicesima.
Le classifiche di Lake Placid
Uomini, XCO Elite:
Charlie Aldridge (Cannondale Factory Racing) — 1:23:21
Filippo Colombo (Scott-SRAM MTB Racing Team) — 1:23:21
Martin Vidaurre (Specialized Factory Racing) — 1:23:22
Cole Punchard (Cannondale Factory Racing) — 1:23:28
Luca Martin (Cannondale Factory Racing) — 1:23:41
Simone Avondetto (Wilier-Vittoria Factory Team) — 1:23:42
Fabio Püntener (Scott-SRAM MTB Racing Team) — 1:23:42
Riley Amos (Trek - Unbroken XC) — 1:23:43
Jordan Sarrou (BMC Factory Racing) — 1:24:03
Luca Braidot (Wilier-Vittoria Factory Team) — 1:24:12
Donne, XCO Elite:
Sina Frei (Specialized Factory Racing) — 1:25:59
Martina Berta (Origine Racing Division) — 1:25:59
Samara Maxwell (Decathlon Ford Racing Team) — 1:26:05
Nicole Koller (Lapierre PXR Racing) — 1:26:32
Alessandra Keller (Thömus Maxon) — 1:27:04
Gwendalyn Gibson (Trek - Unbroken XC) — 1:27:18
Laura Stigger (Specialized Factory Racing) — 1:27:42
Savilia Blunk (Decathlon Ford Racing Team) — 1:28:02
Isabella Holmgren (Trek - Unbroken XC) — 1:28:41
Jennifer Jackson (Orbea Fox Factory Team) — 1:28:45
Il paddock cambia volto
Il risultato sportivo di Lake Placid convive con una notizia che pesa sull’intero movimento. Alla fine di giugno, pochi giorni dopo la vittoria di Luca Martin a Lenzerheide, Cannondale ha annunciato che il 2026 sarà l’ultima stagione del Cannondale Factory Racing in Coppa del Mondo, una squadra che esiste in varie forme dal 1994. Il marchio, che fa capo a Pon Holdings, sostituirà il team con un programma chiamato Cannondale Rogues, in partenza a gennaio 2027, pensato come un gruppo più ampio e vario di atleti, tra corridori, creatori di contenuti e voci della community, con un ruolo più legato al racconto del marchio che alla pura attività agonistica. Cannondale ha precisato che continuerà a sostenere singoli atleti, ma il roster attuale, composto da Aldridge, Martin, Punchard, Jolanda Neff e Ana Santos, non passa automaticamente nel nuovo progetto.
Non è l’unico segnale. A settembre Origine ha comunicato che la partnership con la propria Racing Division terminerà a fine 2026, dopo due stagioni, 24 vittorie e 74 podi secondo quanto riportato dalla stampa di settore. Il team manager Maxime Marotte ha però confermato che la squadra, quella di Berta e di Mathis Azzaro, intende proseguire nel 2027 con un nuovo sponsor principale. Diverso il caso di Lapierre PXR Racing, erede di Ghost Factory Racing, chiusa a settembre dopo la crisi finanziaria del gruppo Accell, con Les Gets come ultima gara.
E il 32 pollici?
In questo scenario si inserisce la questione del nuovo standard da 32 pollici. Il formato è comparso nel 2025 con un prototipo BMC, ha raccolto adesioni crescenti durante il 2026 e a Soldier Hollow la Scott ha presentato una Spark 32” affidata a Colombo e Püntener, con ruote proprietarie e una forcella RockShox sperimentale. Secondo i test pubblicati da Pinkbike, il regolamento consente le ruote da 32 pollici, ma nell’XCO impone la misura sia davanti sia dietro: le ruote miste restano ammesse solo nel gravity. Questo apre il tema delle taglie più piccole, perché la ruota più grande alza il tubo sterzo di circa 64 millimetri su una bici da cross country; BMC sostiene che il prototipo possa ospitare atleti fino a 160 centimetri di altezza. Sul fronte industriale le posizioni sono ancora diverse: Merida si aspetta che diventi lo standard per le bici da prestazione verso la primavera 2027 pur mostrandosi prudente verso un ulteriore standard, e Schwalbe ha annunciato versioni di serie dei suoi pneumatici per il 2027.
Un futuro da costruire
Lake Placid lascia quindi la fotografia di una stagione dal livello molto alto, con sette uomini separati da ventuno secondi e le prime due donne arrivate con lo stesso tempo, ma anche quella di un sistema che deve ancora capire come reggere i costi di una squadra da Coppa del Mondo senza perdere nomi storici: se i marchi tradizionali scelgono di investire in modo diverso, se i team sopravvivono cambiando sponsor e se il passaggio al 32 pollici arriverà con un ritardo tecnico e commerciale che penalizza le taglie più piccole oppure con un’adozione compatta che rimette tutti sullo stesso piano, la prossima stagione dell’XCO si giocherà tanto sulle gambe quanto sulle scelte industriali dei prossimi mesi, e per l’Italia, forte di Berta sul podio di tappa e di classifica, di Avondetto e Braidot nei dieci e di un movimento giovane che cresce, sarà importante esserci con strutture solide proprio mentre il paddock cambia volto.
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