Il SudAfrica vince in casa
Beers e Nortje battono Wilier-Vittoria per 64 secondi
Otto giorni di corsa, 707 chilometri e 15.900 metri di dislivello positivo. La Cape Epic 2026 si chiude con un verdetto scritto negli ultimi chilometri del Grand Finale: Matthew Beers e Tristan Nortje del team Toyota Specialized Imbuko tagliano per primi il traguardo di Stellenbosch con il tempo complessivo di 26:55:51, precedendo di soli 64 secondi il duo italiano Luca Braidot e Simone Avondetto (Wilier-Vittoria), protagonisti di una corsa straordinaria ma costretti ad accontentarsi ancora una volta del secondo gradino del podio.
Per Beers è la quarta vittoria alla Cape Epic, numero che lo consolida ulteriormente nella storia della gara. Per Nortje, 24 anni, si tratta invece del primo successo assoluto nella corsa sudafricana. Il dato forse più significativo, però, è quello storico: per la prima volta nella storia della Cape Epic una coppia composta interamente da atleti sudafricani si aggiudica la gara. Una vittoria che restituisce al paese ospitante un trofeo a lungo inseguito.
Una gara rovesciata nel finale
La corsa aveva preso una piega differente nella parte centrale della settimana, quando Braidot e Avondetto avevano preso il comando nella tappa più lunga, dominando in modo convincente. Il venerdì era arrivata poi la consacrazione: la coppia Wilier-Vittoria aveva vinto la Queen Stage, la frazione più attesa, portandosi alle porte del successo finale con la maglia gialla ben salda sulle spalle.
Ma tra il sabato e il Grand Finale la situazione si è capovolta. Beers e Nortje hanno individuato i primi segnali di difficoltà degli avversari e hanno alzato immediatamente il ritmo, senza concedere respiro. Braidot e Avondetto hanno tentato di rispondere, riuscendo a contenere il distacco nell’ultima tappa — dove i due italiani hanno chiuso al quarto posto, a 2’26” dai vincitori di giornata — ma non in misura sufficiente a difendere la leadership generale.
Il distacco finale di 1’04” racconta meglio di qualsiasi altra statistica la tensione accumulata lungo otto giorni di gara.
L’Italia recita un ruolo da protagonista
Al di là della beffa nel finale, la prestazione italiana alla Cape Epic 2026 merita una lettura approfondita. Braidot e Avondetto hanno disputato una corsa di altissimo livello, comandando la generale per diversi giorni e portando a casa anche la vittoria della Queen Stage. La sconfitta per 64 secondi dopo oltre 26 ore di gara non cancella un risultato che, nella prospettiva del ciclismo italiano su sterrato, rappresenta un punto di riferimento solido.
Tra gli altri nomi tricolori da annotare, Nicola Taffarel chiude nono in generale in coppia con il norvegese Eskil Evensen-Lie (Metallurgica Veneta MTB), mentre Samuele Porro con Luis Fernando Martínez conquista l’ottavo posto per Klimatiza Orbea 2. Da segnalare anche la ventitreesima piazza dei fratelli Nicolas e Lorenzo Samparisi (KTM Spada Brenta Brakes) e la venticinquesima di Lorenzo Trincheri in coppia con lo svizzero Andrin Beeli.
La Cape Epic 2026 archivia un’edizione memorabile. Il Sudafrica riabbraccia la propria corsa più importante. L’Italia, da parte sua, dimostra di avere i mezzi per giocarsela fino in fondo con i migliori del mondo.

