La fine di un'Era
Cannondale chiude il Cannondale Factory Racing
La notizia ha scosso il mondo del mountain bike con la forza di un colpo secco: Cannondale ha annunciato che la stagione 2026 della Coppa del Mondo sarà l’ultima per il Cannondale Factory Racing sotto l’insegna CFR. Si conclude così un capitolo che ha attraversato oltre tre decenni di storia del mountain bike d’élite, lasciando un segno indelebile nella disciplina dello XCO e nell’immaginario collettivo degli appassionati di tutto il mondo.
Una presenza trentennale nell’élite mondiale
Per decenni, il Cannondale Factory Racing ha rappresentato un punto di riferimento assoluto nella scena XC globale, sia per i risultati sportivi ottenuti sia per il ruolo svolto nello sviluppo di biciclette che sarebbero poi arrivate sul mercato consumer. Il team è stato palcoscenico per alcuni tra i migliori atleti della disciplina e banco di prova per tecnologie che hanno segnato l’evoluzione della mountain bike moderna: dalla Lefty, la forcella monobraccio diventata un’icona stilistica oltre che tecnica, alla Scalpel, il full-suspension XC con cui il marchio ha vinto gare e titoli mondiali.
La stagione 2024 da sola meriterebbe un posto nei libri di storia del CFR: Alan Hatherly conquistò la maglia iridata élite uomini in XCO, mentre il team accumulò medaglie importanti ai Campionati del Mondo. Mona Mitterwallner e Simon Andreassen aggiunsero i titoli mondiali di marathon. La Scalpel non si limitava a far bella figura nelle fotografie: vinceva.
La decisione, quindi, non è figlia di una crisi sportiva. Il programma è rimasto molto vivo: il roster attuale include Charlie Aldridge, Luca Martin, Jolanda Neff, Ana Santos e Cole Punchard, e il team ha continuato a esprimersi ad altissimo livello in un campo XC brutalmente competitivo. A conferma di ciò, Luca Martin ha regalato a Cannondale un risultato di enorme peso con la vittoria in Coppa del Mondo XCO a Lenzerheide pochi giorni prima dell’annuncio.
Una decisione strategica, non sportiva
La notizia giunge in un momento di significativi cambiamenti aziendali all’interno del marchio. Poche settimane prima, era emerso che la società madre Pon.Bike intende chiudere la fabbrica di assemblaggio esclusiva di Cannondale ad Almelo, nei Paesi Bassi, entro la fine del 2027, una mossa che coinvolgerebbe circa 120 posti di lavoro e rientra in una riorganizzazione della produzione verso strutture condivise con altri marchi del gruppo.
La stessa Cannondale ha confermato ufficialmente che la stagione 2026 sarà una stagione di congedo per il team sotto il nome CFR. In una nota ufficiale, l’azienda dichiara di voler trasformare quest’ultimo anno in una celebrazione di tutto ciò che è stato costruito: i corridori, i meccanici, gli ingegneri e lo staff che hanno reso il Cannondale Factory Racing uno dei programmi più rispettati dello sport. “Vediamo questa stagione come una celebrazione, un modo per ringraziare durante tutto l’anno i corridori, lo staff e i tifosi che hanno costruito uno dei programmi più rispettati in questo sport”, recita il comunicato.
Nasce il programma Cannondale Rogues
Il marchio non abbandona la scena della competizione, ma ne ridisegna profondamente il perimetro. A partire da gennaio 2027, sarà lanciato il programma Cannondale Rogues, una struttura molto più ampia rispetto a un tradizionale team factory, che riunirà corridori professionisti, content creator, leader di comunità e nuove figure emergenti provenienti dal MTB, dal gravel e da altre discipline affini.
Secondo il marchio, l’obiettivo sarà quello di connettersi più direttamente con i ciclisti e amplificare la presenza di Cannondale oltre i circuiti della competizione. Il programma prevede anche un maggiore investimento in eventi, test prodotto e attività rivolte al pubblico, con parte delle risorse precedentemente destinate al team di Coppa del Mondo reindirizzata verso esperienze dimostrative e azioni di avvicinamento al marchio.
Nonostante la chiusura del CFR, l’azienda insiste che rimarrà presente nell’alta competizione, con accordi attivi nel ciclismo su strada e gravel attraverso il team EF e il programma femminile St. Michel, mentre nel mountain bike manterrà una presenza competitiva attraverso formule ancora da definire.
Il futuro degli atleti
La chiusura del CFR apre un mercato di trasferimenti di assoluto rilievo. Charlie Aldridge è il nome più atteso: giovane, già con risultati al massimo livello, avrà opzioni concrete presso altri top team XC. Tra i possibili approdi si ipotizzano Specialized, Scott-SRAM, Trek, Canyon o il team Orbea, dove milita già il suo ex compagno Simon Andreassen.
Luca Martin, fresco vincitore di Coppa del Mondo, potrebbe essere ancora più appetibile sul mercato: i risultati, la traiettoria e i tempi del suo contratto in scadenza lo pongono in una posizione di assoluta forza nella trattativa con qualsiasi team d’élite.
Jolanda Neff, campionessa olimpica e mondiale, è un caso a parte: potrebbe trovare ospitalità in qualunque top team, ma potrebbe anche diventare il volto principale del nuovo programma Cannondale Rogues, data la sua capacità di connettersi con la comunità ciclistica ben oltre i nastri del traguardo.
Una tendenza che riguarda l’intero settore
La scomparsa del Cannondale Factory Racing si inscrive in una tendenza sempre più visibile nel panorama ciclistico internazionale, dove i marchi cercano di bilanciare l’investimento nella competizione con strategie di marketing digitale, content creation e costruzione di comunità. È una logica aziendale comprensibile, ma non priva di contraddizioni: un team factory di Coppa del Mondo non è solo un centro di costo, è un laboratorio di sviluppo che genera innovazione tecnologica misurabile e trasferibile sulla produzione di serie.
Il gravel, disciplina che gravelnews.it segue con particolare attenzione, resta comunque nel perimetro degli impegni futuri di Cannondale, sia attraverso il team EF sia presumibilmente attraverso il nuovo programma Rogues. Ma la chiusura del CFR lascia un vuoto che va al di là dei risultati: scompare una delle identità più riconoscibili dell’intero sport, quella di un marchio che aveva fatto dell’originalità tecnica e della presenza agonistica un tutt’uno inscindibile.
La stagione 2026 è iniziata. Sarà l’ultima sotto quella bandiera.
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