La nuova vita di Woods
Dal PRO Tour al gravel, passando per la MTB
Oggi parliamo di un cambio di rotta che ci gasa parecchio. Uno dei “vecchi saggi” del WorldTour, il canadese Michael “Rusty” Woods, ha deciso che il 2025 è stata la sua ultima stagione su strada, ma la notizia vera è un’altra: il suo ritiro non è affatto un addio alle gare, bensì un benvenuto nel mondo off-road.
Woods ha infatti svelato il suo progetto per il 2026, intitolato “Way to Race”, e preparatevi, perché il calendario è da brividi per chiunque ami il gravel e le lunghe distanze.
Dalle vette del Tour al fango del Gravel
Michael Woods non è un corridore qualunque. Ex mezzofondista di alto livello, arrivato al ciclismo professionistico quasi per caso a 25 anni, ha costruito una carriera leggendaria: tappe al Tour de France (l’epica vittoria sul Puy de Dôme), alla Vuelta, una Milano-Torino e un bronzo mondiale a Innsbruck.
Eppure, a 38 anni (ne compirà 39 a fine 2026), ha capito che il gruppo WorldTour iniziava a stargli stretto, soprattutto per la pericolosità e lo stress della vita da pro su strada. Ma la “fame” di endurance è rimasta intatta.
Il progetto “Way to Race” 2026
In collaborazione con Ventum Bikes e altri sponsor di rilievo, Woods si tufferà in una sfida multidisciplinare per testare il suo motore da scalatore contro i migliori atleti endurance del pianeta. Ecco cosa vedremo fare a “Rusty” nel 2026:
Gravel Racing: Ha già messo nel mirino la Unbound Gravel, la “mecca” del mondo gravel. Dopo aver registrato medie da 37 km/h su sterrato durante i suoi allenamenti in Canada, siamo curiosi di vedere cosa farà nel Kansas.
MTB Marathon: Parteciperà alla leggendaria Leadville Trail 100 MTB. Con le sue doti da scalatore puro, Woods potrebbe essere un cliente scomodissimo ad alta quota.
Triathlon & Skimo: Non solo bici. Woods sfiderà se stesso in un Ironman e nelle gare di scialpinismo (Skimo), tra cui la mitica Pierra Menta.
Perché ci piace questa mossa?
Noi di gravelnews.it seguiamo con attenzione questo trend: atleti di altissimo livello che passano dalle strade asfaltate al “lato sporco” del ciclismo. Woods incarna perfettamente lo spirito del gravel e della ricerca della performance pura, ma in un contesto più umano e avventuroso.
“Voglio mettermi di nuovo alla prova fuori dalla mia zona di comfort e vedere come, dopo 15 anni di base aerobica, posso competere contro i migliori in diverse discipline.” — Michael Woods
Cosa aspettarsi dal punto di vista tecnico?
Passando a Ventum, Woods utilizzerà probabilmente la GS1 per le gare gravel, una bici nota per la sua aerodinamica e reattività, perfetta per un corridore con il suo background. Sarà interessante vedere come adatterà il suo setup per le lunghe ore in sella della Leadville o della Unbound, dove l’idratazione e la gestione dei materiali fanno la differenza tra una vittoria e un DNF.
Cosa ne pensate? Riuscirà Woods a imporsi nel gravel mondiale come ha fatto sulle vette dei Pirenei? Noi scommettiamo di sì. Il suo motore è immenso e la sua capacità di soffrire è fuori dal comune.


