La Nuova Zelanda domina il Lost and Found Gravel
Ruby Ryan e Matthew Wilson firmano una doppietta kiwi sulla Gravel Earth Series
Non è bastato l’oceano Pacifico a fermare l’ondata neozelandese sul gravel americano. Al Lost and Found Gravel di Portola, in California, tappa della Gravel Earth Series, i migliori gradini del podio sono stati conquistati da due atleti provenienti dalla Nuova Zelanda: Matthew Wilson (Scott Sports USA) e Ruby Ryan, in una giornata che resterà negli annali di questa serie come una delle più sorprendenti della stagione.
La storia della loro presenza alla gara è, in sé, già una narrazione degna di nota. Wilson, reduce da una settimana straordinaria, aveva appena vinto sia a Unbound Gravel che al criterium cittadino di Tulsa Tough due discipline profondamente diverse, affrontate nell’arco di pochi giorni. È stato lui a convincere Ryan a salire in macchina e raggiungere Portola per l’occasione, un invito raccolto al volo che si è rivelato un capolavoro di intuizione sportiva.
La gara maschile: Wilson vola in solitaria
Nel Pro Men, la corsa ha preso forma progressivamente attraverso il doppio tracciato sterrato, dove il gruppo di testa si è assottigliato fino a ridursi a tre corridori: Wilson, Payson McElveen (Allied Cycle Works-Red Bull) e Skyler Taylor (Pinarello). Il momento decisivo è arrivato al penultimo rifornimento, quando Taylor ha perso contatto, lasciando Wilson e McElveen a fare gara a due.
“Abbiamo continuato a fare cambi fino all’ultima salita su sterrato,” ha dichiarato Wilson in un post Instagram a gara conclusa. “Vedevamo Skyler avvicinarsi all’orizzonte. Sulla cima di quella salita ho attaccato in discesa e sono riuscito ad aprire un vantaggio ragionevole. Una volta entrato nel single track ero nel mio elemento naturale, ho allargato il gap e sono arrivato al traguardo da solo.”
Un’azione da mountain biker consumato, efficace e letale nella sua semplicità. Wilson ha tagliato il traguardo in 4 ore, 59 minuti e 00 secondi. McElveen ha chiuso a 53 secondi, mentre il terzo posto è andato a Peter Stetina, vincitore dell’edizione 2025, che si è ripreso nel finale dopo la brutta caduta che aveva compromesso la sua Unbound, superando Taylor sul rettilineo finale e chiudendo a 2’22” dal vincitore.
La gara femminile: Ryan e Sheppard, due kiwi per una volata
La prova femminile ha offerto un copione altrettanto avvincente, con una trama tutta neozelandese. Ryan, mountain biker di professione impegnata nella Life Time Grand Prix Series, ha trovato in gara una connazionale inaspettata: Samara Sheppard, seconda classificata al Grasshopper Adventure Series poche settimane prima di Unbound.
Le due hanno costruito la loro fuga al miglio 66 (circa il chilometro 106 del percorso) e da quel momento hanno collaborato in modo serrato, alternando i turni di lavoro in testa fino all’ultimo chilometro. La decisione si è presa in volata, con Ryan che si è imposta di misura per quello che lei stessa ha definito il suo primo sprint vittorioso in carriera.
“Ho corso gran parte della giornata con la mia connazionale Samara Sheppard, che ha finito seconda,” ha raccontato Ryan. “Ci siamo staccate al miglio 66 e da lì abbiamo continuato a fare lavoro insieme. È stato bello gareggiare con lei e alla fine è venuta fuori una volata. Credo che sia la mia prima vittoria in sprint, sono felice.”
Ryan ha fermato il cronometro a 5 ore, 38 minuti e 05 secondi. Sheppard ha concluso con soli 1 secondo di distacco. Il terzo posto è andato a Jennifer Tavé (SpeedBlock-Terún Pro Cycling), stessa posizione conquistata nell’edizione 2025, con un ritardo di 2’59”. Quarta Sophie Vitzthum Von Eckstaedt a 5’01”, quinta Alexandrine Obrand a oltre 26 minuti.
Risultati
Pro Men — Top 5
Matthew Wilson — 4:59:00
Payson McElveen — +0:53
Peter Stetina — +2:22
Skyler Taylor — +2:42
Mark Morton — +8:10
Pro Women — Top 5
Ruby Ryan — 5:38:05
Samara Sheppard — +0:01
Jennifer Tavé — +2:59
Sophie Vitzthum Von Eckstaedt — +5:01
Alexandrine Obrand — +26:27
Un momento di forma straordinario
La vittoria di Wilson al Lost and Found Gravel è la seconda consecutiva nel giro di due settimane, dopo il successo all’Unbound Gravel e quello nel criterium McElroy River Parks di Tulsa Tough, dove aveva rimosso il fango dalla bici gravel, montato ruote da strada e dominato anche lì. Una versatilità tecnica e atletica che gli ha già valso la wild card per la Life Time Grand Prix Series, conquistata proprio grazie alla performance a Unbound.
La Gravel Earth Series prosegue il suo calendario nordamericano, ma la giornata di Portola resterà nel ricordo per una ragione precisa: due corridori dalla Nuova Zelanda, arrivati quasi per caso dopo una proposta dell’ultimo momento, hanno preso d’assalto le classifiche di una delle gare più attese del circuito indipendente americano. Nel gravel, come noto, le storie migliori nascono spesso così.
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