Johnston e Cromwell si impongono al SEVEN
Nannup anticipa i Mondiali Gravel 2026
La cittadina australiana di Nannup, nel cuore della Western Australia, ha ospitato la terza tappa stagionale della UCI Gravel World Series con la SEVEN Gravel Race, una prova di 125 chilometri attraverso la Blackwood Valley con oltre 3.000 metri di dislivello e più dell’80% del percorso su sterrato. L’evento, già di per sé un appuntamento consolidato nel calendario internazionale, ha assunto quest’anno un valore aggiunto di straordinaria importanza: il tracciato riproduce fedelmente quello che ospiterà i Campionati del Mondo UCI Gravel il prossimo ottobre, nelle giornate del 10 e 11 ottobre. Una prova generale, dunque, che i protagonisti del gravel mondiale non potevano permettersi di ignorare.
Al via si sono presentati oltre 2.000 atleti complessivamente, ma sono stati gli elite a catalizzare l’attenzione. Gli uomini hanno preso il via alle ore 7:00 locali, mentre le donne hanno seguito alle 7:35, entrambi i gruppi accolti da temperature intorno agli 8°C e da una fitta nebbia che avvolgeva le valli del territorio. Condizioni tipicamente autunnali per l’emisfero australe, che hanno reso ancora più dura la prova fin dai primi chilometri.
Uomini: Johnston più rapido di O’Brien nel rush finale
Nella gara maschile il copione si è delineato con relativa chiarezza nella prima metà di gara, quando il campione australiano e detentore del titolo Mark O’Brien (Trappist) ha cominciato a fare selezione imponendo il ritmo sulle salite. La prima grande asperità, il Brockman, ha già ridotto il gruppo di testa, e all’ascesa di Ellis Creek, circa a metà percorso, O’Brien ha provato a staccare i rivali con un attacco deciso. Il vincitore del 2024 Brendan Johnston (Giant) e Harrison Bebbington (Maxxis Flanders Racing) sono riusciti a resistere alla pressione, e il terzetto si è infine consolidato come il gruppo di testa destinato a decidere il podio, lasciando alle spalle tutti gli altri, tra cui il 2023 Tasman Nankervis, Mark Chong (Pedal Mafia) e Robert Power.
Con il profilo altimetrico ormai favorevole nella parte conclusiva, è cambiato l’equilibrio delle forze. Johnston, superiore in pianura e nel finale veloce, ha preso il sopravvento su O’Brien e ha tagliato il traguardo in 3:55:56, con sette secondi di vantaggio sul campione uscente. Bebbington ha chiuso terzo a 29 secondi. Per Johnston si tratta della seconda vittoria alla SEVEN dopo quella del 2024, a completare un palmarès australiano che conta anche Gravelista e Devils Cardigan.
“Nelle lunghe salite Marko era davvero forte e riusciva anche a staccarci, ma continuavamo a rientrare. Sapevo che il finale mi avrebbe favorito, quindi è stato ancora più speciale tornare qui e vincere di nuovo,” ha commentato Johnston al termine della gara.
Classifica uomini elite — Top 5
Brendan Johnston (Giant) — 3:55:56
Mark O’Brien (Trappist) — +0:07
Harrison Bebbington (Maxxis Flanders Racing) — +0:29
Dylan Hopkins — +2:30
Tasman Nankervis — +3:04
Donne: Cromwell ancora sola al comando
Nella gara femminile è stata Tiffany Cromwell (Canyon-SRAM zondacrypto) a dominare la scena con la consueta intelligenza tattica. La campionessa australiana di gravel ha lasciato formarsi un gruppo di testa composto anche dalla neozelandese Maria Laurie — già seconda alla Grafton to Inverell su strada nel calendario ProVelo Super League — e da Matilda Raynolds, con Cassia Boglio (Megamo Gravel Racing), finalista nelle ultime due edizioni, a seguire nelle immediate retrovie.
Cromwell ha gestito le forze con lucidità, studiando le avversarie prima di alzare gradualmente l’intensità con piccole accelerazioni sui tratti pianeggianti. Una a una le rivali hanno ceduto, e a circa 14 chilometri dall’arrivo la campionessa australiana aveva già guadagnato circa 40 secondi sul duo inseguitore composto da Raynolds e Laurie. Il margine è rimasto invariato fino al traguardo: Cromwell ha vinto in 4:28:52, con 2 minuti e 30 secondi su Laurie e 2:31 su Raynolds. Si tratta del terzo successo per lei alla SEVEN nelle ultime quattro edizioni, il secondo consecutivo.
“Era un gruppo piccolo ma molto forte e all’inizio osservo sempre tutti, perché conoscevo solo circa la metà delle ragazze. Ho cercato di restare calma: pensavo di non riuscire a staccarle, ma a poco a poco una si staccava, poi un’altra, e ho cominciato a sentirmi sempre più forte,” ha raccontato Cromwell agli organizzatori nel post-gara.
Classifica donne elite — Top 5
Tiffany Cromwell (Canyon-SRAM zondacrypto) — 4:28:52
Maria Laurie — +2:30
Matilda Raynolds — +2:31
Cassia Boglio (Megamo Gravel Racing) — +20:05
Heidi Buntrock — +59:55
Ottobre è già nell’aria
La SEVEN 2026 lascia aperti interrogativi importanti in vista dei Mondiali di ottobre. Il percorso, con le sue salite selettive e le lunghe distese sterrate della Blackwood Valley, ha mostrato caratteristiche che favoriranno chi sa dosare le energie e mantenere la potenza nel finale. Johnston ha dimostrato di saper vincere qui in condizioni di gara reali; Cromwell ha confermato di conoscere il territorio come pochi altri al mondo.
La campionessa australiana, però, mantiene i piedi per terra quando si parla della maglia iridata. “Sarebbe bello, ma non voglio fare i conti prima del tempo. Saremo di fronte a un campo di partenza straordinariamente forte. Questo tipo di percorso, con quelle salite, non è necessariamente il mio punto di forza — ma lavorerò duramente per essere lì a lottare per la maglia arcobaleno,” ha dichiarato.
L’appuntamento è fissato. Nannup attende il mondo del gravel il 10 e 11 ottobre 2026.




