La nuova gravel di Argon18
Il prototipo avvistato a Girona da ESMTB
Durante la settimana di The Traka 2026 a Girona è apparso un prototipo inedito di gravel firmata Argon 18. Linee aerodinamiche, passaggio per gomme MTB e ispirazione diretta dalla Nitrogen Pro: la casa canadese si prepara a entrare nella battaglia delle gravel da gara di nuova generazione.
Girona, ancora una volta, si conferma il laboratorio a cielo aperto del gravel mondiale. Nei giorni che precedono e seguono The Traka, la corsa più importante d’Europa nel calendario gravel, le strade della cittadina catalana diventano una passerella di prototipi, biciclette non ancora annunciate e tecnologie in via di sviluppo. Tra queste, una delle apparizioni più significative dell’edizione 2026 è quella di una nuova gravel di Argon 18, fotografata casualmente da un giornalista di Cyclingnews mentre la rider che la stava utilizzando si era fermata in città. Il marchio canadese non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma le immagini raccontano già molto del progetto.
Una rottura con il passato Dark Matter
Argon 18 non è nuova al mondo del gravel. La casa di Montréal ha aggiornato di recente la sua Dark Matter, modello che resta uno dei riferimenti nella categoria delle gravel polivalenti grazie a una geometria moderna, al passaggio gomme da 57 mm, allo storage integrato nel tubo obliquo e al movimento centrale filettato T47. La nuova Dark Matter è stata pensata come una bici da corsa capace ma equilibrata, con prezzi che partono da circa 4.000 euro per la versione GRX fino a oltre 7.500 euro per la configurazione SRAM top di gamma.
Il prototipo apparso a Girona, però, è un progetto distinto e dichiaratamente più radicale. La filosofia costruttiva sembra quella della gravel race pura, con un’enfasi sull’aerodinamica che la Dark Matter, per vocazione più all-round, non possiede. È una bici pensata per chi disputa eventi come The Traka, Unbound o le tappe della UCI Gravel World Series, dove la velocità media sale e il fattore aerodinamico diventa misurabile.
Le linee della nuova gravel: ispirazione da Nitrogen Pro
L’estetica del telaio richiama in modo inequivocabile la Nitrogen Pro, l’aero road bike che Argon 18 ha rilanciato di recente per il segmento del ciclismo su strada. I tubi tronchi, la struttura imponente del tubo obliquo, il piantone integrato con il tubo orizzontale e il tubo di sterzo profondo sono elementi mutuati dalla controparte stradale e adattati alle esigenze del fuoristrada.
Il retrotreno appare particolarmente voluminoso, segno di una ricerca di rigidità laterale ai massimi livelli, una caratteristica fondamentale nelle gravel da gara dove la trasmissione di potenza in salita o sui rilanci sterrati fa la differenza. Il tubo obliquo, generosissimo, lascia immaginare la presenza di uno scomparto interno per lo storage di camere, attrezzi o alimentazione, dettaglio ormai imprescindibile su qualsiasi gravel destinata alle lunghe distanze.
Movimento centrale T47 e architettura monoplato
Il movimento centrale è del tipo T47 filettato, scelta sempre più diffusa nel mondo gravel per il compromesso che offre tra ampiezza dell’area di sezione (e quindi rigidità del telaio) e affidabilità di un sistema filettato. Il design intorno alla zona del movimento centrale sembra inoltre studiato per ottimizzare il flusso d’aria attorno alla ruota posteriore, in coerenza con l’impostazione aerodinamica complessiva.
Dalle immagini emerge chiaramente che la bici è progettata esclusivamente per configurazione monoplato. Una scelta in linea con la quasi totalità delle gravel da gara di nuova generazione, dove le trasmissioni 1x di SRAM XPLR e Shimano GRX dominano ormai senza rivali, semplificando il telaio e offrendo i vantaggi aerodinamici tipici dell’assenza del deragliatore anteriore.
Passaggio gomme da MTB e forcella ad apertura larga
Il dato tecnico forse più rilevante riguarda le tolleranze di passaggio per i pneumatici. La nuova Argon 18 sembra in grado di alloggiare gomme di larghezza tipicamente da mountain bike, misurate in pollici e non più in millimetri. Si tratta di una tendenza confermata dall’intera batteria di otto nuove gravel avvistate a The Traka 2026: tutte, senza eccezione, accolgono coperture oltre la soglia psicologica dei 50 mm, con punte che superano i 55 mm e in alcuni casi sfiorano i 57 mm.
La forcella mostra un’apertura particolarmente ampia, con i foderi che si divaricano in modo marcato a partire da un cannotto di sterzo molto stretto. Questa architettura, già vista sulla nuova Factor Sarana e su altri prototipi del 2026, permette di liberare spazio per coperture molto voluminose senza sacrificare la rigidità della forcella. Il risultato visivo è quello di una bici dal frontale geometricamente complesso, una sorta di firma estetica di questa nuova generazione di gravel race.
The Traka 2026 e la rivoluzione delle gravel race
La presentazione, seppure non ufficiale, della nuova Argon 18 si inserisce in un quadro di profondo rinnovamento del segmento. A The Traka 2026 sono state contate almeno otto nuove biciclette gravel mai viste prima, tra cui un nuovo prototipo Canyon Grail con passaggio gomme aumentato da 42 a oltre 53 mm, una Factor RS2 Sarana ufficialmente lanciata per le ultradistanze, un secondo prototipo Factor di chiara ispirazione aerodinamica derivato dalla One stradale, e una Ridley denominata internamente RS2 con tubo di sterzo profondo e foderi molto vicini alla ruota posteriore, in grado di accogliere coperture fino a 57 mm.
La direzione è chiara: il gravel da competizione si sta separando definitivamente dalla logica della road bike adattata. Le nuove geometrie, le sezioni di pneumatico estreme, i sistemi di storage integrato e l’attenzione al CdA aerodinamico raccontano di un segmento che si sta strutturando con una propria identità tecnica precisa. Argon 18, che con la Dark Matter aveva già preso posizione nel territorio dell’all-rounder, ora sembra voler giocare anche la partita più specialistica, quella della pura gravel race ad alte prestazioni.
I tempi di lancio e il posizionamento commerciale
Argon 18 non ha al momento confermato date di presentazione né dettagli sulle versioni disponibili. Considerando il calendario tipico del settore, è plausibile attendersi una presentazione ufficiale tra la fine del 2026 e la primavera del 2027, con probabile debutto agonistico durante le grandi gare internazionali del prossimo anno. Restano da chiarire la composizione del telaio, i pesi dichiarati, le geometrie complete e, soprattutto, il listino prezzi, elemento decisivo in un segmento dove i top di gamma stanno superando con regolarità i 10.000 euro.
Per il momento, ci si limita a osservare un prototipo intercettato in modo fortuito tra le vie di Girona. Ma il messaggio che Argon 18 invia alla concorrenza è già forte e chiaro: nella corsa alla gravel race del futuro, la casa canadese intende esserci.







